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Con
la collaborazione di:

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Denominazione
Studio
osservazionale prospettico sulle modalità del sonno in bambini
da 0 a 12 mesi seguiti dal pediatra di famiglia
Periodo
di riferimento
Dal
1° gennaio 2011 al 31
maggio 2012
Gruppo
referente
Gianni
Caso: tel 035361717; e-mail pediagruppo.bg@tiscali.it
Elisabetta
Di Cosimo:
tel 0233308466; e-mail mariaelisabetta.dicosimo@crs.lombardia.it
Andrea Mannini: tel ; e-mail docmann52@gmail.com
Anna Pasquini: tel 0574 553615; e-mail
anna.pasquini@inwind.it
Antonella
Ulliana: Tel 0432 575442; e-mail
antonellaulliana@yahoo.it

Di
cosa si tratta
APeG
(Associazione Pediatri in Gruppo), ADR
(Analisi delle Dinamiche di Relazione) e Università
La Sapienza di Roma, in collaborazione con i Pediatri
di Famiglia Italiani, hanno dato vita ad un progetto di ricerca
il cui scopo è valutare la durata e le caratteristiche del sonno
nei bambini da 0 a 12 mesi, con valutazioni seriate a 1,3,6,9 e 12 mesi.
I bambini verranno reclutati dai Pediatri di Famiglia nei propri ambulatori
e le informazioni saranno raccolte tramite intervista telefonica effettuata
ai genitori da operatori specificatamente formati.
La modalità interamente online di raccolta dei dati consentirà
a ogni pediatra di consultare le risposte date dai propri pazienti.
Verranno analizzate le variabili che possono in qualche modo interferire
con la qualità del sonno e infine verrà effettuata un'analisi
di regressione multipla per la presenza di eventuali fattori predittivi.

Qual
è il significato della ricerca?
I
pattern di sonno cambiano rapidamente nel primo anno di vita e i disturbi
del sonno rappresentano una delle preoccupazioni primarie per i genitori
e un frequente problema di salute per i pediatri. Il sonno non è
semplicemente un fenomeno fisiologico, ma è influenzato pesantemente
da fattori biologici e culturali e il concetto di “normalità”
varia a seconda delle varie culture.
Uno dei primi studi italiani effettuato su bambini fra 0 e 6 anni (2889
soggetti;1523 M, 1366 F) ha evidenziato che l’orario di addormentamento
nei bambini italiani era in media più tardivo rispetto a quello
degli altri paesi europei ed americani e la durata totale del sonno era
in media inferiore di circa 36 minuti. L’orario di risveglio aumenta
progressivamente fino al secondo anno per poi mantenersi costante (intorno
alle 7 e 10’) fino ai 14 anni (probabilmente legato agli impegni
scolastici). In questa popolazione è stata riscontrata una prevalenza
di risvegli frequenti in oltre il 36% dei bambini nel primo anno di vita
(Ottaviano et al., 1996). Questi dati sono simili in diverse culture e
in generale nei paesi industrializzati.
Ad esempio uno studio su 1129 bambini fra 1 e 23 mesi in Cina ha evidenziato
che il 34% aveva risvegli multipli e il 33% una aumentata latenza del
sonno con il 59% che richiedeva il genitore accanto per addormentarsi
(Jiang et al., 2007). Un altro studio a Taiwan ha riportato risvegli notturni
nel 38% e una latenza del sonno > 30’ nel 70% (Chou et al., 2007).
La difficoltà di confrontare i risultati di eventuali studi per
paese è che tutti hanno utilizzato diversi gruppi di età
e domande e definizioni diverse per i problemi di sonno. Queste diverse
metodologie e definizioni rendono praticamente impossibile giudicare se
il sonno varia a seconda delle culture e se ci sono differenze reali nei
problemi di sonno percepiti dai genitori. Una recente ricerca su dati
normativi in bambini del Nord America, Regno Unito e Asia-Pacifico, dividendo
la casistica in popolazione prevalentemente caucasica (PC) e prevalentemente
asiatica (PA), ha evidenziato che i bambini provenienti da paesi PA avevano
un orario di addormentamento più tardivo, una riduzione dei tempi
di sonno totale e una maggiore presenza dei genitori all’addormentamento
rispetto ai bambini provenienti da paesi PC (Meltzer et al., 2010).
Pur se la prevalenza dei disturbi del sonno è elevata, essa spesso
non viene riportata dai genitori ai pediatri, che, per parte loro, sembrano
prenderla scarsamente in considerazione. In uno studio recente su 154957
cartelle cliniche elettroniche in pazienti tra 0 e 18 anni è stato
evidenziato che solo il 3,7% aveva una diagnosi ICD-9 per un disturbo
del sonno, dato notevolmente inferiore rispetto ai tassi di prevalenza
riportati negli studi epidemiologici, il che suggerisce che i pediatri
non diagnosticano la gran parte dei disturbi del sonno nei bambini e negli
adolescenti. Pertanto si evince la necessità per i pediatri di
una adeguata formazione e supporto nella diagnosi e nel trattamento dei
disturbi del sonno.
E' da considerare che nelle società occidentali negli ultimi 30-40
anni si è verificato un progressivo decremento della durata del
sonno e tale decremento ha verosimilmente interessato anche l'età
evolutiva. E’ noto che il sonno insufficiente è associato
ad effetti negativi sulla salute e sullo sviluppo cognitivo e neurologico
del bambino. Nei modelli di regressione multivariata, la depressione materna
prenatale, l'introduzione precoce di alimenti solidi e la visione della
TV sono state associate con durata più breve del sonno, sia a 1
che a 2 anni di età (meno 0,36 ore al giorno di sonno per la depressione
materna, meno 0,39 ore se svezzamento precoce e meno 0,11 ore per ogni
ora 1 di TV alla settimana)
Inoltre una ridotta durata del sonno è significativamente associata
ad un comportamento iperattivo anche nel primo anno di vita (Touchette
et al., 2009).
Diversi studi hanno inoltre evidenziato una stretta relazione fra ridotta
durata del sonno ed obesità anche in età molto precoce:
i maggiori fattori di rischio per lo sviluppo di obesità erano
fumo materno, allattamento artificiale, breve durata del sonno e visione
della TV (Monasta et al., 2010); inoltre una ridotta durata del sonno
già nei primi 6 mesi correla con il rapporto lunghezza/peso indicando
già una tendenza verso l’obesità (Tikotzky et al.,
2010).
Date
queste premesse risulta evidente che la conoscenza dell’evoluzione
dei pattern di sonno “normali” potrà permettere di
individuare precocemente i bambini potenzialmente a rischio per i problemi
di sonno al fine di attuare misure preventive precoci. Inoltre lo studio
potrà fornire dati interessanti sugli aspetti culturali e relazionali
che ruotano intorno al momento del dormire.
Gli studi epidemiologici sul sonno del bambino in Italia sono scarsi (Ottaviano
et al., 1996) e allo stato attuale non esistono ricerche di tipo longitudinale
sull'argomento.
Pertanto lo scopo dello studio sarà quello di valutare
i pattern di sonno normali nei bambini in maniera longitudinale nel corso
del primo anno di vita valutando anche le modalità di
accudimento e di comportamento genitoriale.
Scopo
collaterale, ma non secondario, dello studio, è sperimentare
una modalità di ricerca multicentrica sul territorio
che sfrutta le opportunità offerte da Internet e da software applicativi
online per ridurre al minimo da un lato alcuni dei bias tradizionalmente
connessi con la somministrazione e la compilazione di questionari, dall'altro
il lavoro necessario per introdurre ed elaborare i dati raccolti.

