|
Il
gradimento dell'utenza e la Pediatria di Famiglia:
risultati di un'indagine nazionale sulla qualità percepita
di
G. Caso°, F. Ragazzon°, M. Ancona°°, M. Bignoli*
° Pediatri di Famiglia, APeG (Associazione Pediatri in Gruppo),
°° Psichiatra, psicoterapeuta, Presidente ADR (Analisi delle Dinamiche
di Relazione),
* Ricercatore sociale, statistico
Indice
OBIETTIVI
METODOLOGIA
Universo
di riferimento e campione
Selezione
del campione
La
rilevazione dei dati
Il
questionario
Analisi
statistica
RISULTATI
Soddisfazione
per il servizio
Aspetti
più significativi nel determinare la soddisfazione degli utenti
I
risultati della Pediatria di Gruppo
Indicatori
diretti
Indici
indiretti
DISCUSSIONE
Soddisfazione
per il Pediatra di Famiglia
Aree
critiche su cui lavorare
Cura
della relazione medico-paziente
Offerta
di servizi
Comunicazione
ALLEGATI
Questionario
Procedura
reclutamento campione PG
PER
APPROFONDIRE

Obiettivi
L'obiettivo
più generale della nostra ricerca è stato quello di valutare
il livello di soddisfazione degli utenti dei Pediatri di Famiglia (PDF).
Più specificamente, con questa indagine si è cercato di
valutare se far parte di una Pediatria di Gruppo (PDG) influisca sul grado
di soddisfazione percepito.

Metodologia
Universo
di riferimento e campione
Le
caratteristiche sociodemografiche dei soggetti entrati nella ricerca sono
riassunte nella tabella 1.
Tabella
1
Caratteristiche
della popolazione esaminata
|
Caratteristiche
del campione
|
|
GC
(1013 interviste)
|
PG
(500 interviste)
|
|
Età
|
Media
STD error
|
37
aa
0.163
|
35
aa
0.221
|
|
Classi
di età
|
18-24
25-34
35-44
45-54
|
1%
29%
62%
8%
|
1%
41%
54%
4%
|
|
Titolo
di studio
|
Laurea
Media superiore
Media inferiore
Elementare/ness.
|
13%
60%
26%
1%
|
14%
52%
32%
2%
|
|
Attività
lavorativa
|
Attive
(Totale)
Imprend./Lib. Prof.
Impiegata
Insegnante
Esercente/Artigiano
Operaia/Contadina
Altre occupazioni
Non attive (Totale)
Casalinga
Pensionata
Disoccupata
|
52%
6%
23%
10%
3%
7%
3%
48%
46%
-
2%
|
57%
7%
28%
10%
3%
8%
1%
43%
41%
-
2%
|
|
Area
di residenza
|
Nord
Ovest
Nord Est
Centro
Sud e Isole
|
24%
16%
19%
41%
|
22%
25%
25%
28%
|
|
Ampiezza
Centri di Residenza
|
Fino
a 10000 Ab.
10000-30000 Ab.
30000-100000 Ab.
oltre 100000 Ab.
|
37%
23%
20%
20%
|
10%
27%
31%
32%
|
|
Numero
figli
|
Media
ff x famiglia
STD error
0-3 anni
3-6 anni
6-11 anni
11-14 anni
almeno 1 f < 6 aa
solo ff < 6 aa
almeno 1 f > 6 aa
solo ff > 6 aa
|
1.6
0.020
25%
25%
33%
17%
62%
38%
62%
38%
|
1.7
0.028
32%
26%
32%
10%
76%
46%
54%
28%
|
|
Utilizzo
del servizio
Visite di routine
Figli
sottoposti ad almeno 1 v. di rout.
Visite
straordinarie
Figli
sottoposti ad almeno 1 v. straord.
|
Media
STD error
Percentuale
Media
STD error
Percentuale
|
2.3
0.090
80%
2.9
0.133
69%
|
2.7
0.133
85%
3.6
0.189
78%
|

L'universo
di riferimento dell'indagine è costituito dalle famiglie italiane
con bambini fra gli 0 e i 14 anni di età. Per omogeneità
di rilevazione si è scelto di intervistare la mamma del bambino,
che nella maggioranza dei casi è il genitore che accompagna il
figlio/a alla visita pediatrica e tiene i contatti con il medico con maggior
frequenza.
Sono stati costruiti due campioni:
- un
campione di 1013 mamme che si rivolgono ad
un PDF, in generale (d'ora in poi indicato come GC
Gruppo Controllo)
- un
campione di 500 mamme che si rivolgono ad un
PDF che lavora in Gruppo (d'ora in poi indicato come campione
PG).
Naturalmente,
per come è stata concepita la ricerca, nel campione GC rientra
inevitabilmente anche un certo numero di madri che si rivolgono a Pediatri
in Gruppo, nella percentuale in cui la PDG è rappresentata nel
territorio
.

Selezione
del campione
Il
campione GC è stato costruito
con campionamento stratificato a due stadi:
- Primo
stadio: assegnazione delle interviste sulla base del criterio di distribuzione
territoriale
- Secondo
stadio: selezione casuale delle famiglie da elenchi telefonici.
Per
selezionare un campione PG sufficientemente
numeroso si è dovuto procedere in modo diverso, dal momento che
la pediatria in gruppo rappresenta una quota minoritaria nell'ambito della
pediatria di famiglia. Gli step della procedura di selezione del campione
PG sono stati i seguenti (Figura 1; per la procedura più dettagliata
con la documentazione utilizzata, vai alla sezione "Allegati"):
- Pre-reclutamento
di circa 3000 mamme che si rivolgono a Pediatri in Gruppo presso gli
ambulatori
E' stato selezionato a questo scopo un campione di PDG rappresentativo
sul piano geografico e per composizione numerica delle PDG censite da
APeG mediante il Censimento Nazionale del 2000 5. Dai 114 gruppi censiti
da APeG è stato estratto un campione di 55 pediatrie di gruppo,
rappresentativo dell'universo di riferimento sia per distribuzione geografica
che per composizione numerica del gruppo. I gruppi estratti venivano
contattati telefonicamente da un referente APeG. In caso di adesione,
al gruppo partecipante veniva chiesto di raccogliere 60 nominativi di
genitori disponibili eventualmente ad essere estratti per l'intervista
telefonica e gli veniva inviata della documentazione preparata da TNS
ABACUS (per il pediatra: lettera di presentazione della ricerca, procedura
per il corretto reclutamento dei genitori eventualmente disponibili
ad essere intervistati e griglia di rilevamento delle adesioni; per
l'utenza locandina e materiale informativo sulla ricerca e sulle garanzie
di privacy a norma della legge 675). Particolare attenzione veniva posta
a che venisse rispettata la corretta procedura di reclutamento dei genitori
disponibili all'intervista, per evitare qualsiasi distorsione del campione
(campionare ad esempio in maggioranza utenti più soddisfatti):
la richiesta in tal senso doveva essere formulata, dal momento di inizio
del reclutamento presso lo studio, a tutti i genitori indistintamente
che, per qualsiasi motivo, accedessero allo studio, fino al raggiungimento
del sessantesimo nominativo. Quando un gruppo completava la raccolta
delle 60 adesioni, provvedeva ad inviare ad ABACUS la griglia di rilevamento
con i nominativi delle mamme disponibili ad essere eventualmente intervistate.
In caso di non accettazione si procedeva all'estrazione di un nuovo
gruppo di pediatri tra quelli con caratteristiche geografiche e compositive
analoghe al gruppo non aderente alla ricerca e a trasmettere il nominativo
del gruppo così selezionato al referente APeG per un contatto.
Complessivamente hanno aderito 43 pediatrie. In questo modo sono state
raccolte circa 2600 mamme disponibili all'intervista.
- Selezione
di 500 interviste (a partire dalle 2600 mamme pre-reclutate) tenendo
conto della distribuzione geografica e della composizione numerica dello
studio pediatrico di riferimento

