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PREMESSA
Il presente Accordo Regionale per la disciplina dei rapporti con
i Pediatri di Libera scelta (PLS) integra il DPR 272/2000 e regolamenta
l'attuazione di alcune parti.
La Pediatria di Libera scelta, nata più di venti anni fa
per fornire un'assistenza sanitaria specialistica territoriale ai
soggetti in età pediatrica, negli ultimi anni ha raggiunto,
anche in Calabria, quella auspicata diffusione su tutto il territorio
che è stata uno dei suoi limiti negli anni passati, contribuendo
a migliorare il livello delle cure primarie e dell'assistenza territoriale
dei bambini e degli adolescenti della nostra regione.
Le normative che regolamentano i rapporti tra il SSN ed i PLS sono
rappresentate essenzialmente da :
- D.L. n. 502/92 ed ogni sua modifica ed integrazione
- DGR n. 44/98 (Accordo Regionale per i Pediatri di libera scelta)
- DM n. 131/2000 (Progetto Obiettivo Materno-Infantile)
- DPR n. 272/2000 (Accordo Collettivo Nazionale per i Pediatri di
libera scelta)
- PSN 2003-2005
- PSR 2003-2005 (in fase di elaborazione)
In esse è contenuta una chiara indicazione per una riallocazione
delle risorse del SSN dalla cura alla prevenzione, dalla generalità
della popolazione ai gruppi a rischio, dall'assistenza ospedaliera
a quella territoriale. A ciò si aggiunge la legge che ha
modificato l'art. 117 della costituzione che, tra l'altro, attribuisce
alle regioni competenze legislative esclusive in tema di assistenza
e legislazione sanitaria, passando ad esse la responsabilità
di attrezzarsi per far fronte alle sfide da cui dipende il futuro
della sanità in Italia e cioè l'ottimizzazione delle
risorse e l'innalzamento della qualità dei servizi. In particolare,
un utilizzo più razionale delle risorse economiche dovrà
necessariamente prevedere un potenziamento dell'area delle cure
primarie territoriali in modo che la maggior parte delle richieste
dell'utenza possa trovare adeguata risposta assistenziale nel territorio
con conseguente contenimento della spesa.
In questo contesto si inserisce codesto Accordo Regionale per la
Pediatria di libera scelta che contribuisce ad individuare i compiti
della Pediatria di Libera scelta in Calabria per i prossimi anni
a completamento delle attività già previste dall'Accordo
Collettivo Nazionale.
Nell'elaborazione di tale Accordo si è tenuto conto di quanto
contenuto nel Progetto Obiettivo Materno-Infantile, nel nuovo Piano
Sanitario Nazionale 2003-2005 e nella bozza di Piano Sanitario Regionale:
degli obiettivi della Pediatria di libera scelta, delle azioni necessarie
per il raggiungimento di tali obiettivi ed il superamento di alcuni
"punti critici" finora individuati.
Gli strumenti principali previsti da questo Accordo Regionale per
il raggiungimento degli obiettivi prefissati, sono :
a) un maggiore sostegno dell'attività di prevenzione, sia
attraverso l'attivazione del Progetto Salute Infanzia costituito
da otto visite in età filtro distribuite in modo da coprire
tutto l'arco dell'età pediatrica (art. 49, comma c, DPR 272/2000),
che mediante l'attivazione di specifici programmi di educazione
alla salute ed all'uso corretto dei servizi (Progetto Obiettivo
aziendale di Educazione sanitaria) e di progetti di incentivazione
alle vaccinazioni (Progetto Obiettivo "Vaccinazioni raccomandate");
b) il mantenimento del libretto sanitario pediatrico, già
attivato col precedente AR, come ottimo strumento per limitare la
sovrapposizione degli interventi e la frammentazione delle cure
e migliorare l'adesione ai programmi di educazione sanitaria (art.
49, comma d DPR 272/2000);
c) una migliore organizzazione degli ambulatori che favorisca l'accesso
e l'accoglienza all'utenza, attraverso l'incentivazione dell'informatizzazione
(art. 41, comma 4 DPR 272/2000; dell'attività in forma associata
sia in gruppo che in associazione (art. 51, 52, 53, 54 DPR 272/2000)
e dei test diagnostici ambulatoriali (Progetto Obiettivo Self Help
Ambulatoriale);
d) la messa in atto degli strumenti necessari affinché l'assistenza
ai soggetti con malattia cronica e con disagio psico-sociale si
sposti in ambito territoriale (Progetto Obiettivo per l'assistenza
ai soggetti con patologia cronica);
e) l'impegno per il miglioramento della qualità dell'assistenza
pediatrica territoriale attraverso l'attivazione dei programmi di
formazione ed aggiornamento teorico-pratico (art 8 DPR 272/2000).
Nella tabella successiva sono riepilogati gli obiettivi della Pediatria
di Libera scelta e gli strumenti necessari per il loro raggiungimento.
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OBIETTIVI DELLA PEDIATRIA DI LIBERA SCELTA
-Anticipare l'età di presa in carico dei neonati da parte
del PLS
-Garantire ad ogni bambino e adolescente il suo pediatra
-Privilegiare la prevenzione rispetto alla cura
-Qualificare il momento diagnostico-terapeutico delle cure primarie
dell'infanzia
-Facilitare l'accesso degli utenti agli ambulatori
-Ridurre la sovrapposizione degli interventi sul singolo paziente
e migliorarne l'appropriatezza
-Ridurre la domanda impropria di prestazioni sanitarie
-Ridurre il ricorso all'ospedale per cure di I livello
-Collaborare con il Distretto e con il Dipartimento di Prevenzione
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ATTIVITA' DEL PLS DA REGOLAMENTARE NELL'ACCORDO REGIONALE
-Progetto salute infanzia (Bilanci di salute)
-Libretto sanitario pediatrico
-Partecipazione a progetti obiettivo regionali, aziendali o
distrettuali
-Attività in forma associativa
-Informatizzazione
-Collaboratore di studio
-Assistenza in zone disagiate
- Assistenza al bambino con patologia cronica
-Prestazioni aggiuntive (di tipo preventivo, terapeutico, diagnostico)
-Partecipazione a procedure di verifica della qualità,
a ricerche epidemiologiche e fornitura dati sanitari a fini
statistici
-Attività territoriali programmate
-Formazione continua |
ATTUALI "PUNTI CRITICI" DELLA PEDIATRIA DI LIBERA
SCELTA
-La presa in carico del neonato avviene ancora un po' tardi
-L'età di competenza non comprende l'intera età
adolescenziale
-In alcune aree, per situazioni oro-geografiche penalizzanti
e con popolazione pediatrica sparsa, è difficile coprire
il fabbisogno assistenziale
-L'attività sia preventiva che curativa, è scarsamente
coordinata ed integrata con l'attività degli altri servizi
(ospedale, guardia medica, consultorio familiare, pronto soccorso,
servizi di igiene pubblica, ecc.)
-Per le difficoltà di raccordo con gli altri servizi,
le fasce più deboli e con bisogni molto differenziati
(bambini disabili, immigrati o con gravi bisogni di natura socio-assistenziale,
problemi scolastici, ecc.) possono sfuggire ad un'appropriata
assistenza
-La copertura oraria offerta non può garantire, con l'attuale
organizzazione, la continuità assistenziale
-Per molte attività di prevenzione è necessaria
una più adeguata promozione diretta a far comprenderne
la validità (attività di educazione sanitaria)
ed, eventualmente, anche l'erogazione (vaccinazioni, ecc.)
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DIRITTI
SINDACALI (Art. 9 DPR 272/2000)
In base a quanto previsto dai commi 1 e 2 dell'art.9 del DPR 272/2000,
ai pediatri di famiglia presenti nel Comitato Regionale Permanente,
nei Comitati d'Azienda e nelle altre commissioni previste dall'ACN
viene riconosciuto, oltre alle spese di viaggio nella misura prevista
dalle vigenti norme della pubblica amministrazione, un gettone di
presenza di Euro 100 per ogni seduta a titolo di rimborso spese
per la sostituzione relativa alla partecipazione alle riunioni dei
suddetti organismi.
