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Contratto
integrativo Pediatria di Famiglia 2001
Regione Abruzzo
delibera
regionale n 212 del 28 03 2001 BURA 27 aprile 2001
ACCORDO INTEGRATIVO REGIONE ABRUZZO
PER LA DISCIPLINA DEI RAPPORTI CON I MEDICI SPECIALISTI PEDIATRI DI LIBERA
SCELTA,AI SENSI DELL'ART.8 DEL DECRETO LEGISLATIVO N 502/92,COME MODIFICATO
DAI DECRETI LEGISLATIVI N 517/93 E N 229/99
DICHIARAZIONE PRELIMINARE
La riorganizzazione del S.S.N. in base ai decreti legislativi n 502/92
e n 517/93, nonché del D.L.vo n 229/99 definisce il ruolo delle
Regioni, delle Aziende, dei Distretti e delle Organizzazioni Sindacali,
il ruolo svolto dai Pediatri di famiglia circa l'assistenza rivolta ai
minori e del ricorso a prestazioni sanitarie qualificanti e tese a migliorare
l'assistenza; il Pediatra di Famiglia (PdF) è parte integrante
ed essenziale dell'organizzazione sanitaria, opera funzionalmente nel
Distretto per l'erogazione delle prestazioni indicate dal Piano S.N.,
quale assistenza da assicurare ai cittadini in età pediatrica,
nonché dalla programmazione regionale, dall'Accordo Collettivo
Nazionale n°272
..del
28 luglio 2000
..e dagli Accordi
Regionali ai sensi dell'art 8 comma 1 del decreto legislativo n 229/99.
Il PdF partecipa al raggiungimento degli obiettivi indicati dal PSN 98/2000
tesi a coniugare qualità e compatibilità economica; garantisce
l'assistenza pediatrica secondo quanto previsto nell'ACN; è coinvolto
nella organizzazione distrettuale; partecipa alle attività delle
Aziende Sanitarie anche per il perseguimento dei progetti-obiettivo mediante
idonei livelli di rappresentatività durante le fasi di programmazione
e di gestione che riguardino l'area pediatrica.
In base alle suddette premesse, le Regioni possono stipulare appositi
Accordi con le Organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative dei
PdF in merito a :
Forme e modalità di organizzazione del lavoro e di erogazione delle
prestazioni, processi assistenziali per protocolli correlati alle patologie
sociali,interventi specifici per la popolazione pediatrica da erogare
nel contesto familiare o nelle comunità,assistenza sanitaria aggiuntiva
e diversamente strutturata,anche in rapporto all'attivazione del Progetto
Obiettivo Materno - Infantile; procedure di verifica della qualità
dell'assistenza,svolgimento di ricerche epidemiologiche,acquisizione di
dati sanitari,attivazione di un sistema informativo integrato tra Pediatri
e Presidi delle Aziende S.ovvero collegamento tra studi professionali
e centri di prenotazione unificati.
Forme di erogazione di continuità assistenziale,anche attraverso
l'utilizzo di associazioni mediche,come indicato nel D.L. N 229/99,comunque
integrata con lo specifico servizio,ove già presente sul territorio.
Forme di sperimentazioni diverse da confrontare e misurare in termini
di validità assistenziale, in coerente rapporto tra costi/benefici
ed economicità della spesa.Prevedere modalità per concordare
livelli di spesa programmati e per responsabilizzare il Pediatra al loro
rispetto.
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DURATA
DELL'ACCORDO REGIONALE
Il presente Accordo Regionale ha validità triennale a decorrere
dalla data di pubblicazione sul Bura
DIRITTI
SINDACALI (Rif art 9)
Ai membri di parte medica convenzionati per la Pediatria di famiglia presenti
nel Comitato permanente regionale e aziendale e nella Commissione regionale
professionale, è rimborsata, da parte delle Aziende, la spesa per
le sostituzioni relative alla partecipazione alle riunioni dei suddetti
organismi secondo quanto previsto e disciplinato dall'allegato F (dpr
272/2000); vengono riconosciute ,inoltre, le spese di viaggio nella misura
prevista dalle vigenti norme della pubblica amministrazione e un gettone
di presenza, nella misura prevista dalla normativa regionale.
ESERCIZIO
DEL DIRITTO DI SCIOPERO (Rif art 15)
La visita urgente, effettuata a domicilio del paziente durante le giornate
di sciopero, viene remunerata con un compenso
di £ 70.000.
La suddetta prestazione viene notulata dal medico alla ASL di appartenenza
congiuntamente al riepilogo delle prestazioni di particolare impegno professionale.
STRUTTURA
DEL COMPENSO (Art 14 quinquies)
I compensi e le relative modalità di corresponsione relativi alle
prestazioni per Accordi Aziendali, Regionali o di quota variabile di cui
all'art 41, 44, 45, 46, 49, vengono precisati nelle specifiche voci di
riferimento.
AMBITI
TERRITORIALI (Rif art 17 C. 3 ,5)
Considerato che dalla rilevazione effettuata presso le ASL figurano ambiti
territoriali che, contrariamente a quanto previsto dall'ACN della Pediatria
di Famiglia, hanno un solo Pediatra inserito ,prevedendone invece almeno
due, le Aziende devono predisporre ,entro 90 gg dalla pubblicazione sul
BURA del presente Accordo, l'accorpamento dei suddetti ambiti territoriali
con ambiti limitrofi in modo da soddisfare la libera scelta dell'assistito
in età pediatrica.
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MODALITA'
DI DETERMINAZIONE DEGLI AMBITI DA DICHIARARSI CARENTI (Rif art 17 c 14)
Fermo restando quanto espressamente previsto nell'art 17 C 7 DPR 272/2000,
ad integrazione del medesimo, in virtù di quanto previsto nel successivo
comma 14, un ambito territoriale può essere dichiarato carente
quando vengano soddisfatti entrambi i seguenti parametri:
Il numero medio degli assistiti in carico ai Pediatri operanti nell'ambito
sia uguale o > alla media dei massimali individuali.