Figura
1: procedura di campionamento campione PG

In
entrambi i campioni sono state assegnate le seguenti quote
di composizione per età dei figli:
- almeno
60% di mamme con un figlio da 0 a 6 anni
- almeno
40% di mamme con un figlio da 6 anni a 14 anni.
La
diversa consistenza delle due quote rispecchia l'abituale distribuzione
per fasce d'età dell'utenza del Pediatra di Famiglia, che ha nella
fascia 0-6 anni di esclusiva la parte preponderante degli assistiti.

La
rilevazione dei dati
La
rilevazione delle informazioni è stata effettuata da TNS Abacus
(oggi TNS Infratest) mediante interviste telefoniche assistite da computer
(CATI = Computer Assisted Telephone Interview).
Le interviste sono state eseguite da intervistatori/trici specializzati
che prima dell'inizio della rilevazione hanno partecipato ad una riunione
di addestramento personale tenuta dal responsabile della ricerca. Il coordinamento
e controllo del lavoro degli intervistatori è stato affidato a
due supervisori. Le interviste sono state condotte sia in orario diurno
(dalle 12.00 alle 15.00) sia in orario serale (dalle 18.00 alle 21.30)
per garantire la massima rappresentatività campionaria consentendo
il reperimento delle persone che solitamente trascorrono la maggior parte
della giornata fuori casa per motivi di lavoro o di studio.
Tutte le interviste sono state realizzate dalla sede operativa di TNS
Abacus, che al momento della rilevazione (febbraio-marzo 2003) disponeva
di 135 postazioni CATI ed era ubicata a Milano in via Villoresi 13. La
durata media delle intervista è stata di 20 minuti.

Il
questionario
Il
questionario è stato realizzato tenendo conto degli obiettivi della
ricerca e della metodologia dell'indagine. La scelta di procedere alle
interviste telefoniche ha richiesto uno strumento di ricerca agile, che
non impegnasse troppo a lungo l'intervistato. L'intervista telefonica,
per altro, ha garantito la possibilità di realizzare la ricerca
in tempi rapidi e definiti, con un'alta percentuale di risposte, se confrontata
con i questionari inviati per posta. L'intervista telefonica, in più,
consente di valutare la corretta comprensione delle domande da parte dell'intervistato.
Lo strumento di indagine messo a punto è strutturato in 7 sezioni
(tabelle 2 e 3). Il questionario nella sua versione integrale è
scaricabile in formato PDF alla sezione "Allegati"
Tabella
2
Struttura del questionario
|
Area
di indagine
|
|
|
|
1
- Caratteristiche sociodemografiche
8
item
|
- Età
dell'intervistato
- Luogo
di residenza
- Titolo
di studio
- Professione
- Numero
di figli
- Età
del figlio/dei figli
|
Area
geografica
Ampiezza centri
|
|
2
- La richiesta del servizio
8
item
|
- Numero
di visite per Bilancio di salute o per vaccinazioni nel corso
dell'ultimo anno
- Durata
della visita
- Numero
delle visite per malattia o altre urgenze nel corso dell'ultimo
anno
- Durata
della visita
- Visite
domiciliari
|
Differenziato
per figli con più o meno di un anno
4 Item |
|
3
- Chi fornisce il servizio?
|
- Solo
il Pediatra di Famiglia
- Anche
il pediatra privato
|
|
|
4
- Motivi e modalità di scelta del pediatra
2
item
|
|
|
|
5
- Organizzazione del servizio
5
item
|
|
|
6
- Accessibilità al servizio
5
item
|
- Ultimo
item: aspetti da migliroare nel servizio offerto
|
|
|
7
- Valutazione del servizio offerto
15
item
|
- 14
item scala qualitativa Score da 1 a 10
- Scala
di giudizio globale Score da 1 a 10
|
Vedi Tabella 3 |

Tabella
3
Valutazione
del servizio offerto
|
Il
mio pediatra di base ..........................:
|
Compl.
insoddisfatto
|
|
Compl.
soddisfatto
|
|
1
- presta ascolto a ciò che il genitore dice
|
1
|
2
|
3
|
4
|
5
|
6
|
7
|
8
|
9
|
10
|
|
2
- crea un clima amichevole e familiare
|
1
|
2
|
3
|
4
|
5
|
6
|
7
|
8
|
9
|
10
|
|
3
- si fa capire bene
|
1
|
2
|
3
|
4
|
5
|
6
|
7
|
8
|
9
|
10
|
|
4
- fornisce spiegazioni esaurienti e molte informazioni sulla cura
del bambino
|
1
|
2
|
3
|
4
|
5
|
6
|
7
|
8
|
9
|
10
|
|
5
- fornisce consulenze telefoniche adeguate
|
1
|
2
|
3
|
4
|
5
|
6
|
7
|
8
|
9
|
10
|
|
6
- èdisponibile per le urgenze durante le giornate lavorative
|
1
|
2
|
3
|
4
|
5
|
6
|
7
|
8
|
9
|
10
|
|
7
- è bene informato sul mio bambino
|
1
|
2
|
3
|
4
|
5
|
6
|
7
|
8
|
9
|
10
|
|
8
- dedica un tempo adeguato alla visita
|
1
|
2
|
3
|
4
|
5
|
6
|
7
|
8
|
9
|
10
|
|
9 - mi mette a mio agio, tanto da potergli esprimere i miei dubbi
e le mie incertezze riguardo la salute di mio figlio
|
1
|
2
|
3
|
4
|
5
|
6
|
7
|
8
|
9
|
10
|
|
10
- viene a casa quando è necessario
|
1
|
2
|
3
|
4
|
5
|
6
|
7
|
8
|
9
|
10
|
|
11-
è soddisfatto del suo lavoro
|
1
|
2
|
3
|
4
|
5
|
6
|
7
|
8
|
9
|
10
|
|
12
- mi è vicino con consigli ed interventi personali - come
ad es.: telefonate o lettere di presentazione - se devo consultare
uno specialista
|
1
|
2
|
3
|
4
|
5
|
6
|
7
|
8
|
9
|
10
|
|
13
- mi è vicino con consigli ed interventi personali - come
ad es.: telefonate ai colleghi o lettere di presentazione - in caso
di ricovero in ospedale
|
1
|
2
|
3
|
4
|
5
|
6
|
7
|
8
|
9
|
10
|
|
14
- ha un orario di apertura al pubblico adatto alle mie esigenze
|
1
|
2
|
3
|
4
|
5
|
6
|
7
|
8
|
9
|
10
|

