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Denominazione
Lettera
inviata al Dr S.A. Inglese, di Cittadinanza
Attiva e, per conoscenza, al Ministro della Salute Francesco Storace e
alla Redazione de "Il Sole 24 Ore Sanità", in risposta
alla lettera indirizzata da Cittadinanza Attiva al Ministro della Salute,
pubblicata sul sito www.cittadinanzaattiva.it e sul Sole 24 Ore Sanità.
Periodo
di riferimento
Agosto
2005.
Referente
Gianni
Caso , Tel 035 361717, Fax 035 363059, e-mail hotspur@libero.it

La
lettera di Cittadinanza Attiva
Pubblicata
sul sito www.cittadinanzaattiva.it e sul Sole 24 Ore Sanità, ecco
la lettera indirizzata dal Dr Stefano A. Inglese al Ministro Storace:
"Le
scriviamo per manifestarle la nostra preoccupazione per la situazione
di disagio denunciata dai cittadini residenti in più Regioni, ormai
da diversi anni a questa parte, riguardo le difficoltà di accesso
al pediatra di libera scelta e l'inadeguatezza delle prestazioni assicurate
in questa area della assistenza territoriale".
Si apre così la lettera inviata questa mattina dal responsabile
nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva Stefano
Inglese al Ministro della salute Francesco Storace. Di seguito il testo
della missiva.
"Le segnalazioni fanno riferimento, in particolare, all'impossibilità
di ottenere il pediatra dalla propria Asl e alla necessità di ricorrere,
in alternativa, ad un medico di medicina generale, oltre che alla negazione,
di fatto, della possibilità di esercitare il diritto alla libera
scelta giacché, spesso, si ha a disposizione un solo pediatra,
e se non si è contenti, evidentemente, non lo si può cambiare.
La carenza di pediatri sul territorio è all'origine, inoltre, di
frequenti lamentele riguardanti l'indisponibilità degli stessi
a recarsi al domicilio o la richiesta di parcelle non dovute, la loro
irreperibilità, oltre che l'inadeguatezza degli orari di apertura
degli studi.
Tutto ciò determina, di fatto, una situazione nella quale l'assistenza
pediatrica per molti italiani rappresenta un servizio virtuale, laddove,
bene che vada, sono costretti a pagare per ottenere visite a domicilio,
nelle situazioni peggiori devono scegliere per i loro figli un medico
di medicina generale, o decidere di ricorrere ad un pediatra privato.
Inutile dire quanto tutto ciò sia percepito dai cittadini come
una iniquità e una palese ingiustizia, visto che l'assistenza pediatrica
è parte integrante dei livelli essenziali di assistenza.
La situazione attuale è sicuramente legata alla carenza effettiva
di pediatri, come dimostrano i dati ufficiali, con una disponibilità,
in tutte le Regioni, inferiore al fabbisogno reale del Paese e a quello
previsto dalle normative attuali. Ma si deve anche, in tutta evidenza,
alle resistenze opposte al convenzionamento di nuovi pediatri per il Servizio
sanitario nazionale.
Il rapporto ottimale di un pediatra per ottocento assistiti al di sotto
dei 14 anni si è rivelato visibilmente inadeguato per garantire
la reperibilità necessaria e le visite al domicilio, soprattutto
in particolari periodi dell'anno. Per questa ragione riteniamo necessario
che tale rapporto venga rivisto, come è già avvenuto in
alcune Regioni, come Toscana e Lazio, riducendo il tetto massimo a 600-650
assistiti per pediatra.
Ci sembra indispensabile, inoltre, che questo avvenga attraverso una indicazione
unica valida per tutto il territorio nazionale. L'imminente rinnovo della
convenzione tra il Servizio sanitario nazionale e i pediatri rappresenta,
da questo punto di vista, una opportunità preziosa per evitare
di lasciare questa scelta alla buona volontà delle singole Regioni,
con l'inevitabile conseguenza di disomogeneità evidenti nel trattamento
garantito ai cittadini, a volte anche a pochi chilometri di distanza.
