| Traumatologia
dentale
Cosa
è
Con
il termine traumatologia dentale si intende quel settore della clinica
odontontoiatrica che si occupa degli effetti di una evento accidentale
sulle strutture dure e di sostegno di un dente.

Fattori
predisponenti
Dobbiamo
ricordare soprattutto i soggetti con accentuata protrusione dentale
superiore, con incompetenza labiale ed in generale con abitudini
viziate. Per quanto riguarda il meccanismo d’azione dei traumi,
li possiamo differenziare in diretti e indiretti.
Per trauma diretto si intende un colpo direttamente sul dente come
ad esempio una caduta al suolo con urto diretto sul dente.
Per trauma indiretto si intende una lesione avvenuta per effetto
di una lesione da trasferimento, per esempio un colpo al mento che
per contraccolpo si trasmettono alle arcate dentali con frattura
degli incisivi. Occorre sempre considerare la massa e la velocità.
Un trauma ad alta velocità e piccola massa favorirà
una frattura dentale, mentre un colpo di grande massa e bassa velocità
è più probabile che provochi una lesione ai tessuti
di sostegno dell’elemento dentale.

Tipi
di traumi
Si
distinguono:
- traumi
ai tessuti duri del dente
(smalto, dentina,cemento)
- traumi
ai tessuti di sostegno del
dente (tessuto osseo, legamento, gengiva)

Classificazione
dei traumi ai tessuti duri (secondo l’O.M.S)
- infrazioni
coronali
-
fratture coronali semplici
-
fratture coronali non complicate
-
fratture complicate coronali
-
fratture corono-radicolari non complicate
-
fratture corono-radicolari complicate
-
fratture radicolari.

- Infrazioni
coronali dello smalto:
sono microfratture o linee di frattura presenti in almeno un elemento
dentario di ogni individuo.
- Fratture
coronali semplici:
è interessato solo lo smalto come ad esempio i bordi degli
incisivi.

- Fratture
coronali NON complicate,
quando vi è un interessamento di smalto e denti senza avere
un’esposizione pulpare.


- Fratture
coronali complicate quando
si ha un’esposizione anche della polpa.


- Fratture
corono-radicolari.
Il trauma interessa sia la corona che la radice del dente. Può
essere complicata o non
complicata a seconda che vi sia interessamento pulpare
o meno.


- Fratture
radicolari. Il
trauma interessa la radice del dente. A seconda della loro localizzazione
si distinguono in fatture radicolari:
- del
terzo apicale
-
del terzo medio
-
del terzo coronale
Classificazione
dei traumi ai tessuti di sostegno (secondo l’O.M.S.)
- concussioni
-
sublussazione
-
lussazioni estrusive
-
lussazioni laterali
-
lussazioni intrusive
- avulsioni
traumatiche

- Concussione
e sublussazione
Nella
concussione e sublussazione è presente una leggera mobilità,
a volte un dolore alla percussione o alla semplice pressione.
L’elemento sublussato presenta una leggera mobilizzazione,
se preso tra indice e pollice pur rimanendo in posizione.
- Lussazione
intrusiva
Il
dente risale all’interno del processo alveolare fratturando
i processi alveolari. Nella lussazione intrusiva il dente viene
spinto nell’osso dal trauma, e può rierompere spontaneamente
oppure va riposizionato ortodonticamente.


- Lussazione
estrusiva
Si
intende per lussazione estrusiva la fuoriuscita parziale di un elemento
dal suo alveolo . La terapia è mirata a riportare alla normalità
la situazione attraverso l’uso di apparecchiature ortodontiche
fisse.