In deroga a quanto stabilito dal comma 7 dello stesso articolo,
si stabilisce che la comunicazione alla propria Azienda del numero
di ore di sostituzione da parte dei rappresentanti sindacali sarà
fatta con cadenza semestrale anziché mensile. La liquidazione
del rimborso forfetario delle spese di sostituzione viene fatta
direttamente al pediatra titolare dell'incarico.
COMITATO DI AZIENDA (Art. 11 DPR 272/2000)
In ogni ASL, o ambito diverso definito dalla Regione previo parere
favorevole delle OO.SS. maggiormente rappresentative a livello regionale,
è costituito un Comitato Aziendale permanente composto da
tre rappresentanti dell'Azienda e tre rappresentanti delle organizzazioni
sindacali maggiormente rappresentative a livello regionale, salvo
diverse previsioni nei diversi provvedimenti di costituzione del
Comitato. Uno dei rappresentanti aziendali, individuato dal Direttore
Generale, ha le funzioni di segretario.
Il Comitato è convocato ordinariamente ogni tre mesi o ogni
qualvolta una delle parti lo ritiene necessario, con un preavviso
di almeno 15 giorni. Le sedute sono sempre valide, indipendentemente
dal numero dei partecipanti.
COMITATO REGIONALE (Art. 12 DPR 272/2000)
Il Comitato Regionale Permanente è composto da cinque rappresentanti
della Regione e cinque delle OO.SS maggiormente rappresentative
a livello regionale, salvo diverse previsioni nel provvedimento
di costituzione del Comitato. Nel provvedimento di nomina viene
altresì individuato un dipendente del servizio competente
con funzioni di segretario.
Il Comitato è preposto ai compiti previsti dall'ACN 272/2000
ed a quelli previsti dall'accordo regionale
L'Assessore Regionale o suo delegato convoca il Comitato ordinariamente
ogni tre mesi o ogni volta che una delle parti lo ritiene necessario,
con un preavviso di almeno 7 giorni. Le sedute sono sempre valide,
indipendentemente dal numero dei partecipanti.
DIRITTO DI SCIOPERO (Art.15 DPR 272/2000)
Ai pediatri che garantiscono le prestazioni indispensabili, in caso
di esercizio del diritto di sciopero, viene corrisposto un compenso
pari al 30% degli emolumenti dovuti mensilmente, frazionati per
giornata lavorativa.
RAPPORTO OTTIMALE (Art.17 DPR 272/2000)
La pediatria convenzionata è organizzata secondo ambiti territoriali
costituiti da Distretti, Comuni o gruppi di Comuni, individuati
dal Comitato Aziendale secondo quanto prescritto dall'art. 17 comma
7. La scelta del pediatra di famiglia deve avvenire tra i pediatri
iscritti nell'elenco di ciascun ambito territoriale. Eventuali deroghe
per scelte extra ambito territoriale possono essere autorizzate
dal Comitato Aziendale. Sono salvaguardate le scelte acquisite in
altri ambiti prima dell'entrata in vigore del presente accordo.
Le Aziende Sanitarie dovranno individuare gli ambiti territoriali,
qualora non siano stati ancora definiti, entro e non oltre sessanta
giorni dall'entrata in vigore del presente accordo.
Qualora in un ambito si verifichi un'impossibilità di scelta
del pediatra, perché i pediatri inseriti sono al massimo
delle scelte e non esiste un numero sufficiente di bambini di età
0-6 anni che permetta di indire una zona carente ordinaria, l'Azienda
sentito il parere del Comitato Aziendale attiva le procedure di
cui all'at.23 c.11, e in subordine quelle previste dall'art. 24
commi 6 e 7, fino al momento in cui il rapporto ottimale sarà
tale da individuare una zona carente ordinaria. Nel caso in cui
i pediatri interpellati non accettino la deroga al massimale in
numero sufficiente per garantire la copertura assistenziale, l'Azienda
potrà richiedere la pubblicazione di una zona carene straordinaria
sempre nei limiti temporali previsti dall'art. 18.
TRASFERIMENTO DI RESIDENZA (art. 19 DPR 272/2000)
Il Pediatra di libera scelta, di nuova nomina o già titolare
di convenzione, può mantenere o trasferire la residenza in
altro ambito di scelta, anche non limitrofo, purché elegga
o mantenga il domicilio nell'ambito di inserimento e che dovrà
essere tempestivamente comunicato all'A.S.L. di appartenenza.
MASSIMALE DI SCELTE E SUE LIMITAZIONI (Art. 23 DPR 272/2000)
I pediatri iscritti negli elenchi possono acquisire un numero massimo
di scelte pari a 800 unità. Tale limite può essere
superato in conseguenza delle deroghe di cui ai commi 7 e 9 dell'art.
23, fino al raggiungimento di 880 unità.
Il limite di 880 unità può essere superato in caso
di scelta relativa a neonati o bambini adottati appartenenti a nuclei
familiari nell'ambito dei quali il pediatra abbia già in
cura altro soggetto (art.23, comma 8). Tali scelte non sono soggette
al parere del Comitato di Azienda se rientrano nello stesso ambito.
Quanto previsto al comma 9 per gli assistiti extracomunitari, si
estende anche agli assistiti che temporaneamente si trasferiscono
che, al loro rientro, possono essere riattribuiti allo stesso pediatra
anche in deroga al massimale individuale.
Il massimale dei pediatri che svolgono attività compatibili
con l'iscrizione negli elenchi della Pediatria di libera scelta,
è ridotto in misura proporzionale al numero di ore settimanali
impiegate per tali attività, assumendo convenzionalmente
che il massimale di 800 scelte corrisponde ad un impegno orario
di 40 ore settimanali. L'attività di pediatra specialista
ambulatoriale non è, comunque, compatibile se effettuata
nello stesso ambito territoriale in cui si esercita l'attività
di PLS.
REVOCHE DI UFFICIO E MANTENIMENTO SCELTA DEL PEDIATRA (Art.26 DPR
272/2000)
L'ASL comunica alla famiglia dell'assistito, almeno tre mesi prima,
la revoca della scelta per compimento del 14° anno di età,
informandola della possibilità di mantenere la scelta in
favore del pediatra fino a 16 anni dietro semplice istanza firmata
da uno dei genitori e controfirmata dal pediatra stesso.
Tale domanda può essere consegnata materialmente all'ufficio
preposto anche dal pediatra medesimo e non è soggetta al
parere del Comitato di Azienda.
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PROGRAMMI
DI ATTIVITA' E LIVELLI DI SPESA PROGRAMMATI
(Art. 50 DPR 272/2000) |
In base a quanto previsto dal D.L. 502/92 e s. m. ed i., il rispetto
dei livelli di spesa programmati è oggetto di accordi di
livello aziendale o distrettuale finalizzati ad una migliore razionalizzazione
e qualificazione dell'attività dei PLS e dalla cui realizzazione
possono derivare ricadute positive per il bilancio dell'Azienda.
Gli obiettivi per un contenimento dei livelli di spesa vanno individuati
dall'Azienda e/o Distretto di concerto con il Comitato di Azienda,
stabilendo il relativo margine di oscillazione minimo/massimo, dalla
cui realizzazione far discendere una valutazione positiva.
Per ogni obiettivo individuato, dovranno essere definiti programmi
organizzativo-gestionali che comprendano l'elaborazione di linee
guida e di percorsi assistenziali coordinati, nonché la verifica
dell'efficacia degli interventi stessi.
Tali accordi dovranno prevedere anche la quota della minore spesa
indotta da destinare al potenziamento delle attività sanitarie
distrettuali e la quota da assegnare ai pediatri partecipanti e
proporzionata al grado di raggiungimento degli obiettivi previsti.
