Deglutizione
atipica
La
deglutizione rappresenta una delle fisiologiche funzioni della vita
di ogni individuo.
Quando questa funzione si effettua con modalità diverse da
quelle considerate normali in un soggetto adulto si parla di deglutizione
atipica.
Generalmente
il meccanismo patologico che sta alla base dell’alterazione
è la spinta o l’interposizione della lingua tra le
arcate dentali.
La
dinamica della deglutizione cambia nei diversi periodi della vita
a partire dall’età neonatale.
Nel neonato è considerato normale interporre la lingua tra
le arcate edentule durante l’atto della deglutizione e progressivamente
questo modello di deglutizione infantile si trasforma in uno di
tipo adulto.
Il meccanismo della deglutizione si svolge attraverso una serie
di contrazioni muscolari coordinate che hanno lo scopo di portare
il bolo alimentare, i liquidi e la saliva, dalla cavità orale
allo stomaco.
Da un modello di deglutizione infantile presente nei primi anni
di vita passiamo ad una deglutizione instabile, “di transizione”
fino ad arrivare ad un modello definitivo di deglutizione di tipo
adulto.
La
deglutizione nel neonato
A
partire dal 4° mese di vita intrauterina la lingua assume nei
confronti del mascellare una posizione simile a quella del lattante
durante l’allattamento, ovvero si trova interposta tra i cuscinetti
gengivali delle due arcate. In particolare, procedendo dall’alto
al basso incontriamo le seguenti strutture:
- processi
alveolari superiori (edentuli)
- capezzolo
materno (o tettarella)
- lingua
che sporge in avanti
- processi
alveolari inferiori (edentuli).
La
suzione del latte avviene con una contrazione simultanea di labbra,
guance e lingua che circondano il capezzolo, per favorire la presenza
di un buon sigillo anteriore che ha la funzione di sostenere e mantenere
unite le strutture sopra citate, e di evitare la perdita di latte
dalla bocca del neonato.
Contemporaneamente la mandibola si solleva, portando la lingua in
alto, così da comprimere il capezzolo e la mammella contro
il palato duro, spremendo il latte tra i pilastri della fauci.
Caratteristica quindi di questo tipo di deglutizione è la
contrazione della muscolatura mimica (labbra, guance) e l’interposizione
della lingua tra le arcate dentarie.

La
deglutizione di transizione
Questo
modello di deglutizione è caratterizzato da movimenti propri
dello schema infantile e di quello adulto. E’ un momento di
passaggio che dovrebbe coincidere con l’eruzione dei primi
denti di latte (incisivi), che ostacolano la protrusione della lingua
tra le arcate dentarie.
In realtà non esiste un’età limite che segna
tale passaggio: per alcuni dovrebbe avvenire intorno ai 20 mesi,
più comunemente la persistenza di una deglutizione in parte
ancora infantile è considerata fisiologica tra i 5 e i 7
anni.
I fattori che determinano la transizione da un modello (infantile)
all’altro (adulto) sono lo svezzamento, la dentizione e la
maturazione neuromuscolare.