- Lussazioni
laterali
Sono
simili concettualmente alle lussazioni verticali a cui oltre allo
spostamento verticale si abbina anche uno spostamento laterale.
- Exarticolazione
o avulsione completa
L’elemento
si allontana dall’alveolo naturale.
Epidemiologia
Per
quanto riguarda il sesso c’è una maggiore frequenza
per il sesso maschile, forse
dovuto alla pratica di sport violenti.
La fascia di età più colpita per i denti
decidui è intorno ai 4-5
anni, mentre per i denti permanenti
è tra 8-11 anni.
I denti più frequentemente traumatizzati sono i centrali
superiori quindi i laterali
superiori, gli incisivi inferiori.
Sono più frequenti i traumi ai denti
singoli, con frattura coronale
senza esposizione pulpare.

Diagnosi
Anamnesi:
bisogna raccogliere il maggior numero di informazioni
- sul
tipo di trauma
- sulla
dinamica
- sul
tempo trascorso dal trauma alla visita
Esame
clinico:
palpazione dei tessuti traumatizzati, controllo della eventuale
mobilità dentale e leggera percussione.
Reazione
dentale ai test di vitalità:
si attua attraverso l’utilizzo di cloruro d’etile. Bisogna
ricordare che dopo un trauma può esserci una assenza temporanea
della vitalità, dovuta allo shock post-traumatico del fascio
vascolo-nervoso. Occorre quindi ripetere le prove di vitalità
periodicamente infatti potrebbero tornare positive anche dopo oltre
180 giorni.
Esame
radiografico:
è il punto cardine per una diagnosi corretta. Attraverso
l’uso di radiografie endorali o con l’ortopantomografia
si possono ben documentare eventuali fratture coronali o radicolari.
Si raccomanda sempre l’utilizzo di almeno 2 proiezioni radiografiche.

Terapia
dei traumi ai tessuti duri del dente
Nei
casi di infrazioni coronali non
si applica nessun protocollo terapeutico ma si constata la semplice
presenza dell’infrazione.
Nelle
fratture coronali semplici
è sufficiente levigare e arrotondare la zona colpita.
Nelle
fratture coronali non complicate
si associa un interessamento della dentina che deve essere protetta
con idrossido di calcio la stessa, al fine di evitare che gli stimoli
termici possano danneggiare la polpa. Nelle fratture
coronali complicate vi è scopertura della polpa
per cui bisogna ricorrere alla terapia endodontica.
Si procede quindi , in entrambi i casi a ricostruzione. Le ricostruzioni
possono essere:
- ricostruzione
in materiale estetico che deve essere rifatto periodicamente ogni
7-8 anni.
-
reincollaggio del frammento coronale . Il frammento coronale deve
essere portato al dentista in soluzione fisiologica ed in un contenitore
ermeticamente chiuso (se non disponiamo della fisiologica utilizzeremo
del latte, metteremo il dente in un portarullino fotografico).
Provvederà quindi l’odontoiatra a reidratare l’elemento
ed a rincollarlo dopo almeno 15 giorni.
Nelle
fratture corono radicolari non complicate,
che sono piuttosto rare perché in questo caso la botta è
comunque notevole, si procede come per le fratture coronali non
complicate. Le
fratture corono-radicolari complicate,che
sono molto più frequenti si trattano con le fratture radicolari.
Le
fratture radicolari a seconda
della sede della frattura si distinguono in
- fratture
radicolari del terzo apicale
-
fratture radicolari del terzo mediale
-
fratture radicolari del terzo coronale
Inoltre
a seconda che ci sia una lesione parziale della polpa o un distacco
completo dei 2 frammenti si può avere una necrosi parziale
o una necrosi totale della polpa stessa.
Frattura
radicolare senza necrosi. Si
fissano i frammenti in modo a farli combaciare, per un tempo di
compreso tra le 3 settimane fino a 2 mesi e si ha riparazione totale.
Con il tempo si può avere una obliterazione parziale o totale
del canale radicolare. In questo modo il dente diventa progressivamente
molto meno sensibile e arriva addirittura a perdere la sensibilità.
Frattura
radicolare profonda con necrosi.
In questo caso si devitalizza l’elemento e si crea un sequestro
osseo.