L'eventuale assegnazione di budget virtuali e di standard di spesa
deve essere effettuata sempre con riferimento a gruppi di PLS, preferibilmente
per distretto. L'aggregazione per distretto è la soluzione
preferenziale anche perché consente una maggiore co-responsabilizzazione
nell'uso delle risorse disponibili, ma anche ad un migliore raccordo
degli stessi pediatri con i servizi distrettuali.
Per l'adeguata definizione degli standard di spesa, i progetti dovranno
tenere conto di alcune variabili come:
? le caratteristiche demografiche della popolazione pediatrica iscritta
col gruppo di pediatri di riferimento;
? la presenza di fattori locali di correzione (sociali, economici,
epidemiologici) che possono influire sui livelli di spesa complessivi
o per singoli settori (farmaceutica, ambulatoriale, ricoveri).
L'adesione e l'impegno alla partecipazione del PLS a tali programmi
sono previsti anche dalla lett. F dell'art.29 del DPR 272/2000 e
retribuiti con una parte della quota fissa capitaria annuale (art.
41, comma 2, lett. A3b).
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ATTIVITA'
DI PREVENZIONE ED EDUCAZIONE SANITARIA
(Art. 49 DPR 272/2000) |
A) PROGETTO SALUTE INFANZIA (Art.49, comma
1 lett. c; Allegato L, DPR 272/2000)
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Il
Pediatra di libera scelta si occupa della salute del bambino nella
sua globalità e come tale non solo della diagnosi e cura
delle malattie, ma anche della prevenzione.
Il Progetto Salute Infanzia ha l'obiettivo di indirizzare e uniformare
l'attività di prevenzione del PLS e si articola in :
- un piano base di visite filtro (definite "Bilanci di salute")
per l'individuazione precoce dei soggetti affetti da handicap neuro
sensoriali e psichici;
-il libretto sanitario pediatrico che contiene il diario clinico
del bambino, le schede dei bilanci di salute e materiale di educazione
sanitaria;
-interventi di educazione sanitaria nei confronti dei propri assistiti
rispetto ai rischi prevalenti per l'età evolutiva;
-esecuzione degli screening per l'udito e l'ambliopia;
-interventi di profilassi delle malattie infettive.
Per la profilassi delle malattie infettive prevenibili con le vaccinazioni,
il Progetto Salute Infanzia viene implementato a livello regionale
con il Progetto Obiettivo "Vaccinazioni Raccomandate"
Il Bilancio di Salute rappresenta un momento ideale per poter
effettuare, direttamente sulla famiglia, interventi mirati di educazione
sanitaria volta non solamente ad aumentare il livello di salute
del singolo, ma anche all'utilizzo razionale e appropriato dei servizi
sanitari (utilizzo appropriato del pediatra di famiglia, riduzione
degli accessi impropri alle strutture di 2° livello ed a quelle
di emergenza, risparmio dell'uso di farmaci, ecc.).
Il Bilancio di Salute è anche un elemento essenziale per
la lettura dello stato di salute di tutta la popolazione pediatrica
(con l'individuazione di tutte le maggiori problematiche dell'età
infantile), utile per valutare i processi assistenziali e come elemento
determinante del percorso assistenziale nella sua fase distrettuale.
Poiché l'esecuzione degli screening neuro-sensoriali (udito
e vista) viene già effettuata in gran parte della popolazione
pediatrica, al fine di omogeneizzare ed ampliare l'intervento sulla
totalità della popolazione infantile regionale, si stabilisce
che gli screening dei difetti uditivi (Boel test) e dei difetti
visivi (Sterotest di Lang) possono essere eseguiti rispettivamente
in concomitanza con l'effettuazione dei bilanci di salute del 9°-12°
mese e del 24° mese. In caso di risposta dubbia o impossibilità
di esecuzione, il test di Lang può essere eseguito e comunicato
nel bilancio del 36° mese o del 48° mese registrando sempre
l'esito sul libretto sanitario del bambino. Anche se ripetuto, il
test sarà comunque liquidato una sola volta. Si stabilisce
che queste prestazioni, rientrando nell'ambito del Progetto Salute
Infanzia, non necessitano di autorizzazione sanitaria e vanno comunicate
mensilmente all'Azienda col riepilogo dei bilanci di salute. Il
compenso per tali prestazioni è quello stabilito dall'ACN
(Allegato B).
Il Progetto Salute Infanzia attivato dalla Regione Calabria rappresenta
la continuazione e lo sviluppo del programma "Bilanci di Salute"
previsto dal punto C del precedente accordo regionale.
Il progetto regionale prevede 8 visite filtro da eseguirsi nelle
età e con le modalità specificate nelle due tabelle
successive.
Il bilancio di salute effettuato al 6° anno rientra tra i compiti
previsti per il compenso a quota fissa (art.29, comma 3).
L'art. 49, comma d) del DPR 272/2000 individua, tra le prestazioni
e attività aggiuntive erogate in seguito ad accordi regionali,
la compilazione del libretto sanitario pediatrico individuale, il
quale, nell'ambito della funzione globale dell'assistenza al bambino,
permette la conoscenza della sua storia naturale fin dal momento
della nascita, le malattie da lui sofferte, gli interventi curativi.
Tale documento, già istituito col precedente accordo regionale
per i bambini nati dal 01.01.96 in poi, viene distribuito dalle
Aziende Sanitarie al rappresentante legale del bambino al momento
della scelta del pediatra e deve essere periodicamente aggiornato
dal pediatra medesimo nel corso degli interventi sanitari esercitati
sul bambino. Viene conservato a cura del legale rappresentante del
bambino e verrà consegnato al medico di medicina generale
all'epoca del superamento dell'età di competenza pediatrica.
Al presente Accordo è allegato il fac-simile del libretto
che verrà stampato a cura delle Aziende sanitarie.
I libretti pediatrici già adottati dalle singole ASL e non
ancora distribuiti verranno utilizzati sino al loro esaurimento.
E' obiettivo della regione dotarsi , nel tempo i una scheda sanitaria
pediatrica unica di tipo informatico che sostituirà l'attuale
libretto sanitario cartaceo, favorendo l'acquisizione e lo scambio
dei dati statistici e sanitari.
Per i compiti e le attività previste dal Progetto Salute
Infanzia al PLS viene riconosciuto :
- il compenso lordo di 12,91 euro, detratta la quota ENPAM a carico
dell'ASL, per ciascun bilancio di salute eseguito;
- il compenso lordo annuo complessivo di 7,5 euro per la compilazione
e l'aggiornamento del libretto sanitario individuale per i bambini
nati dal 01.01.96;
- il compenso aggiuntivo annuo di 7,00 euro per ogni assistito in
carico nato dal 01.01.1996 per la fornitura dei dati epidemiologici
su supporto informatico, collegamento a banca dati, ecc.
Per la liquidazione dei compensi relativi ai bilanci di salute i
PLS dovranno presentare entro il 15 di ogni mese il riepilogo delle
prestazioni fatte nel mese precedente e la liquidazione deve avvenire
entro il secondo mese successivo alla presentazione del riepilogo.
Il compenso relativo alla compilazione del libretto pediatrico viene
liquidato in dodicesimi, assieme agli emolumenti mensili. I compensi
per le suddette prestazioni verranno corrisposti esclusivamente
se per lo stesso paziente vengono effettuate entrambe, per cui se
dai controlli periodici risulterà la non effettuazione di
una delle due, l'ASL potrà sospendere il pagamento anche
di quella eseguita e procedere al recupero dei compensi già
corrisposti.
Per il riconoscimento del compenso aggiuntivo relativo alla fornitura
dei dati epidemiologici, il PLS dovrà comunicare all'ASL
il tipo di software utilizzato, idoneo alla raccolta e invio dei
dati epidemiologici/statistici per la costituzione di una banca
dati presso l'Assessorato Regionale alla Tutela della Salute. Tale
compenso viene anch'esso erogato in dodicesimi assieme agli emolumenti
mensili.