Indice di natalità >1 ( rapporto tra nati dal 01-01 al 31-12
dell'anno di riferimento e ragazzi che abbiano compiuto 14 anni dal 01-01
al 31-12 nello stesso anno di riferimento) .Qualora detta condizione non
si verificasse, si può derogare se la somma degli assistiti in
carico ai Pediatri operanti nell'ambito di riferimento oltre i massimali
individuali maggiorati della deroga del 10% ,superi le 300 unità.
Comunque l'inserimento è riferito ad un solo Pediatra per ambito
nell'anno di riferimento.
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INCENTIVAZIONE
REGIONALE PER COPERTURA ZONE e COMUNI DISAGIATI (Rif. art 30 c1 lett.
f) e allegato G DPR 272/2000)
1: Le Aziende individuano, a decorrere dalla data di pubblicazione sul
BURA del presente Accordo, eventuali nuovi ambiti da dichiarare disagiati
(allegato G DPR 272/2000) e inoltre possono, nella loro autonomia, individuare
come disagiati Comuni in ambiti non dichiarati tali.
2:Ai Pediatri convenzionati che operino in un ambito già dichiarato
disagiato o che può essere dichiarato tale, in base alle norme
del presente accordo, vengono riconosciuti gli incentivi economici di
cui al comma seguente, fatto salvo quanto previsto dall'art 41 c3.
a) l'Azienda, anche tramite i Comuni, mette a disposizione gratuitamente
i
locali da adibire ad ambulatorio
b) la quota capitaria viene maggiorata del 50% per gli assistiti in carico
al
Pediatra residenti nell'ambito o nel Comune dichiarato disagiato.
3: Il Pediatra garantisce:
a) disponibilità ad assicurare la sua presenza sul territorio in
più ambulatori con un rapporto di 1 ambulatorio ogni 120 bambini
acquisiti, oltre i primi, di età compresa da 0 a 6 anni ,con un
massimo di quattro ambulatori.
(Esempio: da 0 a 239 bambini 1 ambulatorio da 240 a 359 bambini due ambulatori,da
360 a 479 bambini tre ambulatori, da 480 in poi quattro ambulatori )
b)la propria presenza negli ambulatori di cui sopra con almeno due accessi
settimanali
4: il suddetto incentivo non concorre ai fini del calcolo per l'attribuzione
degli emolumenti di cui al comma 5 dell'allegato B dpr 272/2000 ,
5: il suddetto incentivo viene corrisposto in aggiunta alla maggiorazione
per zone disagiate previste dal c3 art 41 dpr 272/2000
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REVOCHE
D'UFFICIO E MANTENIMENTO SCELTA DEL PEDIATRA Rif art 26 C4
C1) Le Aziende devono comunicare alle famiglie degli assistiti la possibilità
del mantenimento della scelta in favore del Pediatra sei mesi prima del
compimento del quattordicesimo anno .
C2) I genitori del ragazzo possono rivolgere istanza di mantenimento della
scelta del Pediatra compilando e sottoscrivendo apposita scheda allegata
( Modulo per il mantenimento della scelta del Pediatra ) previa accettazione
del medico medesimo, qualora ricorra una delle seguenti motivazioni:
1) Particolare necessità di supporto nello sviluppo psicologico
ed adolescenziale
2) Patologia cronica o handicap
3) Accertata competenza del Pediatra sulle problematiche adolescenziali
RICHIESTA
INDAGINI SPECIALISTICHE (Rif art 35 C 5)
Il medico specialista dipendente o convenzionato, qualora lo ritenga utile,
richiede direttamente, utilizzando il ricettario regionale, le indagini
supplementari necessarie ai fini di una corretta diagnosi.
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COLLABORATORE
DI STUDIO E LAVORO ASSOCIATO (Rif art 41 c6 dpr 272/2000)
Le parti concordano che, al fine di favorire l'erogazione delle prestazioni
con la modalità "Pediatria di Gruppo", o " Pediatria
in Associazione", venga riconosciuta a ciascun medico del gruppo
o in associazione la quota aggiuntiva per il collaboratore di studio di
cui all'art. 41 c6 , così come le quote relative ad eventuali compiti
e modelli organizzativi sperimentali.
Si conviene che, ai fini dell'attribuzione delle quote aggiuntive di cui
all'art. 41 c.6 , debba essere prevista la presenza del personale per
le ore di effettiva apertura dello studio.
I compensi relativi al collaboratore di studio, nonché all'attivazione
di modelli sperimentali di cui all'art 41 C 6, pur se riferiti all'indennità
annua per assistito, vengono corrisposti a ciascun medico mensilmente.
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ISTITUTI
INCENTIVANTI DI CUI AI COMMI 3,4,6,7,8 (Rif art 41)
1. Entro e non oltre trenta giorni dalla data di pubblicazione sul Bura
del presente Accordo collettivo, i Pediatri di Famiglia convenzionati,
interessati ad usufruire degli istituti di cui ai commi 3,4,6,7,8, dell'art
41 DPR 272/2000, devono, a mezzo AR, presentare domanda che autocertifichi
la data di attivazione degli stessi, indirizzata alla Azienda di appartenenza
ed all'Assessorato Regionale alla Sanità.
2. Coloro i quali, alla data di pubblicazione del ACN DPR 272/2000 già
usufruivano degli istituti di cui al comma precedente, ai sensi del DPR
613/96 , conservano di diritto l'accesso agli istituti medesimi.
3. Si intendono, inoltre, come acquisite le richieste in tal senso già
pervenute alle Aziende e/o all'Assessorato Regionale alla sanità
alla data di pubblicazione del presente Accordo.
Il Comitato regionale (art 12), esaminate le posizioni già in essere
e le istanze pervenute, sulla base di specifiche esigenze locali, attribuisce
ai suddetti istituti incentivanti gli importi e / o le percentuali previste
dai commi citati, entro 60 gg dalla pubblicazione sul Bura del presente
Accordo.
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ATTIVITA'
TERRITORIALI (Rif art 46)
La Regione, sentiti i sindacati maggiormente rappresentativi, definisce
i compensi relativi alle prestazioni ed attività territoriali programmate
che le Aziende intendono svolgere.
I relativi compensi vengono corrisposti al Pediatra di Famiglia entro
il secondo mese successivo a quello di effettivo svolgimento delle attività.