Naturalmente la prima sezione è quella relativa alla raccolta delle
caratteristiche sociodemografiche del campione; le altre affrontano e
indagano diversi aspetti dell'erogazione del servizio. Per l'individuazione
degli item si è in parte fatto
riferimento alla letteratura e in parte rielaborato il materiale emerso
nel corso di un focus group (1) condotto
con un gruppo di madri e finalizzato ad individuare le caratteristiche
che in un pediatra potevano facilitare la realizzazione di un rapporto
di fiducia. Il questionario è quindi stato realizzato tenendo conto
anche dell'esperienza diretta delle madri, fa pertanto riferimento a situazioni
specifiche, e non si limita ad una valutazione generica di soddisfazione
o insoddisfazione. Ancora, oltre a domande che si possono ritenere dirette
circa la soddisfazione per il servizio, sono state previste domande che
consentono di indagare indirettamente il livello di soddisfazione. Per
esempio la modalità di scelta del pediatra, il fatto che sia stato
realmente scelto piuttosto che una scelta obbligata; come sia avvenuta
la scelta. E' ben noto nel mondo dei servizi, come gli utenti soddisfatti
ne siano i migliori e più efficaci promotori attraverso il passa
parola; ci è sembrato importante valutare questo aspetto. Naturalmente
avere una buona fama tra i propri utenti non garantisce la qualità
intesa come outcome, la qualità
percepita, la soddisfazione dell'utente, è solo una delle dimensioni
della qualità.
Un altro aspetto che abbiamo ritenuto potesse evidenziare indirettamente
il livello di soddisfazione è stato quello di valutare la frequenza
con cui le madri hanno riferito di chiedere il consulto di un pediatra
privato oltre a quello di famiglia.
Analisi
statistica
I
dati raccolti sono stati analizzati utilizzando il package statistico
SPSS (Statistical Package for the Social Science, release 12.0)
Sono state condotte le elaborazioni standard (tavole statistiche a doppia
entrata), che hanno consentito di analizzare i dati secondo i principali
parametri sociodemografici (es. area geografica, età dei bambini,
etc); si è proceduto inoltre alle seguenti analisi statistiche
di secondo livello:
- test
t di Student per il confronto tra medie di campioni indipendenti (campione
GC vs campione PG); e Chi - square test per l'analisi delle frequenze;
- analisi
di regressione stepwise, per individuare gli aspetti che hanno
un peso maggiore nel determinare il livello di soddisfazione da parte
degli utenti.
- i
14 item per la valutazione del servizio offerto sono stati sottoposti
ad analisi fattoriale applicando il metodo delle componenti principali;
i fattori inizialmente estratti sono stati ruotati secondo il metodo
Varimax; quindi sono stati stimati gli score fattoriali, sui valori
medi di questi ultimi sono state condotte le analisi statistiche per
individuare differenze significative tra i gruppi in esame

Risultati
Soddisfazione
per il servizio
I
dati raccolti si prestano a diverse elaborazioni, analisi e approfondimenti.
Iniziamo a prendere in esame i risultati relativi alla analisi diretta
della soddisfazione per il servizio offerto dal proprio pediatra riferita
dalle madri. Nel questionario era previsto anche un giudizio sintetico
globale, con uno score da 1 (completamente insoddisfatto) a 10 (completamente
soddisfatto). La figura 2 evidenzia come entrambi i gruppi conseguano
un ottimo risultato: ambedue con uno score medio superiore a 8. Il gruppo
controllo ottiene uno score compreso tra 8 e 10 nel 75% dei casi, e il
gruppo dei pediatri di gruppo nell'83% dei casi. Questo primo dato appare
in linea con i dati finora evidenziati in precedenti ricerche (2 3 4)
in cui complessivamente i pediatri sembrano soddisfare convenientemente
le richieste dei propri assistiti. Rispetto a queste (dalle 300 alle 400
interviste ciascuna, distribuite su un'area provinciale o, come nel caso
della ricerca veneta del 1994, regionale) il nostro dato di conferma si
può, in più, estendere a tutto il territorio nazionale.

Figura
2
Giudizio
globale nei confronti del proprio pediatra. Percentuali, media e confronto
tra gruppi

L'analisi dei 14 item consente una valutazione più dettagliata
della qualità percepita dalle madri. Nella tabella 4 sono riportate
le medie. Il dato rilevante è che in entrambi i gruppi gli item
attinenti alla relazione, alla comunicazione, all'ascolto sono quelli
che ottengono gli score più elevati. Un elemento di criticità
comune ai due gruppi sembra emergere relativamente alla visita domiciliare:
si veda infatti la risposta all'item n° 10 [Viene a casa quando è
necessario], ma di questo aspetto tratteremo in un prossimo paragrafo.

Tabella
4
|
Il
mio pediatra di base ...
|
Campione
CG 1013
Media Score 1-10
|
Campione
PG 500
Media Score 1-10
|
Signif.
|
| Si
fa capire bene |
8.75
|
9.17
|
**
|
| E'
soddisfatto del suo lavoro |
8.62
|
9.06
|
**
|
| Mi
mette a mio agio. tanto da potergli esprimere i miei dubbi e le mie
incertezze riguardo la salute di mio figlio |
8.59
|
8.77
|
*
|
| Presta
ascolto a ciò che il genitore dice |
8.53
|
8.84
|
**
|
| Crea
un clima amichevole e familiare |
8.50
|
8.73
|
*
|
| Fornisce
spiegazioni esaurienti e molte informazioni sulla cura del bambino |
8.47
|
8.81
|
**
|
| E'
bene informato sul mio bambino |
8.42
|
8.95
|
**
|
| Dedica
un tempo adeguato alla visita |
8.33
|
8.80
|
**
|
| Fornisce
consulenze telefoniche adeguate |
8.05
|
8.66
|
**
|
| Mi
è vicino con consigli ed interventi personali - come ad es:
telefonate o lettere di presentazione - se devo consultare uno specialista |
7.98
|
8.60
|
**
|
| Mi
è vicino con consigli ed interventi personali - come ad es:
telefonate ai colleghi o lettere di presentazione - in caso di ricovero
in ospedale |
7.90
|
8.43
|
***
|
| E'
disponibile per le urgenze durante le giornate lavorative |
7.86
|
8.20
|
**
|
| Ha
un orario di apertura al pubblico che risponde alle mie esigenze |
7.74
|
8.53
|
**
|
| Viene
a casa quando è necessario |
7.48
|
7.33
|
ns
|
|
Test
t di Student per campioni indipendenti, * p < 0.05, ** p<
0.01, *** p< 0.001
|