Metodi
Reclutamento
Vengono
reclutati in maniera random 60 pediatri di famiglia,
distribuiti su tutto il territorio nazionale, che si impegnano ad arruolare
almeno 10 bambini al fine di raggiungere una numerosità adeguata
del campione, fra 600 e 500 bambini, considerando un drop out atteso del
20%.
Ogni
pediatra inserisce nello studio i primi 10 (max 15) neonati che afferiscono
all'ambulatorio per effettuare il bilancio di presa in carico nel periodo
1 gennaio 2011 - 30 aprile 2011, seguendo i criteri di inclusione sottoelencati:
-
neonato italiano o extracomunitario,
con esclusione dei casi di difficoltà linguistiche che possano
interferire con l’intervista;
-
nato a termine o prematuro, con
Apgar uguale o superiore a 8 al 1° min;
-
assenza di patologie malformative
e mediche gravi e di patologie neurologiche e psichiatriche.
L’eventuale
comparsa di patologie neurologiche nel corso
dello sviluppo non determina l’esclusione dallo studio.
Escono dallo studio i bambini che sviluppano patologie tali da richiedere
trattamenti farmacologici che incidono sul sonno
(es. antistaminici).
Al
momento del reclutamento il pediatra, ottenuto il consenso dei genitori,
raccoglie alcuni dati “start”
riguardanti il bambino e la sua famiglia.
Le
abitudini del sonno in ogni bambino reclutato verranno invece rilevate
da operatori specificamente formati, tramite questionario
somministrato telefonicamente in prossimità dei 5 bilanci
di salute del primo anno di vita: presa in carico – 3 mesi - 6 mesi
- 9 mesi - 12 mesi. Per ogni singolo bambino reclutato è previsto
un questionario diverso per ogni età di rilevamento. I dati relativi
alle abitudini del sonno sono riferiti alla media degli ultimi 7 giorni
precedenti l'intervista. In corrispondenza delle rilevazioni a 3, 6 e
12 mesi l’operatore raccoglie anche notizie sulla qualità
del sonno della madre, secondo il Pittsburgh Sleep Quality Index (PSQI)
(D. Buysse et al., 1988), adattato per la somministrazione telefonica.
Il tempo medio per la somministrazione e per l'invio del questionario
è stimato in 15 min.
L’inserimento
dei dati raccolti col questionario verrà effettuato per via
telematica, tramite interfaccia online, secondo modalità
tecniche (accesso mediante login e password, modalità criptata
di invio dei dati al server) garanti della privacy dei soggetti interessati,
e consentirà tra l’altro al pediatra di seguire nel tempo
il risultato dei vari rilevamenti riguardanti i suoi pazienti.
Lo studio termina il 31 maggio 2012 (l'ultimo bambino reclutato nato il
30 aprile 2011 effettua il bilancio dei 12 mesi entro il 31 maggio 2012)
Questionario
Ogni
questionario (presa in carico + rilevamento telefonico a 1 mese +/- 15
gg, 3 m +/- 1 m, 6 m +/- 1 m, 9 m +/- 1 m, 12 m +/- 1 m) viene fornito
on line, e appena compilato può essere spedito al server centrale.
Contiene un sistema di verifica della completezza e congruità dei
dati.
Il
questionario è strutturato in sezioni:
- Dati
generali
(raccolti ed inseriti direttamente dal pediatra al momento del reclutamento)
• dati anagrafici e familiari
• informazioni su status socioculturale e di salute dei genitori
• informazioni sul parto del bambino
- Dati
descrittivi generali (raccolti
ed inseriti dall’operatore mediante intervista telefonica)
• Informazioni sull’alimentazione del bambino nel primo
anno di vita
• Informazioni su eventuali problemi di salute del bambino nel
corso del periodo di osservazione
• Spazi per segnalazioni di problematiche familiari sopravvenute
nel periodo di osservazione
- Dati
relativi alle caratteristiche del sonno del bambino
(raccolti ed inseriti dall’operatore mediante intervista telefonica)
- Dati
relativi alle caratteristiche del sonno della madre
(raccolti ed inseriti dall’operatore mediante intervista telefonica)
Analisi
statistica
Verrà
effettuata una analisi descrittiva (medie, frequenze) per le variabili
demografiche e il sonno con valutazione della prevalenza dei vari items
ad ogni singolo bilancio di salute.
Verrà analizzato il trend di sviluppo del sonno sia diurno che
notturno e i cambiamenti delle varie abitudini. Le analisi verranno eseguite
sulle seguenti variabili continue: 1) sonno notturno, 2) la durata e il
numero dei risvegli a notte, 3) più lungo periodo di sonno consolidato
4) orario di addormentamento; 5) orario di risveglio; 6) tempo di sonno
totale; 7) sonno diurno e 8) cosleeping.
L’analisi della varianza (ANOVA) e il confronto post-hoc delle medie
verranno eseguiti per valutare le differenze fra caratteristiche del sonno
per fascia d'età a causa della particolare importanza del fattore
età. Un test t per campioni indipendenti è stato utilizzato
per determinare differenze significative tra il tempo di sonno totale,
diurno e notturno.
Verrà infine effettuata un’analisi di regressione multipla
per valutare gli eventuali fattori predittivi di un sonno disturbato.
Tutte le analisi statistiche verranno effettuate utilizzando il software
STATISTICA 6.0 (StatSoft Inc., Tulsa, OK).