RIEPILOGO
DEI BILANCI DI SALUTE INSERITI NEL PROGETTO SALUTE INFANZIA
CON LE RISPETTIVE ETÀ DI ESECUZIONE
1° 60° gg +/- 20 giorni
2° 180° gg +/- 30 giorni
3° 365° gg +/-2 mesi
4° 24 mes +/-2 mesi
5° 3 6 mesi +/- 3 mesi
6° 48 mesi +/-4 mesi
7 ° 69 mesi+/- 3 mesi
8° 12° anno +/-12 mesi
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B) PROGETTO OBIETTIVO
REGIONALE "VACCINAZIONI RACCOMANDATE"
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Nell'ambito
della Sanità Pubblica e della medicina preventiva in particolare,
uno degli strumenti che nel corso degli anni è andato sempre
più affinandosi è rappresentato dai vaccini.
Infatti, i moderni vaccini oltre ad essere efficaci sul singolo,
si sono dimostrati degli efficienti strumenti preventivi, essendone
stata dimostrata la loro reale utilità su popolazioni di
così grandi dimensioni da rappresentare un riferimento nell'ambito
della valutazione degli interventi sanitari.
Si può affermare, quindi, che la prevenzione vaccinale rappresenta
un importante indicatore della organizzazione politico-sanitaria
di una comunità.
I criteri che fino ad oggi hanno indirizzato gli interventi dell'Autorità
Sanitaria sono stati:
a) disponibilità di un vaccino efficace e sicuro;
b) situazione epidemiologica e rilevanza socio-sanitaria della malattia.
Su
questa base vengono oggi comunemente praticate in Italia ai nuovi
nati le vaccinazioni contro le seguenti malattie: Difterite, Tetano,
Poliomielite, Epatite B, Pertosse, Morbillo, Rosolia, Parotite,
Infezioni invasive da Emofilo B. Altre vaccinazioni disponibili
da qualche anno sono quelle contro le infezioni da Pneumococco e
da Meningococco e quella contro la varicella.
Le prime quattro sono obbligatorie; le altre sono raccomandate con
vario grado di intensità nei diversi ambiti regionali.
Dall'analisi della situazione epidemiologica della nostra regione
riguardante le suddette malattie risulta che:
a) la situazione delle malattie per le quali la vaccinazione dei
nuovi nati è obbligatoria è attualmente molto buona:
i tassi di copertura vaccinale sono alti e del tutto in linea con
quelli delle altre regioni e dei paesi europei considerati all'avanguardia
in tema di prevenzione vaccinale; la poliomielite e la difterite
risultano eliminate; non sono da tempo segnalati casi di tetano
neonatale e quelli negli adulti vanno progressivamente riducendosi
man mano che crescono le coorti dei soggetti vaccinati; anche per
l'epatite B la morbosità continua a decrescere, anche se
si osserveranno ancora per un certo tempo le conseguenze delle infezioni
contratte nel passato in termini di cirrosi ed epato-carcinoma primitivo.
b) assai meno soddisfacente è invece la situazione per pertosse,
morbillo, rosolia e parotite, per le quali l'immunizzazione non
è obbligatoria e i tassi di copertura vaccinale sono molto
al di sotto della media europea; per il morbillo, in particolare,
il numero di casi malattia osservati ogni anno è ancora elevato
e la morbosità mantiene le oscillazioni tipiche delle infezioni
non controllate.
La difficoltà di eliminare queste malattie, aero-diffusibili
ed altamente contagiose, deriva dall'elevato tasso di copertura
vaccinale che è necessario conseguire.
I motivi del mancato raggiungimento di questo obiettivo nella nostra
realtà sono molteplici, ma senza dubbio i più importanti
sono stati:
1) la mancata offerta gratuita di questi vaccini (almeno fino a
poco tempo fa);
2) la mancanza di una adeguata attività di informazione ed
educazione sanitaria;
3) la differenziazione effettuata fino ad ora tra "vaccinazioni
obbligatorie" e "vaccinazioni facoltative" che può
aver ingenerato in alcuni il concetto che solo ciò che è
obbligatorio è veramente importante, con conseguente minore
adesione alle vaccinazioni non obbligatorie; per questo motivo si
preferisce utilizzare oggi per tutte il termine di "vaccinazioni
raccomandate". D'altro canto, la non obbligatorietà
delle vaccinazioni è una scelta che per motivi di ideologia
e tradizione hanno fatto diverse nazioni, e l'esperienza dimostra
che alti tassi di copertura vaccinale possono essere raggiunti anche
in regime di libera scelta in Paesi la cui la popolazione, avendo
raggiunto un buon livello di educazione sanitaria, dimostra un elevato
grado di adesione alle iniziative dell'Autorità sanitaria:
ne sono esempio i Paesi scandinavi e l'Olanda.
In campo sanitario la valutazione economica delle tecnologie messe
in atto ha l'obiettivo di dimostrarne (o meno) la convenienza mettendo
a confronto il costo delle risorse assorbite con i risultati ottenuti
sia mi termini di risparmi monetari, ma soprattutto come maggiore
salute della popolazione, in quanto i risparmi da soli difficilmente
arrivano a superare i costi.
Una delle poche eccezioni a questa regola è costituita proprio
dalla vaccinazione. Infatti, molti degli studi che hanno valutato
il rapporto costo/beneficio delle vaccinazioni hanno dimostrato
che i risparmi ottenuti grazie ai casi di malattia evitati con la
vaccinazione sono superiori ai costi sostenuti per la stessa.
I costi considerati sono quelli del vaccino e della sua somministrazione.
I benefici, invece, vengono distinti in benefici diretti che rappresentano
i risparmi di risorse grazie alla malattia evitata (riduzione di
ospedalizzazioni, spese farmaceutiche, spese per visite, trattamento
degli eventuali esiti, ecc.) e benefici indiretti che rappresentano
i risparmi che si generano al di fuori del Sistema Sanitario (perdite
evitate di giornate di lavoro, ecc.).
I risultati di tutti gli studi economici condotti sulle più
importanti vaccinazioni raccomandate concludono univocamente per
un rapporto costo/beneficio con indici molto favorevoli e variabili
per le diverse malattie da 1:3 ad 1:9,6.
Obiettivi
Migliorare la copertura vaccinale nei confronti di alcune malattie
prevenibili con le vaccinazioni e per le quali le stesse non sono
obbligatorie.
Strategia operativa
Già con la Circolare n. 13 del 06/06/95 il Ministero della
Salute invitava le Regioni e le ASL a rendere operativi i programmi
di prevenzione vaccinale che, oltre alle vaccinazioni obbligatorie
(poliomielite, difterite tetano, epatite B) comprendessero anche
quelle contro la pertosse, il morbillo, la rosolia, la parotite,
l'influenza e le infezioni invasive da emofilo B.
L'adesione della popolazione a quest'ultime va incrementata, oltre
che con l'offerta attiva e gratuita delle vaccinazioni stesse, anche
con un'appropriata attività di formazione rivolta sia al
personale sanitario, sia alla popolazione. La Circolare sopra indicata
e le successive emanate oin materia indicano le modalità
che le Regioni e le ASL, devono seguire per rendere concreto il
programma.
Il coinvolgimento dei Pediatri di libera scelta (PLS) diventa, pertanto,
un elemento fondamentale per una buona adesione al programma di
immunizzazione. Ad essi, infatti, si rivolgono i genitori per avere
indicazioni sui trattamenti da effettuare, in particolare quando
viene proposto qualcosa che esce dagli schemi previsti. Il loro
parere sarà quindi il più delle volte determinante
nell'orientare pro o contro la vaccinazione.
L'attività di promozione delle vaccinazioni da parte dei
Pediatri di libera scelta, consta di diversi momenti :
- distribuzione di materiale divulgativo di informazione sulle vaccinazioni
da consegnare ai genitori durante le visite filtro previste dal
Progetto Salute Infanzia (bilanci di salute);
- controllo delle schedule vaccinali durante le stesse visite;
- promozione del consenso informato da parte della famiglia alla
vaccinazione, fornendo tutte le informazioni necessarie, in accordo
con la strategia vaccinale prevista dall'ASL;
- valorizzazione dei dati anamnestici del paziente candidato alla
vaccinazione ai fini dell'approccio al programma vaccinale, con
particolare riguardo all'individuazione di controindicazioni vere/false,
relative/assolute alle vaccinazioni;
- contatto e sensibilizzazione dei soggetti "difficili da raggiungere"
da parte del servizio vaccinazioni dell'ASL;
- raccolta delle informazioni e notifica dei casi di eventuali reazioni
avverse alle vaccinazioni.