Aspetti
più significativi nel determinare la soddisfazione degli utenti
Naturalmente
una ricerca non può rilevare più di quanto gli strumenti
messi a punto per la raccolta dei dati possono consentire. Quindi nel
momento in cui ci si interroga relativamente a quali possano essere gli
aspetti più importanti nel determinare la soddisfazione da parte
degli utenti, delle madri, si deve tenere conto che la nostra analisi
è limitata agli item che abbiamo introdotto nel questionario. Tuttavia,
nel valutare quali siano gli aspetti che pesano di più nel determinare
la soddisfazione degli utenti, otteniamo un primo risultato significativo:
il coefficiente di determinazione è molto alto (R2= 0,766) (tabella
5). Questo ci dice che il modello spiega quello che nelle premesse si
prefiggeva e gli item proposti agli utenti sono ben correlati al livello
di soddisfazione percepita. Si è ritenuto di applicare l'analisi
di regressione lineare alla popolazione di controllo in quanto riteniamo
che rappresenti più correttamente l'universo di riferimento. La
tabella 8 mostra come 9 su 14 siano gli aspetti che in modo significativo
influenzano il grado di soddisfazione da parte delle madri. Il dato statistico
consente di individuare una scala di valori. Quali sono gli aspetti che
pesano di più nel determinare la soddisfazione delle madri? I nove
item che entrano nel modello si possono riunire in due gruppi. Il primo
gruppo si potrebbe definire "Relazionale-tecnico". In questo
rientrano i primi tre item del modello. Il primo item, quello che ha il
peso maggiore, relativamente a tutti gli altri, sottolinea l'importanza
della personalizzazione del rapporto. Per la madre è di molto valore
sentire che conosciamo bene il nostro piccolo paziente, che abbiamo creato
nella nostra mente uno spazio per lui. Gli altri due item sintetizzano
i momenti fondamentali della relazione medico e paziente: l'ascolto -
un ascolto attivo e non giudicante che crea spazio per la riflessione,
la comprensione - e la comunicazione. Cinque dei successivi sei item riguardano
la "Modalità di erogazione del servizio". Sono elementi
importanti nel determinare il livello di soddisfazione: la disponibilità
per le urgenze, l'essere un punto di riferimento nel corso di un percorso
diagnostico di approfondimento che richiede visite specialistiche, un
tempo di apertura dell'ambulatorio adeguato alle esigenze dei genitori,
così come un tempo adeguato dedicato alla visita del bambino. Come
si vede anche le visite domiciliari rivestono un ruolo nel determinare
il livello di soddisfazione. Un dato di interesse è che le madri
colgono e danno importanza a come mostriamo di svolgere il nostro lavoro:
è importante essere soddisfatti del nostro lavoro. D'altra parte
è intuitivo che per svolgere bene il nostro lavoro sia dal punto
di vista tecnico che relazionale è necessaria una grande energia,
una grande motivazione. Quindi il livello di soddisfazione personale incide
sulla qualità dei servizi forniti, come per altro gli studi sul
burnout ben dimostrano. Quindi si potrebbe dire che ad un pediatra soddisfatto
corrisponda una madre soddisfatta.

Tabella
5
Item
che influenzano maggiormente il livello di soddisfazione complessivo
|
Item
entrati nel modello
|
Peso
(Beta standardizzato)
|
|
|
E'
bene informato sul mio bambino
|
0.205
|
*
|
|
Dà
spiegazioni esaurienti ed informazioni
|
0.166
|
*
|
|
Mi
mette a mio agio, tanto da potergli esprimere i miei dubbi e le
mie incertezze riguardo la salute di mio figlio
|
0.136
|
*
|
|
E' disponibile per le urgenze durante le giornate lavorative
|
0.133
|
*
|
|
E'
soddisfatto del suo lavoro
|
0.124
|
*
|
|
E'
vicino in caso di indagini specialistiche
|
0.107
|
*
|
|
Viene
a casa quando è necessario
|
0.096
|
*
|
| Ha
un orario di apertura adatto alle mie esigenze |
0.080
|
*
|
|
Dedica
un tempo adeguato alla visita
|
0.061
|
*
|
|
(Coefficiente
di determinazione) R2 =0.766, * p < 0.001
|

I
risultati della Pediatria di Gruppo
Il
secondo obiettivo della ricerca ha considerato il confronto tra pediatria
per così dire, "tradizionale" e PDG. L'ipotesi di fondo
che ha mosso lo studio è che l'essere in gruppo, lo svolgere la
professione in gruppo consentisse di fornire un servizio migliore agli
utenti e che questo potesse essere percepito dagli stessi.
L'analisi dei risultati sembrerebbe confermare l'ipotesi iniziale: cioè
pur in un ambito che pare rispondere egregiamente alle aspettative dei
pazienti, la PDG sembra fornire un servizio ancora più soddisfacente.
La
conferma viene dall'analisi di indicatori diretti
e
indiretti.

Indicatori
diretti
Valutazione
globale e per singoli aspetti della qualità percepita
Lo
score medio globale presenta una differenza altamente significativa (figura
2, p <0.001). Anche gli score medi di 13 su 14 item presentano differenze
significative o altamente significative (tabella 4).
Analisi
fattoriale
I
14 item concorrono a definire l'articolata complessità del servizio
visto con gli occhi del paziente. Dopo avere individuato una misura, per
così dire, più analitica, li abbiamo anche rielaborati secondo
una prospettiva più sintetica, sottoponendoli ad analisi fattoriale.
Questa ha lo scopo di identificare una struttura sottostante ad un insieme
di variabili osservate, riducendo e condensando i dati e individuando
le dimensioni più significative. L'analisi ha consentito l'estrazione
di tre fattori che complessivamente spiegano il 46.86% della varianza
totale. Gli 8 item che hanno un coefficiente si saturazione superiore
a 0.40 nel I° fattore (Tab 6) sono relativi agli aspetti delle modalità
comunicative e delle capacità di ascolto: potremmo denominare questo
fattore "Relazione e comunicazione". E' interessante ancora
notare che uno degli otto item non riguarda direttamente né la
relazione, né la comunicazione, ma valuta quanto il pediatra appaia
alle madri soddisfatto del proprio lavoro. Il dato risulta coerente con
gli studi che segnalano come alti livelli di burnout in genere si accompagnino
ad una cattiva relazione medico-paziente, e a pazienti insoddisfatti.
E' quindi comprensibile che buone competenze comunicative e relazionali
necessitino per esprimersi e realizzarsi di un medico motivato e soddisfatto.
Tre sono gli item che contribuiscono al secondo fattore: Fornire consulenze
telefoniche adeguate, Essere vicino in caso di ricovero in ospedale, Essere
vicino in caso di visite specialistiche. Questo fattore, che potremmo
denominare "Ruolo di tutoring", individua un'area di intervento
tipica delle cure primarie. Il PDF deve essere colui che orienta, guida,
non fa sentire soli nell'eventuale percorso di malattia: un ruolo di riferimento
molto importante contro il rischio di perdersi in percorsi labirintici.
Il terzo fattore (due item: Venire a casa quando è necessario,
Essere disponibile per urgenze durante le giornate lavorative) riguarda
aspetti relativi alla prestazione del servizio.