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LIBRETTO
SANITARIO INDIVIDUALE (Rif art 49 C1 lettera d)
Entro e non oltre 90 gg dalla pubblicazione sul Bura del presente Accordo
Collettivo, le Aziende devono predisporre la stampa del libretto sanitario
individuale (sulla base del modello allegato L) che deve essere distribuito
presso gli sportelli di scelta/revoca delle ASL.
Per la compilazione del libretto individuale sanitario pediatrico, tenuto
dai rappresentanti legali dell'assistito, relativamente alle parti di
competenza del Pdf (Pediatra di Famiglia) , viene corrisposto allo stesso
una quota annua per assistito pari a £ 50.000 a decorrere dai nati
dal 01-01-2001. Nella presentazione vengono enunciati il significato e
le modalità di utilizzo di tale strumento.
Il compenso relativo viene corrisposto mensilmente.( pari a £ 4.167)
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COPERTURA
ASSISTENZIALE DIURNA OLTRE LA 5° ORA
Al fine di favorire una maggiore copertura assistenziale diurna, in specie
per le patologie non differibili ,ed una relativa riduzione del ricorso
improprio ai Pronto Soccorso ospedalieri, si concorda di mettere a disposizione
dei medici singoli, in gruppo o in associazione e che garantiscano orari
cumulativi e coordinati, effettuati in uno o più studi, di apertura
ambulatoriale superiore alle 5 ore giornaliere, distribuite tra mattino
e pomeriggio, per 5 giorni alla settimana ,un fondo regionale annuo di
duecentocinquanta milioni, a decorrere dallo 01/01/2001.
Tale fondo verrà ripartito tra i medici che abbiano comunicato
alle ASL la loro disponibilità a garantire l'apertura degli studi
come sopra previsto entro il 31 dicembre di ciascun anno ed in rapporto
ai mesi di effettiva attività. Il calcolo della ripartizione di
tale cifra verrà effettuato entro e non oltre il 31 gennaio di
ogni anno ed attribuito ad ogni medico avente diritto entro e non oltre
il mese successivo, in base alle ore ed ai mesi di effettiva apertura
degli studi dichiarata.
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MODELLO
ORGANIZZATIVO SPERIMENTALE DI STUDIO (M.O.S. n°1)
Al fine di rendere più efficace ed efficiente il servizio e le
prestazioni rese all'utenza nonché per un'accelerazione del processo
diagnostico-terapeutico ed una maggiore integrazione tra medicina del
territorio e servizi ospedalieri, specialistici ,di laboratorio e riabilitazione
,il presente Modello Organizzativo Sperimentale n°1 prevede, in conformità
di quanto suggerito nell'art 41 C6 DPR 272/2000 , nell'ambito della utilizzazione
nello studio medico di un collaboratore di studio, i seguenti compiti
aggiuntivi:
Prenotazione telematica ,qualora attivata dall'Azienda, presso il CUP
dell'Azienda di :esami di laboratorio e/o strumentali, visite specialistiche
e/o trattamenti di riabilitazione per i propri assistiti e/o per quelli
afferenti al gruppo o associazione
Disponibilità alla ricezione dei referti qualora inviati per via
telematica ed eventuale smistamento al medico o medici del gruppo o associazione;
relativa comunicazione telefonica alla clientela.
Per la fornitura di tale servizio è prevista una ulteriore corresponsione
da determinare in sede di contrattazione Aziendale, per assistito in carico
al medico o a ciascun medico del gruppo o associazione da pagarsi mensilmente,
qualora il medico abbia segnalato, alla ASL di appartenenza, con autocertificazione,
l'avvenuta attivazione del servizio nello studio proprio o del gruppo
o associato
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PROGRAMMI
DI ATTIVITA' e LIVELLI di SPESA PROGRAMMATI (Rif art 50)
Le parti concordano di nominare una commissione paritetica tra Regione
e sindacati maggiormente rappresentativi a livello regionale che individui
criteri generali per il controllo della spesa e obiettivi da raggiungere.
Le Aziende, sulla base degli indirizzi regionali, disciplinano in modo
dettagliato le modalità necessarie a raggiungere gli
obiettivi fissati.
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ASSISTENZA
AMBULATORIALE A BAMBINI CON PATOLOGIA CRONICA AAP (Rif allegato Ebis dpr
272/2000 e art 49 c1 lett b)
Nel rispetto degli articoli 1 e 2 dell'allegato E bis dpr 272/2000 , si
concorda quanto segue:
a. La segnalazione del caso abbisognevole di assistenza ambulatoriale
può essere effettuata dal Pediatra di Famiglia, dai competenti
servizi sanitari e sociali e dalle famiglie.
b. L'esame del programma da parte del medico dell'Azienda deve avvenire
entro 7 giorni dalla segnalazione effettuata secondo le modalità
di cui sopra al Distretto competente per territorio, riferito alla residenza
dell'assistito. In caso di mancato riscontro entro il termine innanzi
indicato, salvi eventuali successivi controlli, si intende , a tutti gli
effetti, approvato.
c. Al Pediatra ,oltre all'ordinario trattamento economico, è corrisposto
un compenso omnicomprensivo nella misura di regola ammontante a £
50.000 per accesso.
d. Gli accessi devono essere effettivi e devono rispettare le cadenze
previste dal programma concordato.
e. In caso di ricovero ospedaliero in strutture sanitarie o sociali, per
ogni accesso al Pediatra verrà corrisposto il compenso previsto
al comma C).
f. Per la liquidazione dei compensi il medico segnala al distretto, entro
10 giorni del mese successivo a quello di effettuazione della prestazione,
tramite apposito riepilogo, il Cognome e Nome dell'assistito ed il numero
degli accessi effettivamente avvenuti sulla base di quanto concordato.
g. La liquidazione deve avvenire nel secondo mese successivo alla effettuazione
delle prestazioni.