Un intervento di medio-lungo termine dovrebbe puntare, invece, all'ampliamento
del numero dei posti disponibili nelle scuole di specializzazione di pediatria
del nostro Paese."

La
lettera di APeG
Inviata
il 16 agosto 2005 al Dr Stefano A. Inglese e, per conoscenza, al Ministro
Storace e alla Redazione de "Il Sole 24 Ore Sanità",
la risposta di APeG.
Stim.
mo Dr Inglese,
mi rivolgo a Lei in qualità di Presidente di APeG (Associazione
dei Pediatri in Gruppo), Associazione Nazionale che si propone di promuovere,
nell'ambito della Pediatria di Famiglia, la diffusione delle forme associative
(Pediatria di Gruppo in particolare, ma anche la Pediatria in Associazione)
e, più in generale, di una cultura dell'organizzazione intesa non
come mero esercizio di efficientismo, ma come funzionale ad un miglioramento
dell'efficacia e dell'efficienza nell'assistenza al bambino e alla sua
famiglia.
Consulto
regolarmente il sito web di Cittadinanza Attiva, di cui apprezzo le iniziative
puntuali ed incisive, e mi ha particolarmente interessato, per ovvi motivi,
la lettera indirizzata al Ministero della Salute, in cui Lei sottolinea
alcune criticità del Servizio della Pediatria di Famiglia, successivamente
pubblicata sul quotidiano "il Sole 24 Ore Sanità".
Ricorderà
certamente il nostro invito alla Tavola Rotonda svoltasi a Roma ad aprile
2004 in occasione del nostro Congresso Nazionale, in cui si chiedeva alla
Vostra Associazione e a Lei in particolare, presente, tra gli altri, l'Associazione
Altroconsumo, di commentare i risultati di una Indagine Nazionale sulla
Qualità Percepita in Pediatria di Famiglia: la prima del genere,
con oltre 1500 interviste ad un campione ponderato di mamme italiane assistite
da Pediatri di Famiglia, affidata da APeG ad un agenzia esterna, di provata
affidabilità e correttezza, come Abacus.
Lei declinò cortesemente l'invito. Oggi, alla luce delle Sue argomentazioni
sulla situazione dell'assistenza pediatrica italiana, i risultati di quella
indagine suonano un po' come "un'occasione perduta" e diventano
ancora più attuali, per diversi motivi
-
Indagini come quella in oggetto rappresentano terreno di incontro e
di conoscenza tra chi si fa portatore della voce dei cittadini e chi,
tra i pediatri, ritiene la qualità percepita un indicatore importante
di cui tener conto sia nel suo lavoro di tutti giorni, sia al fine di
promuovere tra i pediatri modifiche e miglioramenti dell'assistenza.
- Le
informazioni ottenute dai genitori, rilevate con un'indagine che per
dimensioni e qualità del campione e per rigore metodologico meglio
sarebbe definire ricerca, Le sarebbero utili, insieme alle altre fonti
di cui la Sua Associazione dispone, per formarsi un quadro il più
possibile obiettivo del gradimento dell'utenza nei confronti del Pediatra
di Famiglia. In particolare, accanto alla conferma di alcune criticità
che Lei sottolinea nella lettera, constaterebbe il livello significativamente
elevato del gradimento dell'utenza per la figura e il servizio offerto
dal Pediatra di Famiglia, soprattutto per le sue sempre più spiccate
funzioni di counsellor per i risvolti fisici e psicologici della salute
del bambino e del suo nucleo familiare.
- L'indagine
ha individuato alcune criticità, ma anche (a conferma di quanto
attendibile e ponderato sia il giudizio del cittadino, quando rilevato
con metodi rigorosi) fornito preziose indicazioni sulle strade da perseguire
per migliorare l'assistenza al bambino e alla sua famiglia. L'utenza
apprezza di più la Pediatria di Gruppo, ma, più in generale,
coglie le potenzialità di una pediatria più moderna ed
organizzata (team, ricorso in ambulatorio a metodiche di diagnostica
rapida, a personale di studio di tipo segretariale e infermieristico)
e al tempo stesso attenta alla cura e alla relazione medico-paziente,
che il genitore considera determinante sia per un'adesione consapevole
e collaborante al progetto di salute del proprio bambino, sia per il
contenimento dell'ansia e dell'insicurezza sui problemi di salute di
cui la società moderna sembra patire in misura crescente.