Tabella
6
Analisi
fattoriale
|
Rotated
component matrix
|
FACTOR
1
Relazione e comunicazione
|
FACTOR
2
Tutoring
|
FACTOR
3
Erogazione del servizio
|
| Percentuale
di varianza spiegata |
32.6%
|
7.85%
|
6.95%
|
| |
| Mettermi
a mio agio. tanto da potergli esprimere i miei dubbi e le mie incertezze
riguardo la salute di mio figlio |
,721
|
,185
|
,000
|
| Farsi
capire bene |
,612
|
,208
|
,000
|
| Essere
soddisfatto del suo lavoro |
,609
|
,000
|
,241
|
| Creare
un clima amichevole e familiare |
,605
|
,175
|
,000
|
| Dedicare
un tempo adeguato alla visita |
,604
|
,146
|
,236
|
| Fornire
spiegazioni esaurienti sulla cura del bambino |
,564
|
,279
|
,163
|
| Prestare
ascolto a ciò che il genitore dice |
,487
|
,246
|
,116
|
| Essere
ben informato sul mio bambino |
,436
|
,367
|
,191
|
| |
| Fornire
consulenze telefoniche adeguate |
,000
|
,726
|
,000
|
| Essere
vicino in caso di ricovero in ospedale |
,232
|
,706
|
,146
|
| Essere
vicino in caso di visite specialistiche |
,348
|
,633
|
,000
|
|
| Venire
a casa quando è necessario |
,136
|
,000
|
,808
|
| Essere
disponibile per urgenze durante le giornate lavorative |
,122
|
,206
|
,783
|
| Avere
un orario di apertura che risponda alle mie esigenze |
,303
|
,000
|
,343
|
|
Extraction
method: principal component analysis
Rotation Method: Varimax with Kaiser Normalization
Totation converged in 5 iterations
In grassetto gli item che hanno un coefficiente di saturazione nel
fattore superiore a 0,40
|

Confrontando i due gruppi rispetto a queste tre dimensioni (Fig 3), la
PDG consegue punteggi più elevati (p <0.001) per quanto riguarda
le prime due. Non si rilevano invece differenze per quanto riguarda il
terzo fattore. Sotto una prospettiva diversa, quindi, l'analisi statistica
conferma un livello di gradimento superiore nei confronti della PDG per
gli aspetti che riguardano la comunicazione e relazione, e il ruolo di
orientamento e accompagnamento nel percorso di malattia.
Figura
3
Score
fattoriali, medie e analisi statistica


Indici
indiretti
Modalità
di scelta del PDF
Gli
indici indiretti sono importanti perché riducono il cosiddetto
bias dell'intervistatore, per cui l'intervistato tende a fornire risposte
più positive quando si trova a diretto contatto con un interlocutore,
e, in ogni caso, registrano comportamenti più facilmente oggettivabili.
Riguardo le modalità di scelta del PDF, erano previste due domande:
una aperta e una chiusa. Le differenze riscontrate tra i due campioni,
altamente significative o significative (Tab 7), ci dicono che la scelta
del PDG è più spesso frutto del passa parola e del consiglio
di parenti e amici, evidentemente ben impressionati dalle proprie precedenti
esperienze, e meno casuale o determinata dalla necessità (non c'era
altra scelta). Ciò però avrebbe potuto anche penalizzare
la PDG: se le nostre aspettative sono alte è più probabile
che vadano deluse, mentre se non abbiamo molte aspettative, possiamo rimanere
più facilmente sorpresi. Questo dato rende quindi ancora più
solido il riscontro diretto favorevole per la PDG, che sembra mantenere
le promesse.

Tabella
7
Motivi
della scelta del pediatra
|
|
Campione
CG 1013
Percentuale
|
Campione
PG 500
Percentuale
|
Signif.
|
| Per
quali motivi ha scelto proprio questo pediatra? Quali criteri ha utilizzato
nella scelta? (Domanda aperta) |
| Consiglio
di amici/parenti |
26
|
39
|
***
|
| Buona
fama/reputazione del medico |
29
|
26
|
ns
|
| Assegnato
dall'ASL/unico disponibile |
35
|
18
|
***
|
| Comodità/vicinanza
a casa |
12
|
9
|
ns
|
| Il
pediatra di base da lei scelto le è stato consigliato da qualcuno?
(Domanda chiusa) |
| Consigliato
da amici/parenti |
42
|
50
|
**
|
| Segnalato
da ospedale/struttura sanitaria |
4
|
8
|
*
|
| Consigliato
da medico di famiglia |
3
|
2
|
ns
|
| Consigliato
da nessuno |
52
|
39
|
***
|
|
Chi
square test,
* p < 0.05, ** p< 0.01, *** p< 0.001
|

Ricorso ad un altro pediatra privato
La
tendenza a ricorrere anche ad un altro pediatra privato è una realtà
relativamente diffusa, come risulta sia da colloqui con le madri sia dai
casi presentati dai pediatri durante il lavoro di formazione in aula sugli
aspetti relazionali. Le madri, imbarazzate, tendono a nascondere questa
realtà al PDF, che d'altra parte lo interpreta spesso come un segno
di sfiducia. Di fatto, è un comportamento che risponde al bisogno
dei genitori di contenere le proprie ansie ed inquietudini.
La nostra ricerca (Fig 4) conferma questa tendenza, minoritaria, certamente,
ma non trascurabile: il 19% della popolazione non fa solo riferimento
al PDF. Lo fa molto di meno (p <0.001) nel caso della PDG (12%), suggerendoci
indirettamente che le madri del campione PG cercano di meno altri pareri
verosimilmente perché più soddisfatte in generale e in particolare
più contenute nelle loro ansie e incertezze.

Figura
4
Il
medico che presta servizio: percentuali e analisi delle frequenze


Elementi
da migliorare nel servizio
Nel
questionario era prevista una domanda aperta: "In generale, in che
cosa ritiene che il servizio offerto dal suo pediatra di base, considerato
nel suo complesso, potrebbe essere significativamente migliorato?".
Nella Tab 8 sono riportati i risultati, sia globali (il 54.70% della totalità
degli intervistati indica almeno un aspetto da migliorare), sia raggruppati
in alcune aree: si tratta di aspetti su cui i pediatri devono prestare
attenzione.
Da notare che solo il 46% del campione PG (vs il 59% per il campione GC)
indica almeno un aspetto da migliorare (p <0.001). Si può leggere
anche questo dato come un indice indiretto di qualità a favore
della PDG. Nel particolare, la PDG da un lato lascia meno a desiderare
per flessibilità e disponibilità degli orari di visita (p
<0.001), dall'altro però soddisfa di meno per la disponibilità
alle visite domiciliari (10% vs 6% p <0.05).