Referenti aziendali
Per la migliore riuscita del presente progetto, le sigle sindacali
firmatarie individuano per ogni ASL, un PLS "referente per
le vaccinazioni" che collaborerà con il Servizio di
Igiene Pubblica e che curerà i rapporti tra esso ed i PLS.
Entro 15 giorni dall'approvazione di questo progetto i referenti
comunicheranno al Capo Servizio dell'Igiene Pubblica l'elenco dei
pediatri che partecipano al progetto.
Monitoraggio
Il principale indicatore della riuscita del progetto è rappresentato
dal raggiungimento o dal mantenimento, nei bambini entro i 6 anni
di età, dell'80% degli assistiti di ogni singolo PLS di copertura
vaccinale della prima dose per morbillo, rosolia e parotite entro
il primo anno di attuazione del progetto (tenuto conto che la I
dose delll'MMR si somministra entro il 15° mese) e del 95% di
tutti gli assistiti di ogni singolo pediatra entro il 2005, in accordo
con quanto contenuto nel Piano Nazionale dell'ISS per l'eradicazione
del morbillo e della rosolia congenita.
Altri indicatori sono rappresentati dall'incidenza di nuovi casi
di malattia ed eventuali complicanze.
Esecuzione delle vaccinazioni
In ottemperanza a quanto previsto dal Piano Nazionale Vaccini, al
fine di raggiungere il più rapidamente i livelli di copertura
vaccinale ritenuti accettabili per prevenire la diffusione delle
malattie infettive, è importante il coinvolgimento dei PLS
anche nell'attività di somministrazione dei vaccini raccomandati
a tutti i soggetti in età pediatrica (anti-pertosse, anti-morbillo-rosolia-parotite,
anti-emofilo B) o consigliati a determinate categorie a rischio
o al singolo soggetto (anti-influenzale, anti-pneumococco, anti-meningococco,
anti-varicella). I vaccini verranno periodicamente forniti dall'ASL
su richiesta del pediatra.
L'esecuzione delle vaccinazioni da parte del PLS può essere
effettuata sia nel proprio ambulatorio che in altri locali messi
a disposizione dall'ASL. Tale attività deve essere organizzata
in collaborazione con l'Unità Operativa di Medicina Preventiva
con la quale vanno concordate, tra l'altro, le modalità di
approvvigionamento e conservazione dei vaccini e il rilascio delle
relative certificazioni.
Incentivi economici
Ai PLS che partecipano al progetto verranno corrisposti, in caso
di raggiungimento e mantenimento dell'obiettivo prefissato, i seguenti
compensi:
a) un incentivo di un euro (1) per ogni assistito in carico al momento
della verifica, per l'attività di promozione delle vaccinazioni;
b) un compenso di dodici euro (dodici) per ogni vaccinazione eseguita.
L'incentivo per la sola attività di promozione potrà
essere corrisposto, sempre al raggiungimento dell'obiettivo, solo
nel caso che all'esecuzione provveda l'Unità Operativa di
Medicina Preventiva.
Per l'attribuzione di tali compensi, il PLS dovrà presentare
all'ASL l'elenco di tutte le vaccinazioni raccomandate effettuate
(anti-pertosse, anti-morbillo-rosolia-parotite, anti-emofilo B,
anti-influenzale, anti-pneumococco, anti-meningococo, anti-varicella)
con i dati dei soggetti vaccinati e l'elenco degli assisiti in carico
che hanno già compiuto i sei anni di età con l'indicazione
se vaccinati o meno per morbillo-rosolia-parotite. Tale dato rappresenta
l'indicatore della riuscita del progetto e servirà a valutare
il raggiungimento dell'obiettivo fissato nell'80% di copertura vaccinale
per l'MMR a sei anni di età per il primo anno di attuazione
del progetto.
La Regione provvederà al monitoraggio ed all'acquisizione
dei dati attraverso le singole Unità Operative di
Medicina preventiva.
 |
LINEE
GUIDA PER L'ESECUZIONE DEL PROGETTO SALUTE INFANZIA E DEL PROGETTO
OBIETTIVO VACCINAZIONI
|
| PIANO
BASE BILANCI
DI SALUTE |
IMPLEMENTAZIONI
PROGETTO OBIETTIVO VACCINAZIONI |
| ETA'
|
INTERVENTO |
INTERVENTO |
AZIONE
|
60
gg.
+/-
20 gg. |
Esame
fisico, misurazione peso, altezza, circ. cranica.
Valutazione psicomotoria e sensoriale |
Mantenere
e/o incrementare i livelli di copertura vaccinale per DPT, POLIO,
EPATITE, HIB |
Informazioni
e richiesta consenso informato sulle vaccinazioni Esecuzione
delle vaccinazioni
Informazioni su reazioni avverse |
|
180
gg .
+/-
30
gg
|
Esame
fisico, misurazione peso, altezza, circ. cranica
Valutazione psicomotoria e sensoriale |
Mantenere
e/o incrementare i livelli di copertura vaccinale per DPT, POLIO,
EPATITE, HIB |
Controllo
scheda vaccinale
Informazioni su reazioni avverse |
365
gg
+/-
60 gg. |
Esame fisico, misurazione peso, altezza, circ. cranica
Valutazione psicomotoria e sensoriale |
Mantenere
e/o incrementare i livelli di copertura vaccinale per DTP, POLIO,
EPATITE, MPR, HIB INFLUENZA (soggetti a rischio) |
Controllo
scheda vaccinale
Esecuzione delle vaccinazioni
Informazioni su reazioni avverse
Presentazione vaccinazione MPR |
|
24
mesi
+/-
60
gg.
|
Esame
fisico, misurazione peso, altezza, circ. cranica
Valutazione psicomotoria e sensoriale.
Valutazione linguaggio |
Mantenere
e/o incrementare i livelli di copertura vaccinale per MPR |
Controllo
scheda vaccinale
Esecuzione delle vaccinazioni |
36
mesi
+/-
90 gg. |
Esame
fisico, misurazione peso, altezza, circ. cranica
Valutazione psicomotoria e sensoriale.
Valutazione linguaggio |
Mantenere
e/o incrementare i livelli di copertura vaccinale per POLIO,
INFLUENZA (soggetti a rischio)
Recupero soggetti ancora non immuni per MPR |
Controllo
scheda vaccinale
Esecuzione delle vaccinazioni |
48
mesi
+/-
4 mesi |
Esame
fisico, misurazione peso, altezza, PA Valutazione psicomotoria
e sensoriale Valutazione linguaggio |
Mantenere
e/o incrementare i livelli di copertura vaccinale per INFLUENZA
(soggetti a rischio)
Recupero soggetti ancora non immuni per MPR |
Controllo
scheda vaccinale |
72
mesi
+/-
9 mesi |
Esame
fisico, misurazione peso, altezza, PA
Valutazione psicomotoria e sensoriale
Valutazione linguaggio |
Mantenere
e/o incrementare i livelli di copertura vaccinale per DTP, MPR
e INFLUENZA (soggetti a rischio) |
Controllo
scheda vaccinale
Esecuzione delle vaccinazioni |
12
anni
+/-
12 mesi |
Esame
fisico, misurazione peso, altezza, PA
Valutazione psicomotoria e sensoriale
Valutazione puberale
Esame colonna e dentizione |
Mantenere
e/o incrementare i livelli di copertura vaccinale per EPATITE,
DTP e INFLUENZA (soggetti a rischio)
Recupero soggetti ancora non immuni per MPR |
Controllo
scheda vaccinale
Sostegno alla regolare esecuzione dei richiami DTP
Esecuzione delle vaccinazioni |
INCENTIVI PER L'ORGANIZZAZIONE DEGLI AMBULATORI
(Art. 41, commi 3,4,6,7,8 DPR 272/2000) |
Il
fondo annuo previsto dal DPR 272/2000 per gli istituti di cui all'art
41, determinato in base al numero dei PLS convenzionati con la Regione
Calabria ed in base al numero degli assistiti alla data di pubblicazione
del DPR medesimo è pari a Euro 715.929,64.