Benefit
Abbiamo
pensato di proporre ai Pediatri che aderiranno alla ricerca i seguenti
benefit
- Invito
a partecipare, ospite di Aboca,
al Corso (accreditato ECM per 4
CF; cena e pernottamento precedenti, prima colazione e pranzo compresi)
che si svolgerà a Sansepolcro il 27
novembre 2010, di cui alleghiamo il depliant informativo.
-
Attribuzione di Crediti Formativi ECM legati
alla partecipazione alla Ricerca, di cui è stata fatta
richiesta.
-
Possibilità, oltre che, come detto sopra, di monitorare
via Internet le risposte dei genitori dei propri assistiti
alle interviste telefoniche (e quindi di ottenere preziose e dettagliate
informazioni sull’andamento del sonno dei propri pazienti), di
consultare per via telematica gli esperti
Dr. Oliviero Bruni e Dr. Mario Ancona su problematiche particolari
inerenti i disturbi del sonno dei propri pazienti.
-
Invio per via telematica dei risultati
dell’indagine.
-
Citazione del nominativo dei pediatri partecipanti in eventuali pubblicazioni
scientifiche che abbiano per oggetto la ricerca.
-
Invito, a ricerca ultimata, ad un
evento formativo (in data e sede
da stabilirsi) in cui i risultati della ricerca verranno divulgati pubblicamente

Bibliografia
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B, Tremblay RE, Montplaisir JY. Short nighttime sleep-duration and hyperactivity
trajectories in early childhood. Pediatrics. 2009 Nov;124(5):e985-93
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