Tabellla
8
Elementi
da migliorare nel servizio offerto dal pediatra di base (NB)
|
|
Campione
CG 1013
Percentuali
|
Campione
PG 500
Percentuali
|
Signif.
|
| Indica
almeno un aspetto da migliorare |
59
|
46
|
**
|
| Nulla
da migliorare |
9
|
12
|
|
| Non
indica |
32
|
42
|
**
|
| Non
indica + nulla da migliorare |
41
|
54
|
**
|
|
|
| AREA
SERVIZIO |
20
|
21
|
|
| Diminuire
le attese e le code |
8
|
7
|
|
| Attuare
visite a domicilio |
6
|
10
|
*
|
| Avere
meno pazienti |
4
|
3
|
|
| Altro |
2
|
1
|
|
|
|
| AREA
ORARI |
23
|
11
|
**
|
| Ricevere
più ore nei vari giorni |
10
|
0
|
**
|
| Ricevere
al pomeriggio |
2
|
1
|
|
|
Ricevere
tutti i giorni/più giorni alla settimana
|
2
|
1
|
|
|
Disponibilità
sabato, domenica e festivi
|
2
|
2
|
|
|
Altro
|
1
|
2
|
|
|
|
|
AREA
MEDICO
|
13
|
13
|
|
|
Reperibilità/possibilità
di contattarlo
|
4
|
4
|
|
|
Disponibilità
|
3
|
2
|
|
|
Attenzione
ai pazienti
|
3
|
2
|
|
|
Instaurare
un buon rapporto tra genitori e pediatri
|
1
|
3
|
|
|
Altro
|
2
|
2
|
|
|
|
|
AREA
COLLABORATORI
|
11
|
6
|
|
|
Avere
una segretaria
|
6
|
2
|
*
|
|
Avere
un'infermiera
|
3
|
3
|
*
|
|
Avere
l'aiuto di un altro pediatra/pediatra specialista
|
2
|
1
|
|
|
|
|
AREA
STUDIO
|
4
|
2
|
|
|
Accogliente/bello
|
2
|
0
|
|
|
Adatto
per bambini/con intrattenimenti
|
1
|
1
|
|
|
Ubicazione
dello studio comoda
|
1
|
0
|
|
|
Altro
|
0
|
1
|
|
|
|
|
ALTRE
AREE
|
1
|
1
|
|
|
Chi-Square
test, * p < 0.0, ** p < 0.001
NB:
i genitori potevano indicare più di un elemento
|

Discussione
Soddisfazione
per il Pediatra di Famiglia
L'obiettivo
generale della ricerca era integrare le precedenti valutazioni sulla qualità
percepita (2 3 4) con una misurazione attuale e rappresentativa su scala
nazionale della percezione che l'utenza ha del lavoro del PDF, in un momento
storico, tra l'altro, in cui la Pediatria di Famiglia, unica nel panorama
internazionale delle Cure Primarie (5 6) è da più parti
messa in discussione. Con la consapevolezza che la qualità percepita
è solo uno degli strumenti di valutazione della qualità,
in grado però non solo di dare informazioni utili alla valutazione
del servizio, ma anche di aiutare gli operatori sanitari a misurare e
possibilmente colmare eventuali scarti tra la propria percezione del servizio
offerto e quella dell'utilizzatore.
Questa ricerca conferma che i genitori apprezzano il PDF, attribuendogli
un "voto" complessivamente buono e mostrando soprattutto di
apprezzarlo per le sue qualità relazionali e per il suo ruolo centrale
di care manager nell'assistenza al bambino. Si tratta di qualità
intrinsecamente connesse con il fatto di poter interagire con un solo
medico di riferimento per tutti i problemi del bambino. Ed infatti il
cosiddetto "rapporto di fiducia", assunto anche a termine tecnico
formale e contrattuale per definire questa interazione, è ben chiaro
e radicato nella mente e nell'emotività dei genitori come elemento
irrinunciabile, tanto da risultare, nella nostra ricerca, un determinante
fondamentale del giudizio dell'utenza sulla qualità del servizio.

Aree
critiche su cui lavorare
D'altra
parte, i risultati della nostra ricerca ci consentono di individuare tre
aree critiche, non necessariamente negative, su cui comunque agire per
ulteriormente migliorare e crescere:
relazione medico-paziente, offerta di servizi, comunicazione tra pediatri
e utenza.
Cura
della relazione medico-paziente
La
relazione di cura
Il
rapporto medico e paziente diviene occasione per i protagonisti dell'incontro
di esperienze intense, profonde; talora straordinarie, altre volte frustranti
e deludenti. Il momento della cura, certo, rappresenta uno dei vertici
dell'esistenza umana, come ci rammenta l'insegnamento di Heidegger (7).
Il medico si trova, per il suo ruolo, ad accogliere bisogni, timori di
chi, il paziente, si sta confrontando, o paventa di essere costretto a
farlo, con gli aspetti più difficili della vita: il dolore, la
sofferenza, la malattia, la morte. Teme per sé, o per i familiari,
per il figlio, per l'amico. E' un incontro che nasce sotto il segno del
bisogno; necessariamente, talora drammaticamente, asimmetrico. Bisogni
di speranza, di cura, di rassicurazione, di possibilità, di guarigione,
di comprensione, di spiegazione. Tutto muta intorno e dentro di noi, non
appena perdiamo le nostre sicurezze, non appena ci sentiamo più
deboli, meno padroni, per quel che ci è consentito, delle nostre
vite. La frattura tra questo prima e dopo è radicale, profonda.
Ma anche dimorare nel mezzo, nell'attesa è doloroso. Cerchiamo
qualcuno che ci stia vicino in questi passaggi, spesso lo cerchiamo nel
medico, che talora è proprio colui che dà concretezza alle
nostre paure. Il medico è una figura di mediazione con l'aspetto
impietoso della vita, che nella solitudine impotente può apparire
insostenibile (8).
Ogni medico ha un suo modo di interpretare questo ruolo di mediazione
che è frutto non solo dell'equazione personale del medico e del
contesto che fa da cornice all'incontro con il paziente; ma anche dello
stile di cura: più orientato all'oggetto - il corpo malato - o
al soggetto - il paziente, alla tecnica o alla relazione. Si dovrebbe
essere consapevoli del proprio stile di cura, e del modo principale di
rapportarsi con il paziente. Ogni medico dovrebbe essere in grado di modulare
il proprio stile a seconda del contesto e del paziente.