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PROGETTO
SALUTE INFANZIA (Rif art 49 C1 lett c, Allegato L)
1) Il Progetto salute infanzia è costituito da un piano base che
prevede, quale naturale prosecuzione dei " Bilanci di Salute "
del precedente Accordo Collettivo Nazionale, un piano base di cinque bilanci
di salute oltre a quello di cui all'art 29 C3, integrato con ulteriori
due da effettuarsi entro il 6° anno ed altri due entro il periodo
adolescenziale per gli assistiti in carico ,secondo il seguente calendario:
a. 60 gg +/- 20gg
b. 120gg +/-30gg
c. 180gg +/-30gg
d. 240gg +/-30gg con esecuzione del Boel test
e. 360gg - 30/+ 60gg con implementazione del Progetto Obiettivo n°0
(Screening di valutazione del linguaggio )
f. 24 mesi +/- 60gg
g. 3anni +/- 90gg con esecuzione test di Lang
h. 69 mesi +/-90 gg
i. 6°/7°anno con implementazione del Progetto Obiettivo n°1
(Disturbi specifici dell'apprendimento )
j. 11°/12°anno con implementazione del Progetto Obiettivo n°
2(Problematiche psico-sociali nel contesto socio-scolastico-familaire
)
Le prestazioni rese dal Pediatra in ciascuna visita filtro vengono elencate
negli allegati ( Y 1
.10). I progetti Obiettivo di implementazione
n°0, 1 e 2 sono raccolti negli allegati (POO ,PO1 e PO2 ).
Al Pediatra, per ciascuno dei bilanci di salute effettuato spetta un compenso
lordo di £ 25.000/ a scheda (all Y1..10) , detratta la quota ENPAM
a carico dell'Azienda. Al Pediatra spettano inoltre £ 75.000/ a
scheda per assistito per ciascuno dei tre Progetti Obiettivo effettuati
, il 12° mese ,tra il 6°/7° anno e l'11°/12 anno, agli
assistiti in carico ricadenti nelle suddette fasce di età; detratta
la quota ENPAM a carico dell'Azienda. Il Boel test e lo Screening per
ambliopia (test di Lang) vengono eseguiti e sono remunerati secondo quanto
stabilito nell'allegato B DPR 272/2000 .
Tali compensi saranno liquidati mensilmente dalla data di pubblicazione
dell'Accordo Collettivo Nazionale 272/2000, sulla base di un riepilogo
mensile delle prestazioni rese e sono giustificati dalla complessità
e tempi di esecuzione dei test.
La liquidazione dei compensi deve avvenire entro il secondo mese successivo
alla presentazione del riepilogo.
Potendo inoltre il Progetto salute infanzia prevedere dei livelli di implementazione
ulteriori legati ad obiettivi di educazione sanitaria e di profilassi
delle malattie infettive nonché ulteriori azioni integrative, e
qualora questi dovessero rientrare nell'ambito di specifici progetti,
le Regioni d'intesa con OOSS maggiormente rappresentative a livello regionale,
rideterminano, per essi, i compensi previsti per i Pediatri.
Il Progetto salute infanzia, così formulato , ha una durata pari
a quella del presente Accordo Regionale e prosegue sino al suo rinnovo.
2) I tre Progetti Obiettivo di cui al comma 1) saranno finanziati dalla
Regione Abruzzo con fondi finalizzati ; i dati raccolti saranno utilizzati
a fini statistici ed epidemiologici.
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PROGETTO
OBIETTIVO di implementazione N 0 ( All. P.O.0 )
Intercezione nella fascia di età 360gg -30gg/+60gg dei " Disturbi
del linguaggio"
Screening di valutazione del linguaggio
Premessa
Il linguaggio è un'attività complessa che consiste nell'utilizzazione
di un codice fonologico (input uditivo), in una sua decodificazione semantica
(significato dei singoli elementi del discorso) e sintattica (significato
delle relazioni tra gli elementi) e in un atto linguistico conseguente
(output motorio).
Tale attività si struttura progressivamente nel tempo in una sequenza
evolutiva in cui i processi di decodificazione e comprensione linguistica
precedono sempre i processi di espressione linguistica gestuale e verbale.
Obiettivo
Identificare nel momento più opportuno i bambini con un vero disturbo
dello sviluppo linguistico. Un mutismo completo, infatti, dopo i 18 mesi
o un linguaggio non comprensibile a tre anni sono indici sicuri di patologia.
Tuttavia il pediatra deve considerare il problema anche quando i genitori
riferiscono che a 18 mesi il bambino non usa alcuna singola parola con
significato, oppure che a 24 mesi non usa alcuna frase di due parole con
significato.
Metodo
Utilizzo di un test di screening, messo a punto da Coplan e Gleason (1990),
di valutazione del linguaggio nei primi tre anni di vita che consente,
in base all'intervista ai genitori, di identificare con affidabilità
i bambini con disturbo del linguaggio da avviare allo specialista.
Il test ELM (Early Language Milestone) consta di 43 items: 20 nell'area
espressiva, 13 nell'area recettiva, 10 nell'area visiva.(Allegato F)
Per ciascuna area si identifica, nell'apposita tabella, l'età in
cui il 90% dei bambini supera ciascun item. Quando nell'area recettiva
e/o espressiva il soggetto non supera 2 items immediatamente precedenti
alla sua età cronologica, occorre sempre procedere all'approfondimento
diagnostico. Tale test di screening verrà effettuato a 360gg -
30gg/+60gg.
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PROGETTO
OBIETTIVO di implementazione N 1 (All.P.O.1)
Intercezione nella fascia di età 6/ 7 anni di "Disturbi specifici
di apprendimento "
Premessa
Diversi contributi in letteratura ci indicano che un disturbo di apprendimento,
una volta insorto, si porta dietro conseguenze secondarie negative per
lo sviluppo intellettivo, per lo sviluppo della personalità e del
comportamento sociale che, con un riconoscimento precoce del problema
e, con un intervento tempestivo, si potrebbero evitare (Levi, Giardini
1990 ).In Italia il 3% , 5% della popolazione scolastica in età
d'obbligo è affetta da un Disturbo specifico dell'apprendimento;
ciò nonostante tanti altri sfuggono ad una diagnosi perché
il loro disagio viene spesso scambiato per : pigrizia, malavoglia, disattenzione,
scarso impegno o poca motivazione allo studio, se non per vero e proprio
rifiuto scolastico. E' stato rilevato che bambini con disturbi di apprendimento
rientrano, più facilmente degli altri, in due profili di disagio
psicologico: " reietti e negletti". I bambini, il cui profilo
"reietto" non si modifica positivamente nel tempo, possono esprimere
un potenziale rischio deviante ( tossicodipendenza, alcolismo ecc ); i
bambini con uno stabile profilo "negletto" corrono quello di
amplificare il loro senso di sfiducia, di depressione e di ansietà
e sviluppare una sofferenza psicologica.(farmacodipendenza, ospedalizzazione,
ecc.)