Ferma restando l'entità complessiva del fondo, il comma 9
prevede la possibilità di variare, in base alle specifiche
esigenze locali, sia gli importi che le percentuali previste dai
precedenti commi 3, 4, 6, 7, 8. Si stabilisce, pertanto, di confermare
gli importi previsti dallo stesso DPR e di fissare le percentuali
come di seguito indicato:
- comma 3 (indennità per zone disagiatissime): 3% dei pediatri;
- comma 6 (incentivo per collaboratore di studio): 15% degli assistiti;
- comma 7 (incentivo per pediatria in associazione): 40% degli assistiti;
- comma 8 (pediatria in gruppo): 15% degli assistiti.
Per quanto riguarda l'indennità per l'informatizzazione dello
studio (comma 4) l'entità del fondo consentirebbe la sua
corresponsione al 60% dei pediatri. Al fine di permettere una migliore
organizzazione di tutti gli ambulatori, si decide di integrare la
parte del fondo relativa a questa voce con la rimanente somma necessaria
per garantire l'indennità al 100% dei pediatri.
In deroga a quanto stabilito dai commi 3,4, 6, 7 e 8 del DPR 272/2000,
si stabilisce che il calcolo delle percentuali di attribuzione per
ciascuna indennità si effettua a livello aziendale e non
regionale, rispettivamente in base al numero dei pediatri (commi
3 e 4) e degli assistiti (commi 6, 7 e 8).
I pediatri interessati a richiedere le indennità suddette
devono presentare domanda alla propria Azienda che dà risposta
entro 60 giorni, sentito il parere del Comitato di Azienda che controllerà
il rispetto delle percentuali previste per ciascuna indennità.
I pediatri che già ne usufruiscono non devono ripresentare
alcuna domanda in quanto si intende confermato quanto già
attribuito, rientrando, pertanto, nel calcolo della parcentuale
.
In caso di persistente ridotta utilizzazione del fondo destinato
ad un istituto, previo parere del Comitato Aziendale, le Aziende
possono utilizzare le somme residue per uno degli altri istituti
verso cui vi siano più richieste da parte dei pediatri.
INCENTIVAZIONE PER ZONE DISAGIATE (Art.41, comma 3; Allegato
G, DPR 272/00)
Per la valutazione dell'istanza, l'ASL dovrà raccogliere
tutti gli elementi utili ad individuare l'ambito territoriale come
zona molto disagiata (n. assistiti residenti nei vari Comuni o frazioni
dell'ambito, distanze chilometriche degli abitati più periferici,
situazione orografica del territorio, ecc.) e, sentito il parere
del Comitato Aziendale, da risposta entro il termine previsto. I
criteri per considerare un ambito come zona molto disagiata sono
quelli dell'allegato G del DPR 272/2000.
INDENNITA' PER COLLABORATORE DI STUDIO (Art.41, comma 6, DPR
272/2000)
Criteri di priorità per il riconoscimento del diritto all'indennità
di collaborazione di studio:
a) pediatri che già usufruiscono dell'indennità ai
sensi del DPR 613/96 che concorrono al calcolo della percentuale;
b) pediatri cui non era stato riconosciuto il diritto secondo il
precedente DPR a causa del superamento del tetto previsto;
c) pediatri che aderiscono alla pediatria di gruppo;
d) pediatri con maggior carico di scelte.
INDENNITA' PER PEDIATRIA IN ASSOCIAZIONE (Art.41, comma 7, DPR 272/2000)
Criteri di priorità per il riconoscimento del diritto all'indennità
per pediatria in associazione:
a) pediatri che già usufruiscono dell'indennità che
concorrono al calcolo della percentuale;
b) pediatri che in associazione coprono tutto un ambito territoriale;
c) pediatri inseriti in un ambito territoriale comprendente più
comuni;
d) pediatri che in associazione contano un maggior numero di scelte.
INDENNITA' PER PEDIATRIA IN GRUPPO (Art.41, comma 8, DPR 272/2000)
Criteri di priorità per il riconoscimento del diritto all'indennità
per pediatria di gruppo :
a) pediatri che aderiscono già alla pediatria di gruppo ai
sensi del DPR 613/96 che concorrono al calcolo della percentuale;
b) pediatri che richiedono di essere integrati in pediatrie di gruppo
già riconosciute;
c) pediatri che in gruppo contano un maggior carico di scelte
 |
REGOLAMENTAZIONE
ATTIVITA' IN FORMA ASSOCIATA
(Art. 51 DPR 272/2000)
|
L'obiettivo
fondamentale dell'attività in forma associata prevista dall'art.
51 è quello di migliorare la qualità del servizio
di assistenza pediatrica e la accessibilità al servizio stesso.
Infatti, le forme associative possono migliorare l'efficacia delle
prestazioni sotto il profilo della qualità perché
consentono ai PLS di migliorare la organizzazione degli ambulatori,
di avere più presidi diagnostici e terapeutici e di avere
competenze condivise.
Nello stesso tempo, esse migliorano sicuramente l'efficienza del
servizio perché favoriscono la creazione di un team di lavoro,
che costituisce un valore aggiunto al rapporto fiduciario tra famiglia
e singolo pediatra. Le forme associative previste sono:
-La pediatria di gruppo
-La pediatria in associazione
-La pediatria in rete
PEDIATRIA DI GRUPPO (Art. 52 DPR 272/2000)
I requisiti e le modalità organizzative sono quelli previsti
dall'articolo 52. Il compenso aggiuntivo è quello previsto
dall'art. 41 comma 8.
L'attribuzione delle quote per il collaboratore di studio va confermata
a tutti i pediatri operanti in gruppo a condizione che il collaboratore
sia presente per un orario complessivo non inferiore ad almeno 18
ore settimanali nel caso di due medici, 24 ore settimanali nel caso
di tre medici, 30 ore settimanali nel caso di quattro medici, a
tempo pieno nel caso di un numero maggiore di medici.
Oltre alle prestazioni minime di base, ogni gruppo può organizzarsi
per erogare prestazioni ulteriori come ad esempio:
- allargamento della copertura assistenziale diurna oltre la 5^
ora;
- prestazioni diagnostiche;
- assistenza infermieristica, riabilitativa ambulatoriale e domiciliare;
- continuità assistenziale;
- programmi di educazione sanitaria collettiva ed individuale;
- partecipazione a progetti obiettivi promossi dalla Regione o dall'Azienda
o proposti e concordati dallo stesso gruppo;
- attività di formazione, accreditamento e tutoriale.
Tali prestazioni, con le relative indennità economiche spettanti
a ciascun pediatra partecipante, vanno concordate a livello Aziendale.
Eventuali controversie sono sottoposte all'esame del Comitato di
Azienda. Per i gruppi già costituiti in base a quanto contenuto
nel precedente accordo regionale, rimangono validi gli accordi di
costituzione ed i relativi regolamenti già depositati presso
l'ASL e l'Ordine dei Medici di competenza.
PEDIATRIA IN ASSOCIAZIONE (Art. 53 DPR 272/2000)
I requisiti e le modalità organizzative sono quelli previsti
dall'articolo 53. Il compenso aggiuntivo è quello previsto
dall'art. 41 comma 7.
L'accordo che costituisce la pediatria in associazione è
depositato presso la Azienda Sanitaria e l'Ordine provinciale dei
Medici.
L'associazione può essere composta da due o più pediatri,
da due o più gruppi oppure da un pediatra ed un gruppo, che
svolgono l'attività nello stesso ambito territoriale o anche
in ambiti diversi purché confinanti, qualora le condizioni
di viabilità lo consentano e l'aggregazione comporti un evidente
miglioramento nell'erogazione delle prestazioni.