La
specificità del pediatra
Nel caso del PDF queste polarità devono trovare il più possibile
un punto di equilibrio, mediazione e convergenza. Un compito, certo, non
facile. Sempre più spesso il pediatra si trova a svolgere un ruolo
di counselor, le cui parole acquistano peso e credibilità proprio
in quanto dette dal pediatra. Questi è spesso l'unico supporto
di giovani madri talora smarrite e confuse, non più sostenute,
come nelle famiglie allargate di un tempo, dagli antichi saperi, a loro
volta messi in crisi dalle nuove acquisizioni scientifiche. Il pediatra
è anche un mediatore di nuova cultura, che contribuisce ad educare
alla salute, a migliorare la qualità della vita, e accompagna le
madri in scelte sempre più consapevoli. Egli svolge quindi un ruolo
centrale nel migliorare il livello di benessere generale, soprattutto
se pensiamo all'importanza dei primi anni di vita del bambino per lo sviluppo
successivo. Individuare relazioni a rischio, problematiche, madri in difficoltà
può avere finalità preventive significative.
Il pediatra di oggi deve quindi saper ascoltare, accogliere e interpretare
i bisogni della madre e del bambino. Con l'analisi fattoriale (Tab. 5)
possiamo individuare, all'interno del fattore "Relazione e comunicazione",
gli item che hanno più peso. Vediamo così che per le mamme
è molto importante sentirsi libere di parlare, di esprimere i loro
dubbi senza timori di essere giudicate. Le mamme hanno certo bisogno in
alcuni momenti di essere guidate con determinazione, ma all'interno di
una relazione di alleanza e comprensione. Il pediatra deve quindi cercare
di realizzare una relazione di ascolto e di empatia.
Per fare ciò, innanzitutto si tratta di dare vita a queste parole;
fare sì che risuonino dentro di noi, muovendo immagini, emozioni,
sentimenti. Ad esempio pensando a quando noi ci siamo sentiti giudicati,
o a disagio dinnanzi ad un interlocutore poco in ascolto. O ancora ricordando
relazioni difficili, momenti conflittuali con i pazienti magari nati da
qualche frase infelice sfuggita per inconsapevolezzza, per la fatica,
per la tensione, o da qualche malinteso. Immaginiamo come ci si possa
trovare a disagio di fronte ad un estraneo che sentiamo avere più
potere in una determinata situazione, o ancora pensiamo a quando siamo
stati in ansia o in pena aspettando la risposta da parte di qualcuno,
o riflettiamo su quanto sia stato importante, in certe situazioni, avere
vicino qualcuno che sentivamo rassicurante e in grado di farci coraggio.
I dati quindi, una volta raccolti, devono ritrovare vitalità in
noi attraverso un processo di riflessione e immedesimazione. Prendere
consapevolezza di quanto questi aspetti siano importanti per i nostri
pazienti può costituire una motivazione in più.

Offerta
di servizi
Lavorare
insieme
L'altro
obiettivo della ricerca era utilizzare la qualità percepita per
valutare, sia in modo diretto che indiretto, l'eventuale impatto assistenziale
della PDG. Sia gli indici diretti (item di valutazione: Fig 2-3, Tab 4-5-6)
sia gli indici indiretti (il fatto cioè di essere stato più
frequentemente "consigliato" da parte di altri, il minor numero
di casi in cui il genitore ricorre ad un secondo pediatra o segnala aspetti
da migliorare nel servizio: Fig 4, Tab 7-8) confermano in modo altamente
significativo questo plus che la PDG sembra garantire all'utenza. Questa
ricerca consente di valorizzare al meglio, della PDG, proprio le qualità
relazionali e il ruolo di care manager del pediatra, a maggior ragione
in un contesto in cui teoricamente il paziente potrebbe trovare qualche
difficoltà ad interagire anche con altri medici e con personale
di studio, sia esso sanitario che di segreteria. D'altra parte, una delle
riflessioni "forti" dei genitori interpellati durante un precedente
focus group (1) presso lo studio di PDG di Bergamo, ribadiva infatti l'importanza
del rapporto fiduciario con il proprio pediatra, anche se affiancava ad
esso un altro rapporto fiduciario, quello con il gruppo nel suo insieme,
che alcuni genitori arrivavano a percepire come una "famiglia".
Nella PDG i pediatri operano in una sede comune, che rappresenta da un
lato un punto di riferimento fisso e costante per l'utenza, dall'altro
è il presupposto fisico per l'elemento fondamentale, e vincente,
del modulo: il gruppo.
L'analisi del modulo ne ha evidenziato altri elementi di struttura e di
processo, abituali, molto più che tra i PDF single, ma non esclusivi
della PDG: l'impiego di personale di studio, il ricorso al Self Help,
la rete telematica, l'interazione (nella stessa sede del gruppo, o funzionale)
con specialisti di riferimento.
A far davvero la differenza è l'essere un gruppo, un piccolo gruppo,
con tutto ciò che questo comporta sul piano relazionale. Il gruppo
offre al singolo una possibilità di scambio, relazione, esperienza
e crescita emotiva. Il lavoro di gruppo è il frutto dell'incontro,
ma talvolta anche del conflitto. Essere presenti nel gruppo richiede capacità
di dialogo e negoziazione, un buon livello di autostima e di consapevolezza
di sé. Allora il gruppo diviene il luogo che può accrescere
la nostra creatività.
D'altra parte, la necessità di convivere, confrontarsi quotidianamente,
di gestire le differenze individuali legate sia a caratteri che a visioni
organizzative diverse, può essere un esercizio faticoso, e porre
talora seri ostacoli all'avvio di un gruppo, o metterne in crisi uno già
avviato.
L'elemento vincente della PDG può quindi paradossalmente contribuire
a rendere il modello non sempre e ovunque replicabile. Tuttavia, la sua
lenta ma costante diffusione dimostra che essa può rispondere alle
nuove esigenze organizzative della sanità (tabella 8). Lo dicono
i riscontri su accessi a PSP e ricoveri (9 10), ma anche il fatto (Tab
7) che la PDG sembra rispondere meglio alle esigenze di orario e di flessibilità
da parte dei pazienti, o alla richiesta di personale infermieristico o
di segreteria. Si tratta di aspetti non dovuti al fatto che i PDG siano
più "bravi", ma frutto del modulo organizzativo stesso.
Il gruppo è quindi una risorsa sul piano organizzativo, e sul piano
individuale.

Un
pediatra soddisfatto è un "buon pediatra"
Le
madri danno molta importanza al fatto che il loro pediatra appaia soddisfatto
e motivato nel suo lavoro. Questo item è stato inserito sulla base
dei risultati del già citato focus group 4, e il fatto che sia
stato tra i più "gettonati" dimostra che era un'intuizione
giusta. Giusta quanto ovvia, se si pensa che "vivere bene" il
proprio lavoro rende motivati ad investire in esso le proprie energie
intellettuali e materiali e quindi, in ultima analisi, a fare bene il
proprio lavoro. Ovvia, viene da aggiungere, quanto disattesa, visto la
scarsa attenzione abitualmente riservata alla qualità di lavoro
degli operatori sanitari: gli amministratori hanno di che riflettere.
La
libertà di scelta
Indagini
"a scenario" dell'Associazione Altroconsumo hanno evidenziato
la scarsa disponibilità di PDF, soprattutto nei centri urbani,
dove la scelta è spesso obbligata, quando non impossibile. La nostra
ricerca ne dà conferma: il 35% del GC denuncia che la scelta non
è di fatto libera, creando in questo modo le premesse talora per
disagi e difficoltà nel rapporto fiduciario. Tra le cause del problema,
un fattore preoccupante anche per il futuro stesso della PDF: lo scarso
ricambio di pediatri garantito dalle Scuole di Specializzazione.