Obiettivo
Riconoscere quei bambini che si collocano all'interno di una fascia di
vulnerabilità per i disturbi di apprendimento( dislessia, disgrafia,
disortografia e discalculia ) attraverso una serie di screening ( vedi
allegati A1
5 ) da effettuare tra il 6° anno ed il 7° anno
e la cui individuazione permette al PdF un tempestivo e mirato intervento
di recupero.
Metodo
Lo screening viene effettuato nello studio del Pdf, ai bambini in carico
al Pediatra nella suddetta fascia di età in occasione della visita
periodica relativa al bilancio di salute ricadente nell'ambito del Progetto
salute infanzia quale implementazione integrativa di 3° livello, così
come previsto nell'All. L dell'Accordo Collettivo Nazionale DPR 272/2000.
Il Pediatra,eventualmente coadiuvato da una equipe socio-psico-pedagogica,
redige apposite schede di cui agli Allegati A1
5, cartacee o informatiche,
necessarie oltre che all'approfondimento dello specifico caso da parte
del Pdf, anche per una eventuale analisi statistica dei risultati. Questi
potranno essere utilizzati, in modo anonimo e nel rispetto delle vigenti
disposizioni sulla privacy, sia dal medico o dal gruppo per relazioni
scientifiche che dalla ASL o dalla Regione per l'individuazione e l'eventuale
programmazione di appositi interventi mirati (campagne informative, di
promozione della salute, di educazione sanitaria ecc) atti alla risoluzione
dei problemi intercettati o comunque alla loro riduzione percentuale,
anche nel rispetto e riduzione della spesa e quale obiettivo di miglioramento
di qualità della salute
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PROGETTO OBIETTIVO di implementazione
n° 2 (All.P.O.2)
Intercezione in età preadolescenziale ( 11/12 anni ) di problematiche
psico sociali nel contesto socio scolastico familiare
Premessa
Nel periodo preadolescenziale spesso i conflitti scolastici, familiari
,interpersonali e sociali, se spinti oltre un certo limite e non intercettati
tempestivamente , possono evolvere in comportamenti devianti (ragazzi
negletti,battuti, abusati, dipendenti da droghe, alcol, farmaci, disadattati
ecc.)
Obiettivo
Il progetto si propone di intercettare eventuali problematiche di disagio
socio-familiare attraverso la somministrazione di un questionario "
TMA " specifico per l'individuazione di disturbi nelle diverse aree
della personalità in età preadolescenziale (11/12 anni )
Metodo
Lo screening viene effettuato nello studio del Pdf, ai ragazzi in carico
al Pediatra nella suddetta fascia di età in occasione della visita
periodica relativa al bilancio di salute ricadente nell'ambito del Progetto
salute infanzia quale implementazione integrativa di 3° livello, così
come previsto nell'All. L dell'Accordo Collettivo Nazionale DPR 272/2000.
Il Pediatra, eventualmente coadiuvato da una equipe socio psico-pedagogica
,redige apposite schede di cui agli Allegati C 1..4 , cartacee o informatiche
,necessarie oltre che all'approfondimento dello specifico caso da parte
del Pdf, anche per una eventuale analisi statistica dei risultati.Questi
potranno essere utilizzati, in modo anonimo e nel rispetto delle vigenti
disposizioni sulla privacy, sia dal medico o dal gruppo per relazioni
scientifiche che dalla ASL o dalla Regione per l'individuazione e l'eventuale
programmazione di appositi interventi mirati (campagne informative, di
promozione della salute, di educazione sanitaria ecc) atti alla risoluzione
dei problemi intercettati o comunque alla loro riduzione percentuale,
anche nel rispetto e riduzione della spesa e quale obiettivo di miglioramento
di qualità della salute
CONTINUITA' ASSISTENZIALE PEDIATRICA Notturna, prefestiva e festiva (Rif
art 1 c 2 lett c; Rif art 43)
Al fine di assicurare il completamento e integrazione dell'assistenza
primaria pediatrica, la continuità assistenziale notturna , prefestiva
e festiva viene organizzata attraverso l'utilizzazione di Pediatri di
libera scelta convenzionati singoli, in gruppo o in associazione , Pediatri
inclusi nella graduatoria regionale pediatrica, Pediatri della Medicina
dei servizi e Pediatri consultoriali compatibili, Pediatri delle graduatorie
extraregionali secondo l' allegato(C.A.P. art 1
.13) che definisce
:
Continuità assistenziale pediatrica
Caratteristiche del servizio
Adempimenti del Pediatra in servizio
Incarichi
Massimali
Assenze giustificate
Compiti del Pediatra
Competenze delle Aziende
Sostituzioni
Trattamento economico
Assicurazione di malattia
Punteggio
Costi di gestione
Premessa:
Premesso che l'attività di continuità assistenziale è
svolta su tutto il territorio dai medici di medicina generale e che le
esigenze della fascia pediatrica, nelle ore in cui non è in funzione
il servizio di Pediatria di Famiglia, sono specifiche e peculiari e che
il numero dei Pediatri iscritti negli elenchi della Pediatria di Famiglia
sarebbe insufficiente a coprire il servizio di continuità assistenziale
sull'intero territorio regionale, si prospetta l' organizzazione del servizio
di continuità assistenziale territoriale Pediatrica nelle ore di
non servizio della Pediatria di Famiglia attraverso l'utilizzazione volontaria
delle figure professionali sopra individuate.
Tale attività, essendo pregiudizialmente un'attività territoriale
va gestita nei Distretti e non nei Presidi Ospedalieri o di Pronto Soccorso.
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CONTINUITÀ ASSISTENZIALE PEDIATRICA (allegato C.A.P.) (art. 43
dpr 272 del 28/07/2000)
Art.
1
1. Il medico specialista in pediatria che è iscritto
negli elenchi di cui all'art.18 del DPR 272/2000 è
parte attiva e qualificante del Servizio Sanitario Nazionale per il settore
preposto alla tutela
dell'infanzia e dell'età evolutiva da 0 a 14 anni, nei suoi momenti
di prevenzione, cura, riabilitazione e raggiungimento di uno stato di
maturità psicofisica.