E' prevista l'esposizione, in ogni ambulatorio dell'associazione
ed al suo ingresso, di una comunicazione ben visibile contenente
l'indicazione di quali sono le sedi ove gli assistiti possono fruire
delle prestazioni non differibili durante le ore di chiusura dell'ambulatorio
del proprio medico.
Uno o più membri dell'associazione possono interrompere la
stessa in qualsiasi momento, dandone comunicazione all'Azienda Sanitaria
territorialmente competente con preavviso di novanta giorni.
Oltre alle prestazioni minime di base, ogni associazione può
organizzarsi per erogare prestazioni ulteriori come ad esempio:
- allargamento della copertura assistenziale diurna oltre la 5^
ora;
- prestazioni diagnostiche;
- assistenza infermieristica, riabilitativa ambulatoriale e domiciliare;
- continuità assistenziale;
- programmi di educazione sanitaria collettiva ed individuale;
- partecipazione a progetti obiettivi promossi dalla Regione o dall'Azienda
o proposti e concordati dallo stesso gruppo;
- attività di formazione, accreditamento e tutoriale.
Tali prestazioni, con le relative indennità economiche spettanti
a ciascun pediatra partecipante, vanno concordate a livello Aziendale.
Eventuali controversie sono sottoposte all'esame del Comitato Aziendale.
PEDIATRIA IN RETE (Art. 54 DPR 272/2000)
La pediatria in rete è un modulo complementare, non sostitutivo,
rispetto alla pediatria di gruppo ed in associazione e ad esse collegato
per consentire:
-un livello superiore di comunicazione di dati ed informazioni sanitarie
tra pediatri e tra questi ultimi e le strutture distrettuali e/o
ospedaliere pubbliche e accreditate;
-la realizzazione di momenti di revisione della qualità e
della appropriatezza prescrittiva interna alla associazione e per
la promozione di comportamenti prescrittivi uniformi e coerenti
con gli obiettivi dichiarati dalla associazione;
-il miglioramento della assistenza attraverso la conoscenza dei
dati del paziente grazie ad una cartella informatizzata scelta autonomamente
dall'associazione a cui ogni pediatra dell'associazione può
accedere quando presta la sua opera.
 |
PROGETTO
OBIETTIVO "SELF-HELP AMBULATORIALE"
(Art. 30, comma 1 ; allegato B, DPR 272/2000) |
L'ACN
prevede tra i compiti del Pediatra di Libera scelta (PLS) con compenso
a quota variabile l'esecuzione nel proprio studio di alcune prestazioni
professionali aggiuntive che, in coerenza con quanto stabilito dal
Piano Sanitario Nazionale e dal Progetto Obiettivo Materno-Infantile,
possono consentirgli di raggiungere i seguenti obiettivi:
- Maggior rapidità diagnostica
- Riduzione ore di scuola/lavoro perse da bambini/genitori
- Riduzione carico di lavoro per i laboratori analisi
- Riduzione spesa farmaceutica (antibiotici)
- Riduzione accessi alla medicina specialistica (II° Livello)
con conseguente contenimento della spesa e riduzione dei tempi di
attesa
- Gestione ambulatoriale di alcune patologie croniche
Operatività
Tutte le ASL attivano questo progetto obiettivo. I PLS che aderiscono,
ne danno comunicazione all'ASL con apposita dichiarazione scritta
indicante le prestazioni per la effettuazione delle quali il proprio
studio è dotato delle corrispondenti necessarie attrezzature
e su cui l'Azienda ha il potere-dovere di esercitare i previsti
controlli di idoneità. L'esecuzione delle stesse da parte
dei pediatri partecipanti al progetto non è soggetta ad autorizzazione.
Le prestazioni previste dal progetto ed il relativo compenso sono
contenuti nella tabella "A" di questo protocollo.
Compensi
Ai fini del pagamento dei compensi per le prestazioni inserite in
questo progetto, valgono le modalità previste dai commi 2
e 3 dell'allegato B del DPR 272/2000 e comunque tali prestazioni
concorrono con le altre prestazioni dell'allegato B) al tetto massimo
del 14% degli emolumenti mensili come previsto comma 5 dell'allegato
B del DPR 272/2000.
Valutazione dei risultati
Il raggiungimento degli obiettivi prefissati, sulla base degli indicatori
specificati per ogni prestazione, sarà oggetto di monitoraggio
per tutta la durata dell'accordo.
I risultati attesi per ogni prestazione sono contenuti nella tabella
"B".
TAB
A -PRESTAZIONI AGGIUNTIVE ULTERIORI
(DPR 272/2000 - Allegato B, punto C) |
1
Test rapido per la ricerca dello streptococco piogene in faringe
(SBEGA)(nei casi a clinica dubbia)
2 Test rapido per la determinazione della proteina C reattiva
(nei bambini altamente febbrili e con scarsi o dubbi segni di
localizzazione infettiva)
3 Esame urine mediante Stick per la determinazione di 10 parametri
4 Prick test per gli allergeni alimentari e/o inalanti (nei
bambini con sospetta patologia allergica)
5 Spirometria semplice in bambini con asma persistente o ricorrente
o altre patologie respiratorie
6 Impedenzometria
7 Audiometria tonale
8 Otoscopia pneumatica
9 Podoscopia
10 Scoliometria
11 Micro VES
12 Conta Leucocitaria (con microscopio e camera di Burker)
13 Esame Microscopico delle Urine (con microscopio e camera
di Burker)
14 Ricerca agglutinine a frigore
15 Prelievo di sangue capillare
16 Prelievo di sangue venoso
17 Prelievo microbiologico
18 Test alla luce di Wood |
*Le
prestazioni aggiuntive saranno remunerate sulla base del tariffario
regionale vigente.
Per le voci non tariffate si demanda ad apposita determinazione
della Giunta Regionale da adottarsi entro 120 giorni. Scaduto tale
termine, il Comitato provvederà a determinare in via provvisoria
le tariffe delle suddette prestazioni.
Tabella B RISULTATI ATTESI
|
| |
AZIONE |
RISULTATO
ATTESO |
| 1 |
Test
rapido per la rilevazione dello streptococco pyogenes (SBEGA)
in faringe (nei casi a clinica dubbia) |
-Riduzione
d'inutili trattamenti antibiotici nei casi negativi.
-Velocizzazione della guarigione e riduzione del rischio di
complicanze nei casi positivi. |
| 2 |
Test
rapido per la determinazione della Proteina C reattiva (in bambini
altamente febbrili e con scarsi o dubbi segni di localizzazione
infettiva) |
-Individuazione precoce dei casi che necessitano di approfondimento
diagnostico o di ricovero.
-Individuazione precoce dei casi che non necessitano di alcun
trattamento se non quello sintomatico per la febbre. |
| 3 |
Stick
urine per la determinazione di 10 parametri urinari |
-Immediata
risoluzione di dubbi diagnostici.