Terapia
dei traumi ai tessuti di sostegno del dente
In
realtà la terapia per le concussioni
difficilmente vengono fatte poiché il trauma rimane misconosciuto.
Nelle
sublussazioni la lesione parodontale
con mobilità dentale si ha un modesto shock del fascio vascolo-nervoso,
con conseguente rimodellamento e riassorbimento degli apici, con
segno della compromissione pulpare. A distanza di anni si manifesta
con la DISCROMIA. Per evitare e fermare i processi di riassorbimento
e degenerazione si deve devitalizzare il dente.
Nelle
lussazioni intrusive il dente
risale all’interno dell’alveolo. Spesso l’elemento
stesso rierompe spontaneamente oppure lo si aiuta mediante un’apparecchaitura
ortodontica utilizzata per farlo estrudere.
Nelle
lussazioni estrusive si procede
alla reinserzione del dente nell’alveolo e lo si blocca con
del filo in acciaio appropriato (splint), cioè lo si fissa
con un apparecchiatura ortodontica per 2-4 settimane. Il fascio
vascolo-nervoso è stato leso sicuramente, per cui ci dovremo
aspettare dei fenomeni di riassorbimento a livello dell’apice
radicolare nel qual caso si provvederà ad una devitalizzazione
dell’elemento.
Le
avulsioni traumatiche rappresentano
l’eventualità più grave ed urgente della traumatologia.
Il dente viene ex-articolato completamente. La tempestività
dell’intervento è fondamentale, bisogna agire entro
le prime 2 ore per poter conservare la vitalità ed entro
le 12-24 ore per conservare il dente seppure previa devitalizzazione.
Nella pratica è consigliabile tenere l’elemento exarticolato
in soluzione fisiologica o in alternativa nel latte mentre ci si
reca dall’odontoiatra. Qualora si fosse in situazioni particolari
si può pensare di mantenere il dente idratato conservandolo
in bocca, avendo ovviamente cura di evitare l’ingestione.
Nel tempo comunque il dente si anchiloserà o avrà
gravi problemi di riassorbimento radicolare perché perderà
il legamento parodontale.

Nella
figure sottostanti potete osservare la sequenza temporale e visiva
di una exarticolazione traumatica a carico dell’incisivo centrale
superiore di sinistra.





Traumatologia
ai denti decidui
I
denti decidui possono subire gli stessi traumatismi dei denti permanenti
e pertanto vengono classificati allo stesso modo.
La terapia è leggermente modificata poiché si deve
considerare lo stato fiopatologico dell’elemento interessato
ed in particolar modo il livello di riassorbimento radicolare raggiunto
dall’elemento deciduo.
Inoltre si deve fare una valutazione del livello di collaborazione
stimata ,che il paziente può fornirci. Non è infatti
pensabile progettare trattamenti complesso in soggetti poco cooperanti.
In ogni caso si deve tener presente che un evento traumatico su
un elemento deciduo può generare sull’elemento permanente:
- Discromie
-
Anomalie di forma
- Anomalie
di struttura
-
Anomalie di posizione
I
denti permanenti, sottostanti ad un elemento deciduo traumatizzato,
vanno monitorizzati durante il loro percorso eruttivo, con radiografie
periodiche come ortopantomografie od radiografie endorali convenzionali
mirate.

Nella
figure sottostanti potete osservare gli effetti di una trauma, su
un incisivo deciduo avvenuto 2 anni prima, come hanno alterato la
forma e la struttura dell’elemento permanente sottostante

La
rubrica di Odontoiatria Pediatrica si avvale della consulenza
del Dottor Alberto Caprioglio, Professore Associato e Titolare
dell’Insegnamento di Pedodonzia presso l'Università
degli Studi dell'Insubria in Varese, in rappresentanza della S.I.O.I.
(Società Italiana di Odontoiatria Infantile) per gli argomenti
di Pedodonzia.
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