2. Il rapporto di lavoro autonomo, continuativo e coordinato, che si instaura
fra l'Azienda ed il medico pediatra per l'erogazione in forma diretta
dell'assistenza specialistica pediatrica ai minori in età 0-14
anni mediante:
assistenza primaria di pediatria;
continuità assistenziale;
attività programmata per i servizi territoriali;
3. L'art. 43 del DPR 2000 prevede la possibilità di organizzazione
dell'assistenza specialistica pediatrica in forma diretta per l'intero
arco della giornata..
Pertanto,con il presente Progetto, si garantisce l'assistenza specialistica
pediatrica durante il periodo di tempo in cui il pediatra di famiglia
non è tenuto a prestare la sua attività professionale.
Possono partecipare allo svolgimento della continuità assistenziale
su base volontaria, i pediatri convenzionati con un numero di scelte uguale
o inferiore alla metà del loro massimale e che non esplichino altre
attività, oltre a quella convenzionale , i pediatri inclusi nella
graduatoria regionale di pediatria, i pediatri convenzionati con un numero
di scelte superiore alla metà del loro massimale, pediatri della
medicina dei servizi e della specialistica convenzionata, purché
compatibili con tale attività, i pediatri inclusi nelle graduatorie
extraregionali.
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Art.2
CARATTERISTICHE DEL SERVIZIO
L'attività del Servizio di Continuità Assistenziale Pediatrica
viene svolta nell'ambito del distretto dove lo specialista pediatra può
essere contattato direttamente dall'utente per la visita ambulatoriale
oppure effettuare la consulenza telefonica per i colleghi del servizio
di continuità assistenziale per la medicina generale che si trovano
ad operare nell'ambito territoriale di competenza.
Nel caso di particolari ed eccezionali situazioni create da abnormi aumenti
della morbilità infantile o da particolari situazioni locali, l'Azienda,
previa autorizzazione della Regione, può temporaneamente aumentare
il numero degli specialisti pediatri addetti ai turni.
Il Servizio di Continuità Assistenziale Pediatrica è finalizzato
ad assicurare l'assistenza sanitaria specialistica ai cittadini in età
pediatrica da 0 a 14 anni, per prestazioni di cui all'art. 7, secondo
il seguente orario:
giorni prefestivi dalle ore 10.00 alle ore 08.00 del giorno successivo
giorni festivi dalle ore 08.00 alle ore 08.00 del giorno successivo
giorni feriali dalle ore 20.00 alle ore 08.00 del giorno successivo
Le prestazioni fornite sono gratuite per tutti i cittadini in età
pediatrica presenti sul territorio regionale che, anche occasionalmente,
necessitano di assistenza.
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Art. 3
ADEMPIMENTI DEL PEDIATRA IN SERVIZIO
I medici specialisti pediatri, addetti al servizio di Continuità
Assistenziale Pediatrica devono rispettare l'orario del turno con attestazione
della presenza e permanere presso la sede designata, a disposizione, per
l'intera durata del turno stesso e fino al momento del cambio.
Il pediatra che non può svolgere il servizio deve avvertire il
responsabile,indicato dalla Azienda, che provvede alla sostituzione.
I turni normalmente non possono essere inferiori alle sei ore lavorative
e non superiori alle dodici e concordati tra gli addetti al servizio.
In relazione a particolari esigenze dei pediatri, specie nel periodo estivo,
può essere concordata con l'Azienda la concentrazione in un solo
mese dell'orario di attività che i singoli pediatri dovrebbero
svolgere nel corso di due mesi consecutivi. Tale accorpamento, che non
comporta variazioni nei pagamenti mensili, può essere consentito
peraltro solo se vengono garantite le ordinarie esigenze di servizio attraverso
reciproche sostituzioni tra i pediatri titolari di incarico interessati.
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Art. 4
INCARICHI
1. I pediatri interessati presentano domanda all'Azienda competente, entro
trenta giorni dalla pubblicazione sul BURA dei posti messi a concorso
dalla Regione, indicando le attività svolte ed eventuali incompatibilità
mediante atto sostitutivo di notorietà.
2. La suddetta domanda in carta semplice deve essere inviata tramite raccomandata
all'Azienda, fa fede il timbro postale, entro trenta giorni dalla data
di pubblicazione sul BURA
3. L'Azienda interpella, entro trenta giorni dalla scadenza del bando,
mediante raccomandata con avviso di ricevimento, l'avente diritto secondo
il seguente ordine di priorità:
pediatra con numero di scelte inferiore o uguale alla metà del
suo massimale operante nell'ambito distrettuale ;
pediatra con numero di scelte inferiore o uguale alla metà del
suo massimale operante nell'ambito Aziendale;
pediatra con numero di scelte inferiore o uguale alla metà del
suo massimale operante nell'ambito di Aziende limitrofe;
pediatra inserito nella graduatoria unica regionale vigente di pediatria
; pediatra con numero di scelte superiore alla metà del suo massimale
in ragione inversa al numero delle scelte eccedenti la metà del
suo massimale e comunque non superiore a 600 scelte.
pediatri della medicina dei servizi
pediatri della specialistica ambulatoriale
pediatri inclusi nelle graduatorie extraregionali
4. La graduatoria di cui ai punti a), b) e c) è redatta in ragione
inversa al numero delle scelte.
Il pediatra interpellato per la copertura del posto vacante deve presentarsi
entro dieci giorni presso l'Azienda per l'accettazione dell'incarico e
per la compilazione della dichiarazione sostitutiva di atto notorio resa
ai sensi della Legge 4 gennaio 1968 N°15 come modificata dalla Legge
127/97, attraverso la quale l'Azienda accerta l'insussistenza di cause
di incompatibilità.
La mancata presentazione costituisce rinuncia all'incarico.
Il pediatra impossibilitato a presentarsi può dichiarare la propria
accettazione mediante raccomandata con ricevuta di ritorno, fornendo adeguata
giustificazione e allegando la dichiarazione sostitutiva di atto notorio.
L'Azienda conferisce l'incarico per la durata del presente accordo con
provvedimento del Direttore Generale, che viene comunicato all'interessato
mediante raccomandata con avviso di ricevimento, con l'indicazione del
giorno di inizio dell'attività, da cui decorrono gli effetti giuridici
ed economici.