La
deglutizione dell'adulto
Può
essere suddivisa in tre fasi diverse a seconda delle zone anatomiche
interessate:
- fase
orale
- fase
faringea
- fase
esofagea.
Queste
sono precedute da una fase preparatoria,
che ha lo scopo di conferire al cibo una consistenza adeguata e
di posizionarlo in una precisa zona della lingua, che rappresenta
la posizione di partenza per la deglutizione. Questa zona è
una depressione a forma di cucchiaio sulla superficie superiore
della lingua ed è delimitata:
- anteriormente
dalla punta della lingua che è a contatto con la papilla
retroincisiva superiore (appoggia sulla gengiva tra i due incisivi
centrali superiori),
-
lateralmente dai margini della lingua che sono a contatto con
la superficie palatale dei denti laterali,
-
posteriormente c’è un sigillo garantito dal palato
molle e dalla parte posteriore della lingua, al fine di impedire
al cibo di scendere nella faringe prima del tempo (fig.1).
Figura
1
Deglutizione
normale di tipo adulto
- FASE
ORALE
La
mandibola si solleva per la contrazione dei muscoli masticatori
(m. massetere, m. temporale, m. pterigoideo interno) e i denti vengono
a contatto tra di loro.
Le labbra sono chiuse senza alcuno sforzo e non c’è
contrazione marcata della muscolatura mimica, che non partecipa
alla deglutizione, a differenza di quello che accade per la deglutizione
infantile.
La punta della lingua appoggia sulla papilla retroincisiva, la parte
centrale aderisce al palato duro e la parte posteriore è
a contatto con il palato molle.
A questo punto iniziano una serie di contrazioni della muscolatura
della lingua che spremono verso la faringe il bolo alimentare, che
era ancora nella depressione della lingua descritta prima: il bolo
è spinto come se fosse pasta dentifricia spremuta dal suo
contenitore.
- FASE
FARINGEA
Il
bolo alimentare attraversa così l’istmo delle fauci
ed entra nella faringe.
Le labbra sono ancora chiuse, la lingua si appiattisce a livello
della sua parte superiore aderendo maggiormente al palato e favorendo
la progressione del bolo posteriormente.
Il palato molle si solleva, andando a chiudere la comunicazione
con le fosse nasali, contemporaneamente si verifica la chiusura
della laringe per evitare che il cibo refluisca nelle vie respiratorie.
Con l’apertura dello sfintere esofageo superiore il bolo passa
così dalla faringe nell’esofago.
- FASE
ESOFAGEA
Dopo
il passaggio del bolo, lo sfintere esofageo superiore si richiude
immediatamente e iniziano una serie di contrazioni peristaltiche
che portano il cibo nello stomaco.
A questo punto la mandibola si abbassa, la lingua riprende la sua
posizione di riposo e la respirazione riprende di nuovo.
La
sequenza di eventi appena descritta in realtà si svolge nel
giro di 1-2 secondi e si ripete tra le 1500 e le 2500 volte nell’arco
delle 24 ore.

La
deglutizione atipica
Si
parla di deglutizione atipica quando la deglutizione non segue le
modalità caratteristiche dell’adulto ma è presente
una spinta o un’interposizione della lingua tra le arcate
dentali: in pratica, c’è la persistenza del modello
di deglutizione infantile oltre quel periodo ritenuto fisiologico
(5-7 anni di età).
I segni caratteristici di questo tipo di deglutizione sono:
-
la spinta linguale. La lingua spinge contro i denti o fra i denti,
in posizione anteriore (la più frequente) o posteriore,
monolaterale o bilaterale;
-
l’occlusione molare. I muscoli masticatori non sono usati
completamente per portare i denti in pieno contatto tra di loro.
Massetere, temporale e pterigoideo interno sono in genere ipotonici;
-
la muscolatura periorale. Sono visibili spesso smorfie, contrazioni
eccessive della muscolatura facciale, in particolare del muscolo
orbicolare inferiore e del mentale. L’eccessiva contrazione
di questi muscoli è necessaria per formare il sigillo anteriore
ed offrire alla lingua un solido supporto per poter spingere il
bolo verso la faringe e per impedire che il cibo fuoriesca dalla
bocca (fig. 2-3).
| DEGLUTIZIONE
FISIOLOGICA |
DEGLUTIZIONE
ATIPICA |
- Labbra
a contatto (competenza labiale)
- Muscoli
della faccia (labbra, guance) rilassati
- Punta
della lingua a contatto della papilla retroincisiva
- Parte
superiore della lingua a contatto con il palato duro
- Parte
posteriore della lingua a contatto con il palato molle
- Denti
in leggero contatto occlusale
|
- Labbra
non a contatto tra loro (incompetenza labiale)
- Contrazione
dei muscoli della faccia
- Lingua
che si appoggia in maniera anomala
- Assenza
o presenza di contatto occlusale
|

Figure
2-3
Contrazioni
della muscolatura facciale durante la deglutizione atipica.