Aspetti
da migliorare nel servizio
Flessibilità/disponibilità
degli orari di visita e visite domiciliari gli aspetti critici segnalati
dalle madri (Tab. 7), che intuiscono anche l'utilità di personale
segretariale e/o infermieristico (11), anche se, rispondendo ad un'altra
domanda del questionario, ne confermano la scarsa presenza negli studi
dei PDF.
L'utenza considera le visite domiciliari un fattore significativo nel
determinare il proprio giudizio sul pediatra e lamenta, rispondendo anche
ad altre domande del nostro questionario, che in una certa misura il pediatra
fa meno visite domiciliari di quante essa ne desidererebbe. I genitori
segnalano anche alcune "contromisure organizzative" per rendere
questo bisogno meno irrinunciabile: ridurre le attese in studio, ancora
orari più ampi e flessibili.
Ma è soprattutto nella sfera relazionale e della comunicazione
che si gioca il peso di quello che da sempre è un punto critico
della relazione tra pediatra e genitore. La visita domiciliare è
mal vista dal pediatra, che giustamente la considera nella maggior parte
dei casi una perdita di tempo non giustificata da effettivi vantaggi di
salute per il paziente. Il genitore invece la richiede, spesso anzi a
volte la esige, come un diritto. I motivi di tensione scaturiscono in
parte dai diversi punti di vista. Il pediatra è più focalizzato
su efficienza ed efficacia dell'intervento fornito. La madre vive la visita
domiciliare come un atto di "cura" nei confronti del figlio.
Pediatri e genitori hanno più difficoltà di comprensione
su questo aspetto perché sono in gioco emozioni non riconosciute,
che richiedono grandi capacità di ascolto, di mediazione e di comunicazione
da parte del pediatra, capacità che vanno coltivate e curate.
Vi è anche però una dimensione "comunicativa"
(v. oltre) su cui è possibile agire: l'informazione, la comunicazione
corretta, in sala d'attesa, sulla Carta dei Servizi, durante la prima
visita, ai bilanci di salute, in momenti cioè di "calma"
emotiva, ha una grande importanza. Bisogna informare l'utenza della propria
scelta organizzativa, ma anche spiegarne i motivi, scontati per il pediatra
quanto non immediatamente intuibili dal genitore.

Comunicazione
Una
buona relazione aiuta anche a rendere davvero efficace la "comunicazione",
cioè l'insieme di messaggi informativi e formativi tra pediatra
e genitori, che ha due principali obiettivi:
- riconoscere
e soddisfare il diritto del genitore all'informazione sul servizio,
dandogli al contempo gli strumenti per utilizzarlo correttamente
- coinvolgere
il genitore, come primo ed attendibile alleato del pediatra, nel progetto
di salute del bambino.
Informazione
La
prima visita è per la famiglia un momento emotivamente intenso
e denso di attese e dubbi, in cui il pediatra deve investire non solo
per instaurare con essa una buona relazione, ma anche per renderla da
subito partecipe del proprio modo di operare. Chiarire qui la propria
organizzazione del lavoro (come reperirlo, quando telefonare, gli orari
di apertura dello studio, il sistema delle visite, significato e scadenziario
dei controlli periodici, ecc.) contribuisce a definire una sorta di "contratto
iniziale" con i genitori.
Alla prima visita si potrà consegnare ai genitori la Carta dei
Servizi, che dovrà riassumere le caratteristiche tipiche del PDF,
le modalità di accesso e di erogazione del servizio, affrontando
in modo chiaro ed aperto anche temi "spinosi" come le visite
domiciliari.
In sala d'attesa, è possibile trasmettere informazioni aggiornate
sui servizi per mezzo di poster, avvisi, display o terminali di consultazione.
Uno strumento per ora ancora di nicchia, anche se già utilizzato
in alcune PDG, è il Web come modalità di comunicazione uni
o bidirezionale con i propri utenti.

Educazione
sanitaria
Fare
educazione alla salute vuol dire riconoscere il ruolo del genitore come
osservatore privilegiato del bambino e fonte di informazioni utili per
la valutazione del pediatra, favorirne l'autonomia nella gestione dei
problemi del bambino, presentarsi agli occhi dell'utenza come fonte di
informazione e formazione autorevole e prioritaria rispetto ad altre agenzie
(o pseudoagenzie) (12).
Si può fare educazione sanitaria a vari livelli, dal singolo pediatra
a quelli via via più condivisi ed autorevoli di un gruppo di pediatri
o di un'associazione professionale, ovviamente con strumenti diversi.
I messaggi verbali e scritti al telefono e durante la visita, soprattutto
ai Bilanci di Salute, sono strumenti quotidiani del PDF. Essi possono
trovare rinforzo nelle schede cartacee, nei libri, nelle riviste, nei
poster in sala d'attesa, ma anche in CD ROM, DVD, terminali internet in
sala d'attesa o spazi web gestiti da pediatri per interagire con la propria
utenza.
Col crescere del livello, sempre maggiore importanza acquisiscono gli
spazi sui media locali e nazionali e, in generale, tutti i canali e le
modalità utili a far pervenire all'utenza messaggi forti, condivisi
e autorevoli.

Per
approfondire
- Ancona
M., Duccoli D., Qualità percepita e pediatria di gruppo: avvio
di una ricerca, Medico & Bambino, 18, 427-432, 1999.
- Pierattelli
M., Milanesi A., Bettucci E., La Pediatria di Base nell'Area Fiorentina,
Medico & Bambino, 3, 30-36, 1998
- Drago
S., Murgia V., Schievano P., Bernuzzi M., Funghi C., La soddisfazione
dell'utente per il servizio di pediatria di famiglia nel Veneto. G.
Battagin Editore, Padova, 1995.
- Greco
L., Un miracolo solo italiano: una sanità di qualità a
costo da saldi, Il Medico Pediatra, 6, 443-448, 2002.
- Katz
M., et all., Demography of Pediatric Primary Care in Europe: delivery
of care and training, Pediatrics, 109 (5),788-796, 2002.
- Del
Torso S., Bussi R., DeWitt T., Primary Care Pediatrics in Italy: Eighteen
Years of Clinical Care, Research, and teaching Under a National Health
Service System, Pediatrics, 99 (1): E8, 1997.
- Heidegger
M. (1927), Essere e Tempo, Torino, UTET, 19862, pp. 308-309.
-
M.Ancona, D.Duccoli, La relazione di cura, http://www.formazione.it/Relazione/relcur00.htm
- Pistocchi
S., Caracalla M., Cucchi C., Davoli A., Pediatriadi gruppo e accessi
al pronto soccorso: l'esperienza di Reggio Emilia, Il Medico Pediatra,
8, 195-196, 1999.
- Brienza
A., Carrà M., Elli D., Ometto M., Degano A., Redaelli F., Compagnucci
M., Pediatria di gruppo, accessi al pronto soccorso e ricoveri: l'esperienza
di Cantù, Il Medico Pediatra, 8, 196-197, 1999.
-
Venturelli L., Mannini A., Il personale di studio nell'ambulatorio del
pediatra, Area Pediatrica,7, 5-24, 2002.
- Venturelli
L., Caso G., Marengoni B., L'educazione alla salute in pediatria di
famiglia, UTET Periodici, Milano, 2000
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Se
volete saperne di più su un tema specifico, utilizzate il
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è trattato.
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