Se il pediatra incaricato è residente in altra Regione, l'Azienda
comunica all'Assessorato alla Sanità della Regione di residenza
l'avvenuto conferimento dell'incarico, ai fini della verifica di eventuali
incompatibilità.
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Art. 5
MASSIMALI
Il conferimento dell'incarico avviene per un minimo di dodici ore ed un
massimo di trenta ore settimanali.
Pertanto, per il pediatra di famiglia che svolga anche l'attività
di continuità assistenziale pediatrica, l'incarico cessa quando
abbia raggiunto o superi le 600 scelte .
Le situazioni di incompatibilità sono quelle stabilite dalle vigenti
norme di Legge e dall'art.4 dell'accordo DPR 272 / 2000. L'incompatibilità
si deve intendere con un numero di scelte superiore a 600
Il pediatra decade dall'incarico qualora:
1. insorga una situazione di incompatibilità;
2. lo svolgimento di altre attività compatibili non consenta un
incarico minimo di dodici ore settimanali.
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Art.6
ASSENZE GIUSTIFICATE
Il pediatra conserva l'incarico,senza diritto a compenso, per assenze
giustificate dovute a:
- malattia o infortunio, per la durata massima di sei mesi complessivi
nell'arco di un anno;
- gravidanza e puerperio, per il periodo di astensione obbligatoria ai
sensi delle leggi vigenti ;
- servizio militare, o sostitutivo nel servizio civile, per tutta la durata;
- gravi motivi di natura familiare, fino ad un massimo di 60 giorni complessivi
nell'arco di un anno;
- documentati motivi di lavoro o di studio, per un periodo non superiore
ai sei mesi complessivi nell'arco di un anno ;
- matrimonio, fino ad un massimo di 30 giorni;
- partecipazione ad esami o concorsi, fino ad un massimo di 15 giorni.
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Art. 7
COMPITI DEL PEDIATRA
1. Il pediatra che assicura la Continuità Assistenziale Pediatrica
deve essere presente all'inizio del turno, nella sede assegnatagli dall'Azienda
e rimanere a disposizione, fino alla fine del turno, per effettuare gli
interventi richiesti.
2. Le chiamate devono essere registrate e rimanere agli atti.
3.Le prestazioni effettuate devono essere registrate in un apposito registro
dove risulti:
- nome, cognome, età e indirizzo dell'assistito;
- ora dell'intervento, tipologia dell'intervento richiesto ed effettuato.
4. Quando si tratti della consulenza telefonica richiesta dal medico addetto
alla continuità assistenziale di medicina generale in apposito
registro deve risultare:
- nome, cognome, età dell'assistito;
- sede della G.M., ora dell'intervento, sintomatologia prospettata e consiglio
dato.
5. Il pediatra utilizza, solo a favore degli utenti registrati, anche
se privi di documento sanitario, un ricettario del S.S.N. con apposita
dicitura: "SERVIZIO DI CONTINUITA' ASSISTENZIALE PEDIATRICA",
fornitogli dall'Azienda per le proposte di ricovero, le prescrizioni farmaceutiche
per una terapia non differibile e per coprire un ciclo di terapia non
superiore a 48/72 ore.
6. Il pediatra in servizio deve essere presente fino all'arrivo del pediatra
che continua il servizio.
7. Al pediatra che è costretto a rimanere, oltre la fine del proprio
turno, spettano i normali compensi rapportati alla durata del prolungamento
del servizio, che sonotrattenuti in misura corrispondente a carico del
pediatra ritardatario.
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Art. 8
COMPETENZE DELLE AZIENDE
L'Azienda è tenuta a fornire al pediatra di continuità assistenziale
pediatrica i farmaci ed il materiale necessari all'effettuazione degli
interventi non differibili.
Entro 30 giorni dalla pubblicazione del presente accordo l'Azienda deve
indicare le sedi di servizio idonee : esse devono essere allocate in strutture
ubicate nel Distretto di loro competenza ; In ogni caso i locali prescelti
non devono coincidere con quelli adibiti al servizio di continuità
assistenziale di Medicina Generale. L'Azienda deve garantire che le sedi
di servizio siano dotate di idonei locali, forniti di adeguate misure
di sicurezza, secondo le leggi vigenti, per la sosta ed il riposo dei
pediatri nonché di servizi igienici .L'Azienda predispone i turni,
dovendo ridurre al minimo l'impegno notturno dei pediatri che il giorno
seguente devono svolgere attività di pediatra di famiglia, nel
rispetto dell'orario settimanale attribuito, sentiti i pediatri interessati,
nonché il rafforzamento dei turni medesimi dove occorra.
Provvede altresì:
ad assicurare in modo adeguato la registrazione delle chiamate telefoniche
previste dall'art.7 c.4 del p.a.
a garantire nei modi opportuni la tenuta e la custodia dei registri di
carico e scarico dei farmaci, dei presidi sanitari e degli altri materiali
messi a disposizione dei pediatri addetti alla continuità assistenziale
pediatrica.
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Art. 9
SOSTITUZIONI
Il pediatra che non può svolgere il servizio per un periodo superiore
a 9 giorni, fatta salva la deroga di cui all'art. 3 c. 4 del p. a., viene
sostituito dall'Azienda che conferisce l'incarico secondo l'ordine della
graduatoria regionale pediatrica vigente, con priorità per i pediatri
residenti nel territorio dell'Azienda, successivamente secondo le modalità
previste dall'art.4 c.3 del p. a.
L'Azienda può conferire incarichi provvisori per un periodo non
superiore a tre mesi. Un ulteriore incarico può essere conferito
presso la stessa o altra Azienda solo dopo una interruzione di almeno
30 giorni, salvo nei casi in cui non si trovi alcun pediatra disponibile
a coprire il suddetto incarico.
Nelle more dell'espletamento delle procedure per il conferimento degli
incarichi stabilite dall'art. 4 del p. a. l'Azienda può conferire
incarichi provvisori nel rispetto dei termini e delle procedure di cui
sopra.
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Art. 10
TRATTAMENTO ECONOMICO
I compensi per ogni ora di attività svolta per la continuità
assistenziale pediatrica sono pari a £ 70.000 lorde.