Cause
di deglutizione atipica
- Tonsille
e adenoidi ipertrofiche. L’ingrossamento delle tonsille
e delle adenoidi determina un abbassamento della mandibola e uno
spostamento in avanti della lingua allo scopo di migliorare le
condizioni respiratorie.
- Alterazioni
anatomiche locali come la macroglossia e il frenulo linguale corto.
- Abitudini
viziate come la suzione del pollice o del succhiotto.
- Fattori
ereditari.
- Allattamento
artificiale. Rappresenta forse la più importante causa
di deglutizione atipica. Durante l’allattamento artificiale,
il flusso troppo rapido e abbondante del latte costringe la lingua
a spostarsi in una posizione più avanzata per impedire
il soffocamento. Questo fatto è aggravato dalla cattiva
abitudine di alcune madri di allargare e aumentare il numero dei
buchi della tettarella del biberon.
La
malocclusione che si associa più frequentemente alla deglutizione
atipica è il morso aperto,
sia dentale che scheletrico, ovvero l’assenza del contatto
occlusale tra i denti dell’arcata superiore e inferiore (fig.
4 -5). Il morso aperto può essere anteriore o posteriore,
mono o bilaterale, a seconda del tipo di spinta o postura linguale
anomala.
I denti possono essere inclinati verso l’esterno (vestibolarmente)
a causa del prevalere della forza della muscolatura linguale rispetto
a quella della muscolatura periorale (labbra e guance).
Fig
4-5
Morso
aperto associato a deglutizione atipica
Come
intervenire
Spesso
il problema della deglutizione atipica si associa ad un’anomalia
di tipo ortodontico, per cui sarà necessario intervenire
su due fronti: quello ortodontico appunto, attraverso una terapia
di tipo meccanico, e quello funzionale, al fine di rieducare e ristabilire
la corretta postura linguale.
Tra
i dispositivi ortodontici fissi troviamo le griglie cementate e
gli speroni linguali (fig.6).
Tra
quelli rimovibili, oltre alle placche con griglia, esiste un gruppo
di apparecchi che ha la funzione di rieducare il comportamento neuromuscolare:
- attivatori
come il bionator (fig.7), l’attivatore di Andresen, il regolatore
di funzione di Fränkel, il Kinetor (fig.8),
- placche
munite di accessori (piccole palline ad esempio) che hanno la
funzione di richiamare la punta della lingua verso una determinata
posizione, rieducandone il comportamento neuromuscolare (fig.9).
Figura
6 |
Figura
7 |
|
|
Figura
8 |
Figura
9 |
|
|

Per
quanto riguarda la terapia miofunzionale e quindi la rieducazione
della lingua, deve essere condotta da persone qualificate (logopedista)
e prevede l’esecuzione di esercizi che hanno lo scopo di aumentare
o diminuire il tono muscolare e fare apprendere alla lingua posture
corrette.
Si tratta di esercizi che il bambino deve eseguire a casa, più
volte durante il giorno e che richiedono la massima collaborazione.
Proprio per questo ultimo aspetto l’età ideale per
iniziare questo tipo di terapia è tra gli 8 e i 10 anni e
la durata del trattamento è di circa 2-3 mesi, almeno per
quanto riguarda la prima fase. Dopo, il bambino viene controllato
periodicamente per valutare l’eventuale recidiva dell’abitudine
scorretta e in tal caso si interviene nuovamente con un altro protocollo
di esercizi.

E’
possibile riassumere il protocollo terapeutico nel seguente modo:
PRIMA
DEI 4 ANNI:
- attesa
- valenza
indotta positiva
- succhiotti
anatomici
- Quad-Helix
- griglie
- speroni
linguali.
DA
4 A 6 ANNI:
- valenza
indotta positiva
- Quad-Helix/
griglia/ speroni linguali (per i pazienti non collaboranti)
- Bionator
(per i pazienti collaboranti).
DOPO
I 6 ANNI:
- Quad-Helix/
griglia/ speroni linguali (per i pazienti non collaboranti)
- Bionator
(per i pazienti collaboranti)
- consultare
uno psicologo infantile.
La
rubrica di Odontoiatria Pediatrica si avvale della consulenza
del Dottor Alberto Caprioglio, Professore Associato e Titolare
dell’Insegnamento di Pedodonzia presso l'Università
degli Studi dell'Insubria in Varese, in rappresentanza della S.I.O.I.
(Società Italiana di Odontoiatria Infantile) per gli argomenti
di Pedodonzia.
Questa
scheda è stata realizzata dal Prof. Alberto Caprioglio in
collaborazione con la D.ssa Arianna Vanni,
specializzanda in Ortognatodonzia, Università degli Studi
dell'Insubria.

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