Nella
sua Lettera, Lei evidenzia manchevolezze "strutturali" del servizio
della Pediatria di Famiglia, tra cui la copertura non uniforme del territorio
Nazionale e il fatto che spesso la cosiddetta "Libertà di
scelta" del Pediatra sia di fatto disattesa. Problemi seri, che ci
trovano d'accordo sulla necessità di trovare delle vie di uscita.
Ricordando però che non è così facile escogitare
soluzioni, alcune delle quali (abbassamento del numero di assistiti in
carico al pediatra, ad esempio) sono scarsamente compatibili, non solo
a medio termine, con i pochissimi Specialisti in Pediatria che annualmente
le Scuole di Specializzazione, in ottemperanza a direttive europee, immettono
sul "mercato" dell'assistenza pediatrica territoriale.
Lei
sottolinea anche, nella Sua lettera, carenze nella qualità e nella
puntualità del servizio del Pediatra di Famiglia. Anche su questo,
con la prudenza e l'equilibrio che i risultati dell'indagine Abacus consigliano,
convengo con Lei sulla necessità di lavorare e di confrontarsi
perché l'efficacia e l'efficienza del servizio fornito dal Pediatra
di Famiglia migliorino.
Non posso pertanto che condividere la sostanza di diverse Sue osservazioni.
Sul metodo mi permetto garbatamente di eccepire. Si rischia a mio avviso
di cadere nello stesso errore di certe campagne un po' fideistiche (da
cui, intendiamoci, anche i pediatri e le associazioni pediatriche non
sono esenti), in cui esiste sempre una categoria che ha ragione e un'altra
che ha torto. Se mi passa la metafora del traffico, è abitudine
comune colpevolizzare l'automobilista, prendendo le parti sistematicamente
del "povero" pedone, o del "povero" ciclista, o del
"povero" scooterista. Ci dimentichiamo spesso però che
ciascuno di noi è, a turno, automobilista, ciclista e pedone, e
che se a mancare è la cultura della responsabilità personale
e del rispetto reciproco, ogni rivendicazione avrà sempre poco
spessore e scarsa efficacia, e il traffico rimarrà una bolgia.
Detto
questo, il passo successivo è mettersi al lavoro, insieme, facendo
tesoro delle rispettive esperienze e dei rispettivi punti di vista, nessuno
dei quali da solo esaurisce il problema. Su due direttrici, a mio avviso:
-
Problemi strutturali: le soluzioni sono complesse, coinvolgono livelli
che stanno al di sopra e al di fuori della Pediatria di Famiglia e risorse
allocate non sempre in funzione degli obiettivi; Associazioni Professionali
di Pediatri e Associazioni rappresentanti dei Cittadini possono però
far pervenire a tali livelli la propria voce, contribuendo ad influenzare
le scelte di fondo.
- Qualità
del servizio: l'unica strada percorribile è un confronto davvero
"costruttivo" (aggettivo di cui si abusa, spesso significando
esattamente l'opposto) tra pediatri disponibili a mettersi in gioco
e al confronto e genitori assertivi dei propri diritti, ma anche per
lo meno curiosi di sapere cosa c'è "dietro il vetro del
manovratore".
Attendo
un Suo riscontro, disponibile se lo desidera a farLe avere i risultati
completi dell'Indagine Abacus (pubblicati, oltre che su alcune riviste
pediatriche nazionali, nel sito www.apeg.it) e
Le porgo i miei più Cordiali Saluti
Gianni Caso
Presidente di APeG

Su
"Il Sole 24 Ore Sanità"
Il
contenuto della lettera del presidente APeG è stato pubblicato
il 31 agosto 2005 su
"Il Sole 24 Ore Sanità"
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