-Riduzione di ore di lavoro perse dai genitori |
| 4 |
Prick
test per gli allergeni alimentari e/o inalanti (in bambini con
sospetta patologia allergica) |
Immediata
risoluzione di dubbi diagnostici con presa in carico del bambino
allergico e riduzione del ricorso allo specialista allergologo
|
| 5 |
Spirometria
semplice in bambini con asma persistente o ricorrente o altre
patologie respiratorie |
Presa in carico globale del bambino asmatico senza necessità
di ricorso allo specialista allergologo o pneumologo |
| 6 |
Impedenziometria |
Presa
in carico globale del bambino con otite media essudativa senza
necessità di ricorso all'ORL. |
| 7 |
Audiometria
tonale |
Presa
in carico globale del bambino con otite media essudativa senza
necessità di ricorso all'ORL |
| 8 |
Otoscopia
pneumatica |
Gestione
ambulatoriale delle otiti medie acute per la prevenzione delle
complicanze |
| 9 |
Podoscopia |
Presa
in carico globale del bambino con piede piatto non strutturato
(che non necessita di intervento ortopedico) |
| 10 |
Scoliometria |
Presa
in carico globale del bambino con scoliosi non strutturata (che
non necessita di intervento specialistico ortopedico) |
| 11 |
Micro
VES |
Individuazione
precoce di patologie infettive in soggetti a rischio |
| 12 |
Conta
leucocitaria (con microscopio e camera di Burker) |
Individuazione
precoce di patologie infettive in soggetti a rischio |
| 13 |
Esame
microscopico delle urine
(con microscopio e camera di Burker) |
Individuazione
precoce di patologie infettive in soggetti a rischio |
| 14 |
Agglutinine
"a frigore" |
Individuazione
di patologie sostenute da Myicoplasma Pneumoniae |
| 15 |
Prelievo
di sangue capillare |
Individuazione
precoce di patologi con ricorso a prelievo di piccole quantità
di sangue |
| 16 |
Prelievo
di sangue venoso |
-Riduzione di disagio per il piccolo paziente e la famiglia
-Riduzione dei tempi di attesa |
| 17 |
Prelievo
microbiologico |
-Riduzione
di disagio per il piccolo paziente e la famiglia
-Riduzione dei tempi di attesa |
| 18 |
Test
alla luce di Wood |
Risoluzione
immediata di dubbi diagnostici senza necessità di ricorso
allo specialista dermatologo |
AGGIORNAMENTO
E FORMAZIONE CONTINUA
(Art.8 DPR 272/2000)
|
L'attività di formazione continua è disciplinata dalla
Regione sulla base dei principi fissati dalle leggi dello Stato
e dagli accordi della Conferenza Stato-Regioni. Pertanto, con la
collaborazione degli Ordini dei Medici, delle società scientifiche
e delle organizzazioni di categoria più rappresentative,
l'Assessorato Regionale alla tutela della Salute predisporrà
un piano regionale di formazione per i pediatri di libera scelta.
A tal fine, provvederà
1. all'analisi dei bisogni formativi;
2. ad individuare gli obiettivi formativi;
3. all'accreditamento dei progetti di formazione;
4. all'individuazione degli obiettivi formativi di interesse nazionale;
5. a realizzare un elenco di soggetti che soddisfino i requisiti
definiti dalla Commissione Nazionale e gli eventuali ulteriori definiti
dalle Regioni, titolati a realizzare gli eventi formativi coerenti
con gli obiettivi nazionali e regionali (provider di formazione);
6. a promuovere la realizzazione di un'anagrafe dei crediti accumulati
dagli operatori.
I costi delle attività formative sono a carico Servizio Sanitario
Nazionale in base a quanto contenuto nell'articolo 1 della legge
405/2001.
Per la realizzazione delle attività di formazione per i PLS,
le ASL si avvarranno della collaborazione degli animatori di formazione
scelti tra gli stessi PLS.
Per tale motivo, si istituisce l'albo regionale per gli animatori
di formazione che viene aggiornato annualmente. Nel caso in cui
il numero di animatori iscritti all'albo sia inferiore a quello
previsto in base ai criteri sotto indicati, la Regione provvederà
ad organizzare corsi per animatori di formazione.
La selezione dei pediatri partecipanti ai corsi avverrà con
i seguenti criteri:
- almeno cinque anni di anzianità di esercizio della pediatria
convenzionata;
- numero di scelte in carico uguali o superiori a seicento;
- curriculum formativo e scientifico;
- equa distribuzione degli animatori sul territorio regionale in
modo da garantire all'interno di ciascuna Azienda la presenza di
un animatore ogni 10 pediatri convenzionati.
Compiti dell'animatore di formazione sono:
-rilevazione dei bisogni formativi dei PLS;
-analisi della bibliografia esistente sugli argomenti oggetto di
formazione relativamente alla pratica nella pediatria;
-strutturazione didattica di una o più sessioni di formazione
sugli argomenti prescelti secondo modalità coerenti;
-obiettivi didattici dichiarati ed idonei al contesto della formazione
stessa (didattica attiva, tutoriale, integrata, ecc.);
-rapporti con gli eventuali tutor, al fine di integrare efficacemente
i contributi specialistici con la realtà operativa della
Pediatria di libera scelta;
-conduzione delle sessioni in modo da favorire la partecipazione
e l'interesse dei pediatri partecipanti;
-valutazione della qualità dei corsi, con attribuzione di
un corrispondente credito formativo;
-valutazione formativa dei partecipanti.
Secondo quanto contenuto nelle linee guida nazionali per l'ECM e
recepite dalla conferenza Stato-Regioni, i temi oggetto della formazione
sono scelti tenendo conto :
-degli obiettivi formativi di interessa nazionale;
-dei bisogni professionali dei pediatri;
-dei bisogni organizzativi del servizio (a livello Regionale ed
Aziendale)
Le attività formative si svolgono di norma il sabato mattina
per almeno 40 ore annue. Di queste, potranno essere riconosciute
come attività di aggiornamento, nella misura massima di 20
ore, attività formative scelte autonomamente dai PLS, purché
risultino regolarmente accreditate.
Le Aziende adottano i provvedimenti necessari a garantire la continuità
assistenziale durante le ore di aggiornamento. In caso di svolgimento
in giorno diverso dal sabato, i partecipanti convenzionati come
PLS hanno diritto al pagamento della sostituzione con onere a carico
dell'Azienda.
Per l'assolvimento dei compiti previsti al pediatra animatore di
formazione è corrisposto, ai sensi del comma 14 dell'art.
8, un compenso orario forfettario di Euro 50 (cinquanta).
 |
PROGETTI
OBIETTIVO AZIENDALI
L'attività del pediatra di libera scelta potrà essere
ulteriormente implementa con alcuni Progetti Obiettivo che le Aziende
possono adottare in relazione alle loro esigenze territoriali ed
in collaborazione con le OO.SS. maggiormente rappresentative.
I progetti Obiettivo individuati in questo Accordo regionale sono
:
1) Progetto Obiettivo "Educazione sanitaria e farmaco-economia"
2) Progetto Obiettivo "Assistenza al bambino con patologia
cronica"
3) Progetto obiettivo "Continuità assistenziale diurna"
4) Progetto Obiettivo "Presa in carico del neonato in dimissione
precoce"
RIEPILOGO
COSTI
Progetto
Salute Infanzia
(Bilanci di salute, libretto pediatrico, fornitura dati epidemiologici
su supporto informatico, collegamento a banca dati, ecc.) €
2.975.400
Fondo aggiuntivo per assegnazione debito informatico
a tutti i PLS (in aggiunta al fondo art. 41 ACN) € 107.836
Progetto Obiettivo regionale "Vaccinazioni Raccomandate"
€ 430.000
Istituti incentivanti art. 41 ACN Finanziati con lo specifico fondo
previsto dall'ACN
Progetto Obiettivo regionale Self-Help ambulatoriale Tetto prestazioni
aggiuntive ACN (all.B)
Totale € 3.513.236
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NORMA
FINALE N. 1
Gli effetti giuridici ed economici del presente Accordo Regionale
conservano la loro validità sino e non oltre sei mesi dalla
data di pubblicazione del successivo Accordo Nazionale, data entro
la quale dovrà avvenire la stipula del conseguente Accordo
Regionale.
NORMA FINALE N. 2
Al presente accordo è allegata una copia aggiornata del libretto
sanitario pediatrico, che sarà stampato a cura delle ASL
in modo uniforme in tutta la regione.
Il libretto è formato da n. 54 pagine, in formato cm 17 x
24. La copertina è di colore azzurro e riporta il logo della
regione ed il numero dell'ASL.
Le ASL, una volta esaurite le copie già stampate, avranno
cura di stampare i nuovi libretti, rispettando le caratteristiche
su indicate.
L'ASSESSORE REGIONALE ALLA TUTELA DELLA SALUTE Dr. Gianfranco LUZZO
LE OO.SS. : FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri)
CIPE (Confederazione Italiana Pediatri)
Catanzaro, 01.08.2003
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