Su tutti i compensi, l'Azienda versa i contributi previdenziali così
come previsto dall'art.41 del DPR 272 / 2000 .
Art. 11
ASSICURAZIONE DI MALATTIA
L'assicurazione di malattia è quella prevista dall'art. 42, del
DPR 272 / 2000
Art. 12
PUNTEGGIO
Il punteggio derivante dall'attività di Continuità Assistenziale
Pediatrica è pari a quanto previsto dall'art. 3 parte II lettera
a) DPR 272 / 2000 .
Art.13
COSTI DI GESTIONE
per la fase sperimentale riferita ad una sola ASL.di ampiezza compresa
tra 200.000/300.000 abitanti
e per un numero di pediatri prevedibile da 25 a 30.
Numero ore annue di attività medica: 7.700
Onorario professionale lordo per ora : £ 70.000
totale.............................................................£
539.000.000
Costo di avviamento delle strutture (locali, attrezzature mediche, farmaci
) £ 300.000.000
Totale £ 839.000.000.
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PROGETTO OBIETTIVO - RIDUZIONE
DEGLI ACCESSI IN DAY HOSPITAL
L'istituto del Day Hospital ha subito, negli anni, un notevole incremento
e ne viene fatto un uso improprio, vuoi per quelli diretti (richiesti
dal personale dipendente), vuoi per quelli indiretti (formulati dal Pediatra
di Famiglia). Per razionalizzarne l'uso e quindi per ridurne la spesa,
bisogna prevedere:
1) che i Day Hospital richiesti dal personale dipendente siano successivi
ad un ricovero e motivati da un follow-up relativo alla patologia.
2) che tutte le altre richieste di Day Hospital siano responsabilmente
prodotte dal Pediatra di Famiglia.
A tal fine si propone , visto il comma 6 dell'art 14 bis ed il comma 3
dell'art 50 dpr 272/2000 , che :
Le Aziende possono attivare un Progetto il cui obiettivo sia quello di
"ridurre gli accessi , in regime di Day Hospital, nei Reparti di
Pediatria " distinguendo gli accessi diretti ( richiesti dal personale
dipendente ) da quelli indiretti ( formulati dal Pediatra di Famiglia
)
Il raggiungimento dell'obiettivo previsto è correlato alla corresponsione
di una quota variabile del compenso stabilito a livello regionale o aziendale
in relazione al grado di coinvolgimento diretto dei Pediatri di Famiglia.
L'obiettivo da raggiungere da parte dei Pdf è stabilito secondo
tappe e percorsi condivisi e concordati tra Azienda e/o Distretto e Organizzazioni
Sindacali maggiormente rappresentative , facente parte di un dettagliato
progetto integrato che costituisce il supporto tecnico del livello di
spesa programmato. Occorrerà, inoltre, tener conto del contesto
di riferimento sociale epidemiologico, economico finanziario e dei livelli
di responsabilità del consumo delle risorse, nonché prevedere
adeguati meccanismi di verifica tra pari e di revisione di qualità,
al fine di poter indicare i differenti gradi di raggiungimento dell'obiettivo
programmato dai diversi Pediatri aderenti. Al Progetto dovranno partecipare
tutti i Pediatri che operano nella Asl di riferimento.
Sulla minore spesa indotta è calcolata una ulteriore quota, determinata
dall'Accordo Aziendale, destinata al potenziamento delle prestazioni sanitarie
distrettuali da parte dell'Azienda, sentito il Comitato d'Azienda di cui
all.art 11. Dpr 272/2000
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PROGETTO
VACCINAZIONI
La Regione Abruzzo ha una delle percentuali più basse di bambini
vaccinati con vaccinazioni non obbligatorie. Poiché in futuro si
prevede la possibilità che diventino facoltative anche le vaccinazioni
attualmente obbligatorie, il Pediatra di base diventa figura centrale
nella prevenzione delle malattie per le quali esiste un vaccino.
Il rapporto di fiducia che intercorre tra il Pediatra e la famiglia dell'assistito
e che è parte importante dell'assistenza globale del bambino, consente
al Pediatra di essere elemento di educazione sanitaria , informazione
all'utenza, rispetto dei tempi di esecuzione delle vaccinazioni e valutazione
di eventuali effetti collaterali nel rispetto di quanto previsto nel documento
del gruppo di studio sulle vaccinazioni (Ministero della Sanità,
SIP, SITI, Ist. Sup. della Sanità)
Si propone l'adozione di un calendario unico vaccinale su tutto il territorio
regionale e l'intervento del Pediatra di famiglia soprattutto per quanto
riguarda le vaccinazioni facoltative, ma raccomandate.
Tali vaccinazioni potranno essere eseguite dal Pediatra, a richiesta del
genitore, presso il proprio studio Medico oppure presso le strutture della
Azienda ULS.
Ogni sede di vaccinazione dovrà essere dotata di frigorifero per
la conservazione del vaccino, di materiale monouso di consumo, di farmaci
e strumenti per la rianimazione primaria. Il Pediatra che avrà
scelto di effettuare la vaccinazione presso il proprio studio provvederà
all'approvvigionamento dei vaccini presso i Servizi territoriali. L'avvenuta
vaccinazione dovrà essere certificata dall'invio ai Servizi suddetti
della matrice corrispondente al vaccino effettuato prelevata dal libretto
delle vaccinazioni in uso nella Regione Abruzzo.
Le suddette vaccinazioni effettuate saranno riepilogate dal Pediatra ,
ai fini del pagamento, con le prestazioni extra (PPIP) e con esse liquidate
nella seguente misura:
vaccino singolo L. 25.000
vaccino multiplo L. 35.000
Nell'ambito della prevenzione delle malattie infettive, le A.ULS, compatibilmente
con le loro disponibilità finanziarie, devono prevedere la concessione
gratuita dei vaccini contro la rosolia, morbillo, parotite, antiemofilo
influenza tipo B.
Tale norma è valida anche a favore di bambini extra-comunitari
non residenti sul territorio nazionale.
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Se
volete saperne di più su un tema specifico, utilizzate il
motore di ricerca, che
vi proporrà tutte le schede dell'Area APeG in cui l'argomento
è trattato.
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